Pallade (Tritone)

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Pallade, nella mitologia greca, era la libica compagna di giochi di Atena, figlia di Tritone il dio fiume.

Si racconta che, ancora fanciulla, Atena uccise incidentalmente la sua amica Pallade (che considerava come una sorella), mentre era impegnata con lei in un combattimento di allenamento, armate di lancia e di scudo. In segno di lutto, Atena aggiunse il nome di Pallade al proprio.

Il racconto che invece ci tramanda lo Pseudo-Apollodoro è una tarda versione. Egli ci dice che Atena, nata da Zeus e allevata da Tritone, uccise la figlia di questi, la sua sorellastra Pallade, poiché le fu ordinato da Zeus, che durante lo scontro, intenzionalmente distrasse la ragazza.

Esegesi[modifica | modifica wikitesto]

Un altro Pallade generò i cinquanta Pallantidi, nemici di Teseo, che pare fossero in origine delle sacerdotesse guerriere di Atena. Platone identificò Atena patrona di Atene con la dea libica Neith, ed Erodoto ci dice che le sacerdotesse vergini di questa annualmente si impegnavano in un combattimento per disputarsi il titolo di "Gran Sacerdotessa" della Dea.
Tritona potrebbe significare "terza regina", cioè il membro più anziano della Triade sacra: Kore, Persefone, Demetra.

Il Palladio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palladio (mitologia).

Atena, in segno di lutto, fece costruire un'immagine della compianta amica Pallade, e pose tale simulacro sull'Olimpo a fianco del trono di Zeus.

Era una statua di legno, senza gambe, alto tre cubiti, che ritraeva Pallade reggente una lancia nella mano destra e una rocca e un fuso nella sinistra; il suo petto era coperto dall'egida.

Il Palladio a Troia[modifica | modifica wikitesto]

Elettra, la nonna di Ilo, il fondatore di Troia, venne violentata da Zeus, e le capitò di sporcare del sangue vaginale la statua della vergine Pallade.
Atena, infuriata, scaraventò Elettra e il Palladio sulla terra.

Ilo aveva chiesto un segno a Zeus, mentre segnava i confini della città, e lo ottenne. Apollo Sminteo consigliò a Ilo:

« Abbi cura della dea che cadde dal cielo e avrai così cura della tua città, poiché la forza e il potere accompagnano la dea, dovunque essa vada. »

Alcuni affermano che il tempio di Atena fosse già in costruzione, quando l'immagine cadde dal cielo. Altri invece suppongono che fu Elettra stessa a donare il Palladio a Dardano.

Si dice che, nell'occorrenza di un incendio, Ilo si tuffò tra le fiamme per recuperare il Palladio, ma Atena, irritata dal fatto che un mortale potesse avvicinarsi incauto al suo simulacro, accecò Ilo. Questi, tuttavia, riuscì a placare la dea e riottenne la vista.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]