Palla Strozzi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palla e Lorenzo Strozzi, dettaglio dell'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano (1423)

Palla di Onofrio Strozzi (o Palla di Noferi) (Firenze, 1372Padova, 18 maggio 1462) è stato un banchiere, politico, letterato, filosofo e filologo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla ricchezza accumulata nelle ultime generazioni dalla sua famiglia degli Strozzi, il padre poté far istruire il figlio da letterati ed umanisti, e grazie all'interesse e all'intelligenza, Palla divenne di fatto uno dei più fini uomini di cultura fiorentini del suo tempo.

Ricco e colto, commissionò numerose opere d'arte, tra le quali la Cappella Strozzi (oggi Sagrestia) nella Basilica di Santa Trinita, opera di Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti (1419-1423). La cappella, progetto irrealizzato del padre Noferi, venne fatta erigere in memoria di Palla dopo la sua morte e ne ospitò la sepoltura monumentale. Per questo ambiente commissionò l'Adorazione dei Magi a Gentile da Fabriano e la Deposizione dalla Croce a Lorenzo Monaco, terminata poi da Beato Angelico che ne fece uno dei suoi capolavori.

L'opposizione ai Medici[modifica | modifica wikitesto]

Collezionista di libri rari e conoscitore del greco e del latino, si trovò già sessantenne invischiato nell'opposizione strenua contro Cosimo de' Medici.

Cosimo il Vecchio, infatti, era l'uomo che per la prima volta si era di fatto preso tutto il potere cittadino, grazie a un sistema di clientelismo con uomini chiave alla guida degli uffici della Repubblica fiorentina. Davanti a Cosimo solo due strade erano possibili: l'alleanza accettando un ruolo subordinato o lo scontro frontale, e Palla, forte della sua ricchezza e fiero della propria cultura, fu a capo della fazione antimedicea assieme ad un altro oligarca indomabile, Rinaldo degli Albizi.

In un primo momento la fortuna arrise alla sua fazione, riuscendo ad ottenere prima l'incarcerazione di Cosimo, poi la dichiarazione del medesimo come magnate, cioè tiranno, ed il suo conseguente esilio dalla città (1433). L'obiettivo dello Strozzi, comunque, non era tanto l'eliminazione di un avversario, ma la restaurazione della libertas fiorentina e in questo fu diverso dall'alleato Rinaldo degli Albizi.

Intanto Cosimo mandava già segni di prepararsi a un rientro, che avvenne puntuale al cambio di governo con il veloce avvicendamento dei gonfalonieri, meno di un anno dopo la sua partenza da Firenze.

L'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi provvedimenti vi è proprio la vendetta sugli avversari, con l'esilio delle famiglie degli Albizi e degli Strozzi, e in questo Cosimo fu favorito anche dall'appoggio popolare che lui e la sua casata si erano saputi conquistare.

Nel 1434 quindi lo Strozzi parte per Padova, dove si preparava per un rientro che non avvenne mai. La sua casa di Padova, nella quale egli visse una seconda giovinezza, fu un ritrovo di artisti e letterati, nel periodo d'oro quando la città veneta era uno dei centri culturali più notevoli della penisola italiana, per certi risultati artistici più importante della stessa Firenze (si pensi ai capolavori lasciati proprio da due fiorentini come Giotto o Donatello).

Lasciò la sua raccolta di libri rari, arricchita ulteriormente durante il suo soggiorno padovano, al monastero di Santa Giustina. Morì a Padova l'8 maggio 1462, nel suo palazzo verso il Prato della Valle. Fu sepolto nella vicina chiesa di Santa Maria di Betlemme.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dalla moglie Maria Strozzi, sua lontana parente, ebbe undici figli: Lorenzo (1404-1452), Onofrio (1411-1452), Nicola detto Tita (1412-?), Gianfrancesco (1418-1468 circa), Carlo, Bartolomeo, Margherita, Lena (nata nel 1449, moglie di Felice Brancacci), Ginevra, Jacopa (moglie di Giovanni di Paolo Rucellai) e Tancia.

In tarda età si sposò con una figlia di Felice Brancacci, che lo seguì a Padova.

I suoi discendenti si stabilirono in seguito a Ferrara e diedero origine al ramo ferrarese degli Strozzi (quello di Tito Vespasiano ed Ercole Strozzi).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Roma, Newton Compton Editori, 2006. ISBN 88-8289-531-9.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Rei., «STROZZI, Palla», in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
  • Roberto Palmarocchi, «La famiglia STROZZI», in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.

Controllo di autorità VIAF: 32432314 LCCN: no91009565