Palazzolo sull'Oglio

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Palazzolo sull'Oglio
comune
Palazzolo sull'Oglio – Stemma Palazzolo sull'Oglio – Bandiera
Palazzolo sull'Oglio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
Sindaco Gabriele Zanni[1] (PD) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°36′00″N 9°53′00″E / 45.6°N 9.883333°E45.6; 9.883333 (Palazzolo sull'Oglio)Coordinate: 45°36′00″N 9°53′00″E / 45.6°N 9.883333°E45.6; 9.883333 (Palazzolo sull'Oglio)
Altitudine 166 m s.l.m.
Superficie 23,06 km²
Abitanti 20 009[2] (30-11-2013)
Densità 867,69 ab./km²
Frazioni San Pancrazio
Comuni confinanti Adro, Capriolo, Castelli Calepio (BG), Chiari, Cologne, Erbusco, Grumello del Monte (BG), Palosco (BG), Pontoglio, Telgate (BG)
Altre informazioni
Cod. postale 25036
Prefisso 030
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 017133
Cod. catastale G264
Targa BS
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti palazzolesi
Patrono san Fedele
Giorno festivo 14 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzolo sull'Oglio
Posizione del comune di Palazzolo sull'Oglio nella provincia di Brescia
Posizione del comune di Palazzolo sull'Oglio nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Palazzolo sull'Oglio (Palasöl in dialetto bresciano[3], Palahöl nella variante palazzolese[4]) è un comune di 20 009 abitanti[2] della provincia di Brescia in Lombardia. Si trova al confine con la provincia di Bergamo in una posizione equidistante dai due capoluoghi.

Il comune ebbe la denominazione di Palazzolo fino al 1862, quando con Regio Decreto 24 agosto 1862, n. 802[5], fu aggiunta la specificazione sull'Oglio[6] al fine di distinguerla da altre municipalità omonime e di sottolineare il legame con il fiume Oglio, sulle cui rive sorge il principale centro abitato[7].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La città è posta a 166 metri sul livello del mare. Al centro scorre il fiume Oglio.

Clima[modifica | modifica sorgente]

A Palazzolo Sull'Oglio il clima è parzialmente continentale, e abbastanza mite, soprattutto negli ultimi anni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il nome della città ha origini latine in quanto, durante il dominio Romano, essa era chiamata "Palatium". Durante i secoli successivi il nome ha subito un'evoluzione dovuta al progressivo modificarsi della lingua che l'ha portato a diventare in un primo tempo "Palazzuolo" ed, infine, nella sua forma definitiva, ovvero Palazzolo sull'Oglio.

Epoca preromana e romana[modifica | modifica sorgente]

Il fiume Oglio ha determinato, fin dall’antichità, l’evoluzione e la conformazione del territorio palazzolese. Fondamentale via di collegamento ed allo stesso tempo confine naturale per i primi abitatori della Pianura Padana, esso fu oggetto di stanziamenti ad est e ad ovest di popolazioni quali i Cenomani e gli Insubri. Successivamente, laddove il suo corso si ramifica in due vie, si sviluppò il nucleo del paese grazie alla sua posizione strategica al centro di una fitta rete di comunicazioni.

Durante l'Impero Romano fu luogo di transito sulla strada Brixia - Mediolanum (Via Gallica)[7]. Il ponte romano presente sul tracciato della strada è ancor oggi in piedi.

Epoca medioevale[modifica | modifica sorgente]

Torre rotonda di Mura (VIII-IX secolo)

Gli scavi del 1977-78 hanno rinvenuto resti di una primitiva chiesa di un'epoca risalente al VII - IX secolo. Alla pieve, la prima sorta nella zona, facevano riferimento le località limitrofe di Pontoglio, Palosco, Mura e Cividino[7].

Nell’anno 830 un privato effettuò una donazione di terre alla Chiesa bergamasca: è la prima testimonianza scritta in cui viene fatta menzione di Palazzolo[7].

Al borgo palazzolese si contrappose per un certo periodo il borgo fortificato di Mura, sull'altra sponda del fiume Oglio. Tra le due fortezze vi furono diversi scontri per il controllo del fiume i quali cessarono nel 1192, quando con la cosiddetta Pace di Mura, le due corti si fusero dando origine all'attuale Comune. La nuova entità si ritrovava, quindi, dotata di una Rocca (l’attuale Castello), di mura difensive e di una Rocchetta sulla riva opposta: strutture che si mostrarono necessarie per difendere un confine sempre conteso[8]. Inoltre i vantaggi derivanti dal passaggio dell’Oglio per queste terre permisero un rapido sviluppo economico-sociale della nuova comunità palazzolese[senza fonte].

Sotto il punto di vista politico, il comune si suddivise in tre quadre: Mura, Mercato e Riva. Le magistrature comunali furono poste presso l'edificio che in tempi recenti è stata sede dell'ex Banca Popolare di Palazzolo. La municipalità acquisì gradualmente i diritti connessi all'uso delle acque, i quali originariamente spettavano al Vescovo di Brescia[8].

Nel 1259 Ezzelino da Romano, il quale era diretto a Cassano d'Adda per affrontare le truppe inviate da Papa Innocenzo II, fu accolto da Palazzolo e quindi poté attraversare il ponte con 8000 cavalli.

Nel 1316 i ghibellini bresciani si rinchiusero nel castello di Palazzolo[9], inseguiti dai guelfi che posero d'assedio la fortificazione. Gli assediati tentarono una sortita ma vennero sopraffatti, e quindi uccisi o fatti prigionieri[senza fonte]. Nel 1324 i ghibellini si riunirono a parlamento nella rocca di Palazzolo: erano presenti i rappresentanti di Verona, Mantova, Ferrara, Milano e di altre città lombarde[10]. Chiesero così al Papa di demolire il ponte sul Po a Piacenza, poiché era d'intralcio alla navigazione[senza fonte].


Nel 1329, l'Imperatore Ludovico il Bavaro nel confermare gli statuti comunali, riconobbe al paese una certa autonomia rispetto al comune di Brescia che però ebbe termine nel 1337 quando il paese fu conquistato dai Visconti di Milano. La nobile famiglia milanese controllò il centro fino al 1405 quando dovette cederlo a Pandolfo III Malatesta per ottenere in cambio la liberazione di Estore Visconti[8]. Stando all'estimo visconteo, nel 1385 il comune era capoluogo di quadra[11].

Dominio veneto[modifica | modifica sorgente]

L'Oglio e la parrocchiale dell'Assunta (XVIII secolo)

Il comune fu incorporato dalla Repubblica di Venezia a seguito del ducale 29 aprile 1428. Sotto la Serenissima mantenne il ruolo di capoquadra e fu sede di Podesteria con a capo nove paesi limitrofi[8]. Fu governato da una vicinia, formata da trentasei consiglieri, i quali nominavano tre deputati e tre consoli, mentre il Podestà, che svolgeva funzione di giudice, era un nobile proveniente da Brescia[11].

Nel 1441 le truppe viscontee comandate da Niccolò Piccinino conquistarono la città, bombardando la rocca che si arrese dopo alcuni giorni[12]. Nel 1448 i Palazzolesi chiesero di avere in dono il castello per poterlo radere al suolo, considerate le ingenti spese necessarie per la sua manutenzione[senza fonte]. Pochi anni prima, nel 1432 erano state effettuate grandi opere di restauro del fortilizio[13].

Nel 1493, stando al Medin, Palazzolo aveva 1920 anime. L'economia fu fiorente: molte entrate provenivano da dieci mulini lungo l'Oglio, da un frantoio da olio e soprattutto dal transito sul Ponte Reale[11]. Questa infrastruttura fu allargata per decisione del consiglio comunale nel 1477. In questo periodo furono costruite le rogge Vetra e Fusia, derivate entrambe dall'Oglio[8].

Il paese fu colpito pesantemente dalla peste del 1630, propagatasi a causa dei rapporti commerciali con Milano[14].

Nella seconda metà del Seicento si assistette ad una generale ripresa economica con la diffusione delle coltivazioni del mais e del gelso. Quest'ultima permise la diffusione dell'allevamento del baco da seta e l'apertura delle prime filande, mosse dall'acqua delle seriole[14].

Dominio napoleonico e austriaco[modifica | modifica sorgente]

Il comune aderì alla Repubblica bresciana fin dal giorno della sua proclamazione (18 marzo 1797)[14]. Fu inserito nel cantone dell'Alto Oglio a norma della legge 1º maggio 1797 e quindi, con la confluenza dell'effimera repubblica in quella cisalpina, fu inglobato nel distretto delle Sete del Dipartimento del Mella[15].

Con il riassetto della seconda repubblica cisalpina (poi Repubblica Italiana) fu incorporato nel Distretto II di Chiari del dipartimento del Mella (1801), mentre dopo la riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia fu assegnato al Cantone I di Chiari appartenente al Distretto II di Chiari (1805). Con decreto 8 giugno 1805 fu definito comune di seconda classe[15].

Durante il Regno Lombardo-Veneto, l'ente municipale fu inserito nel Distretto VIII (dal 1853 IX) di Chiari appartenente alla Provincia di Brescia[16].

Sviluppo industriale[modifica | modifica sorgente]

Le ciminiere dell'Italcementi

Nel 1856 si costruì il primo impianto in Italia per la produzione della calce e del cemento il quale sfruttava il materiale calcareo proveniente dal lago d'Iseo. I prodotti furono venduti al cantiere della costruenda linea Milano – Venezia, a quel tempo passante per il territorio palazzolese, e successivamente furono richiesti anche per la costruzione della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia[17].

Un’ulteriore spinta all'industrializzazione fu data dal tessile: nel 1862 fu aperta la ditta Sefferheld, seguita nel 1867 dalla Gramer e, dal 1877, dalla Niggeler & Schmid, poi Niggeler & Küpfer. Quest'ultima fu la prima ad introdurre l'uso industriale dell'energia elettrica in provincia di Brescia (1883)[18].

Nello stesso periodo furono aperte anche delle fonderie, come la corderia di Rocco Zanelli (1870), l'officina meccanica Gottardi (1860) e quella dei fratelli Marzoli (1905), tutte orientate alla produzione di macchinari e parti di ricambio destinate all'industria tessile. Palazzolo fu anche sede del primo bottonificio italiano, quello del milanese Edoardo Tacchi, che durante la prima guerra mondiale fu convertito alla produzione di cerniere lampo[18].

L'industrializzazione fu sostenuta anche dal capitale finanziario: il 13 gennaio 1864 fu aperto uno sportello della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, mentre nel 1872 fu istituita la Banca mutua popolare agricola di Palazzolo sull'Oglio. Sorsero anche le prime organizzazioni operaie: la Società operaia maschile di mutuo soccorso (1862), il Consolato Operaio (1881), la Camera del Lavoro e l'Unione professionale cattolica del lavoro (1902)[18].

Il Novecento[modifica | modifica sorgente]

Il paese, soprattutto per la presenza della stazione ferroviaria e del ponte ferroviario, subì trentadue bombardamenti tra il 1944 e il 1945[19]. Il ponte ferroviario fu riaperto al traffico solamente il 27 aprile 1945[18].

Nel 1954 Palazzolo fu elevato al rango di città. Nel 1962 i suoi confini sono stati estesi inglobando la frazione di San Pancrazio.

Il 30 dicembre 1991, l'Osservatorio Bassano Bresciano scoprì un pianetino della fascia principale, il numero 6793, che è stato dedicato alla città palazzolese.

Nel 1997 una piena del fiume allagò la piazza del paese, causando ingenti danni[20].

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Il patrono è San Fedele di Como che si festeggia il 14 maggio.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— Decreto— 24 ottobre 1954

Palazzolo è stata dichiarata città a seguito del Decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 24 agosto 1954.

Monumenti e altri luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di santa Maria Assunta[modifica | modifica sorgente]

La facciata di Santa Maria Assunta

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta fu progettata dall'architetto Giorgio Massari e fu costruita su di un antecedente edificio ecclesiale dedicato alla Maria Maddalena. La costruzione, realizzata grazie ai fondi raccolti tra i cittadini di Palazzolo, cominciò nel 1751 e fu completata nel 1782. La facciata è stata invece realizzata nel 1848 su di un progetto dell'architetto Giovanni Donegani.

Le statue poste in facciata sono del noto scultore Giovanni Antonio Emanueli e rappresentano la Madonna, Maria Maddalena, il patrono Fedele di Como, San Giovanni Evangelista, San Paolo. Sopra il portone ligeno appare inoltre un grande bassorilievo raffigurante la disputa tra i Dottori.

La pianta della chiesa è a croce latina con tre navate. L'interno presenta un polittico del 1525 ad opera di Vincenzo Civerchio, una pala del 1620 di Grazio Cossali e un'Ultima Cena frutto del lavoro di Pompeo Battoni (1760)[14].

Vecchia Pieve[modifica | modifica sorgente]

Interno della Pieve

L'edificio attuale della Pieve, dedicata a Fedele di Como, è stato costruito nel XV secolo ed è utilizzato dagli anni settanta del XX secolo come Auditorium.

La chiesa sorge su due strutture ecclesiali precedenti i cui resti sono visibili all'interno:

  • la pieve originaria fu costruita nei secoli VIII e IX; presentava un'abside semicircolare realizzata impiegando ciottoli di fiume e laterizi di tipo romano;
  • la seconda pieve fu realizzata nel XII secolo ed era dotata di due absidi in stile romanico e di una torre quadrata, posta sul lato meridionale[8].

La terza chiesa, quella che possiamo ammirare oggi nel suo splendore, presenta tre navate e da un protiro cinquecentesco sul lato meridionale, mentre gli interni sono affrescati dai Campi da Cremona e di Pietro Marone. Dopo la costruzione della nuova e più ampia chiesa parrocchiale, Santa Maria Assunta, molti elementi decorati, quadri e statue furono trasferiti nell'edificio più recente, lasciando alcuni altari spogli e dedicati ad altri santi[21].

Tra l'estate del 1977 e l'inverno del 1978, il tempio religioso è stato restaurato ed ammodernato. Grazie a questo intervento sono state scoperte le strutture absidali della prima chiesa carolingia e due tombe proprio sotto la porta centrale. Al fine di conservare al meglio i materiali trovati durante gli scavi, sono stati costruiti due livelli sotterranei di pavimentazione, al di sopra dei quali (raggiungibili con una scala a chiocciola), vi è il moderno "Auditorium San Fedele"[21]. La struttura viene ora utilizzata per ospitare grandi manifestazioni culturali-ricreative, in particolar modo concerti di musica classica, importanti conferenze ed eventi di primo piano della moderna città.

Ponte romano[modifica | modifica sorgente]

Il ponte romano (IV secolo)

È il più antico ponte di Palazzolo, nonché quello dotato di maggior rilevanza storica: gli storici e alcuni dati archeologici datano la sua costruzione tra il IV e il V secolo, quando la nuova capitale dell'Impero Romano d'Occidente, la città di Ravenna, necessitava di opportune vie di comunicazione verso Milano e le province nordoccidentali[senza fonte]. In particolare, la sua costruzione era essenziale per i collegamenti di Brescia con Bergamo e Milano, su una tracciato stradale che correva ai piedi delle colline e lontano dalla zone paludose e boscose della pianura.

Realizzato su un tratto del fiume Oglio, in cui in tempo di magra affioravano diversi isolotti che agevolarono la posa delle fondamenta, originariamente era dotato di quattro pilastri e cinque archi, ed era a schiena d'asino[senza fonte].

In epoca medievale, durante le dispute per i diritti sulle acque del fiume tra Brescia e Bergamo, vennero costruiti alle due estremità dei fortilizi che lo racchiusero. Quanto agli archi, le dimensioni del ponte subirono molte modifiche nel corso del tempo: il primo arco verso la piazza, ancora oggi esistente ma non visibile, venne chiuso e interrato quando si demolì il “torrazzo”, ovvero la fortificazione del ponte sul lato bresciano, e si ampliarono i fabbricati della Piazza del Mercato, l'attuale Piazza Roma, con la costruzione di un edificio porticato il cui scopo era di fungere da albergo per i viandanti. Sempre in epoca medievale, il manufatto era tenuto in ordine e transitabile per incassare il pagamento di un pedaggio, detto “pontatico”, per il suo attraversamento, di cui i Palazzolesi a ogni cambio di dominio si affrettavano a chiedere la riconferma: il ricavato era poi diviso tra il Comune e l’Episcopato di Brescia[senza fonte].

Intorno al 1511 si procedette alla sostituzione di un arco danneggiato con una struttura di legno fornito dai Grumellesi; struttura che, nel 1533, fu nuovamente sostituita da pietre di Sarnico. Il 4 ottobre 1788 venne demolito sia l’antico portone sia il muraglione che fiancheggiava la salita per aprire il passaggio all’odierna via Garibaldi. Durante la guerra del 1799 l’arco centrale cadde, o venne fatto cadere, per impedire il passaggio delle truppe. Per almeno dieci anni rimase in legno e solo nel 1810 fu ricostruito in pietra di Sarnico[21].

La struttura del ponte si regge su dei piloni di sostegno con base rotonda, in marmo bianco probabilmente di Botticino, di epoca tardoromana[senza fonte]. Su queste fondamenta più antiche poggiano poi gli speroni in pietra di Sarnico (o Credaro) che servono a proteggere i piloni stessi e impedire che la corrente del fiume Oglio possa danneggiarli[senza fonte].

A schiena d'asino e con volte in pietre squadrate, il ponte fu nel corso dei secoli teatro di numerosi eventi, anche bellici, e subì alcune modifiche; l’aspetto rilevante è che ad ogni rifacimento il ponte venne ampliato verso valle di almeno un metro e mezzo, assumendo così l’attuale larghezza[senza fonte].

Protetto alle estremità da due fortilizi contrapposti, tra i quali la torre della Rocchetta, il ponte era uno snodo fondamentale per le vie di comunicazione verso Bergamo e soprattutto Milano, seguendo il tracciato detto poi della via “Francesca”.

Agli inizi del XX secolo l’Amministrazione comunale, viste le continue inondazioni della Piazza e delle zone contigue, attribuendone la colpa all'ostacolo costituito dalle solide strutture dei piloni, fece predisporre un progetto di demolizione del ponte e la sua sostituzione con un nuovo manufatto ad una sola campata. Il progetto non fu mai realizzato[senza fonte].

Rocca Magna[modifica | modifica sorgente]

La Rocca Magna o Rocha Magna è il castello della borgata di Palazzolo costruito tra i secoli IX e XII.

È costituito da quattro torri le quali erano unite tra loro da poderose mura circondate da un ampio fossato. Tre torri, denominate Mirabella, Ruellina e Porta di fuori, sono a pianta rotonda ed allineate al corso del fiume.

La quarta torre, detta Torre della Salvezza è a pianta quadrata e fungeva da Mastio; era dotata di due porte, entrambe dotate di ponte levatoio: una dava verso l'esterno ed era denominata Porta del Soccorso, l'altra verso l'interno del fortilizio ed era stata battezzata Porta di Riva[8].

Dall'ampio cortile si accede ai camminamenti di ronda ed ai passaggi sotterranei alle mura, tuttora percorribili, che permettono di raggiungere le torri.

Torre del Popolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre del Popolo.
La Torre del Popolo

La Torre del Popolo, detta anche di san Fedele, è la torre campanaria principale della città. Alta 91 metri, è la torre a sezione circolare più alta d’Italia ed è una delle più alte in Europa[22].

Torre Rotonda di Mura[modifica | modifica sorgente]

Chiamata più comunemente Torrione, è alta 25 metri e con un diametro di 10 metri, è stata costruita tra il VIII ed il IX secolo a difesa del complesso fortificato di Mura. L'unico accesso al manufatto era in origine posto a circa 13 metri di altezza e collegava le mura difensive del borgo. Le prime testimonianze scritte sulla torre di Mura sono datate 1482, mentre l'immagine più antica risale ai primi del Seicento. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, a causa del piano di riqualificazione di via Gorini, la torre murasca stava per essere abbattuta, ma è stata poi salvata[23]. Nel 1913 sono state aggiunte sulla cima della torre le coperture e le merlature, mentre l'interno è stato adibito a serbatoio per l'acquedotto. Alla fine del secolo scorso, invece, questa funzione è venuta meno del tutto e così il Torrione è stato recuperato, ristrutturato e aperto al pubblico il 14 maggio 1999[24].

Teatro sociale[modifica | modifica sorgente]

Interno del teatro sociale

Inaugurato il 1º ottobre 1870[25] è lo storico teatro di Palazzolo, ubicato in piazza Tamanza, dietro l'auditorium San Fedele e a ridosso della roggia Vetra.

Fu allestito nel 1870 in quegli spazi che in precedenza avevano ospitato prima la chiesa dei Disciplini, o di San Francesco, e in seguito la "caserma Disciplina". Dopo numerosi restauri conta circa centoquaranta posti a sedere.

Il sipario che venne realizzato dal pittore bresciano Luigi Campini (1816-1890), anche se la critica dell'epoca lo indicava come opera del palazzolese Leopoldo Arrighini. Sullo sfondo sono raffigurati i monumenti principiali di Palazzolo: il ponte romano, il ponte ferroviario, la Rocchetta di Mura, la chiesa di Santa Maria Assunta e la Torre del Popolo. In primo piano, sono rappresentate tre donne che simboleggiano l'industria della seta, l'agricoltura e il commercio[25].

Contiene al massimo 140 posti a sedere, compresa la platea e i due piani di loggette. È stato restaurato nel 1997 e successivamente nel 2012.

Rocchetta di Mura[modifica | modifica sorgente]

Conosciuta originariamente col termine latino "Rocha Parva", si trova dirimpetto al ponte romano ed è quel che rimane del castello della frazione di Mura. Del fortilizio originario restano la Porta di Mura, ingresso posto sul lato bergamasco della cittadina, la torre rotonda e parte delle mura. Nell'epoca precedente alla Pace di Mura si contrapponeva alla "Rocha Magna" di Palazzolo, più grande e sulla riva nemica del fiume. Costruita tra la seconda metà dell'VIII secolo e la prima metà del IX secolo, è ora visibile attraverso la torre quadrata d'avvistamento, ora trasformata in campanile con orologio[24].

Santuario della Madonna di Lourdes[modifica | modifica sorgente]

La facciata della "Madonnina"

Posto a pochi metri dalla centrale piazza Vincenzo Rosa, il santuario della Madonna di Lourdes è sito in via Santissima Trinità, adiacente alla scuola paritaria delle Ancelle della Carità. L'edificio religioso era stato inizialmente eretto come prolungamento dell'orfanotrofio femminile di Palazzolo e la sua apertura ai fedeli è datata 1889. Lo stile è molto vicino a quello della Basilica di Nostra Signora di Lourdes, così come voluto dall'arciprete Don Ferdinando Cremona. La struttura è stata restaurata due vole, nel 1954 per volere di Monsignor Zeno Piccinelli e nel 1979[21]. È conosciuta anche come "Chiesa della Madonnina", oppure più semplicemente "Madonnina".

Chiesa di San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

Costruita su un terrapieno e sulle mura della quadra di Mura, fu poco utilizzata fino al 1459, finché i Vicini di Mura non ottennero direttamente da Papa Pio II il diritto ad avere un rettore. Tre gli altari, dedicati a Giovanni apostolo ed evangelista, alla Beata Vergine Addolorata e a San Gerolamo Emiliani (precedentemente a Sant'Antonio da Padova. Interessanti gli affreschi proprio di quest'ultimo, dipinti dal giovanissimo Matteo Pedrali nel 1935. Celebri anche la pala dedicata a San Giovanni, quella nota come "La deposizione dell'Addolorata". La chiesa è stata restaurata nel 1966[26].

Altri luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Porta di Mura. Sita nell'attuale via Mura, al centro dello storico borgo medievale originariamente bergamasco, la Porta di Mura è l'unica sopravvissuta tra tutte le porte della cinta muraria di Palazzolo. È nota anche come "Porta Mediolanensis" o "Porta de Berghem".
  • Palazzo del Comune. Sede delle magistrature medioevali, fu costruito agli inizi del Duecento e fu ampliato nel 1618.
  • Palazzolo Duranti.
  • Chiesa di San Sebastiano. Costruita nel XV secolo, è posta sulla vecchia strada che va a Palosco. Nel 1894 le è stato costruito attorno l'oratorio di San Luigi, ora di San Sebastiano, con un cine-teatro parrocchiale tornato attivo nel 2006.[27].
  • Chiesa di San Pietro. Oratorio campestre del XIV secolo è stata costruita lungo la strada che collega al paesino di Telgate. Nei secoli successivi è stata più volte rimaneggiata e dipinta con affreschi con tema religioso e della terribile pestilenza del Quattrocento[24].
  • Chiesetta dei morti del russ. Piccola struttura religiosa sita in via Sgrazzutti, vicina all'ospedale. Celebre perché eretta alla fine del Settecento nel punto in cui si rifugiarono gli abitanti del centro durante la tragica pestilenza del 1630, deponendo le ossa dei propri cari.
  • Chiesa della Santissima Trinità. Meglio nota come "Chiesa di Sant'Alberto", è stata costruita nel Seicento sulla strada che va in direzione di Pontoglio. È in festa ogni anno il 7 agosto per celebrare Sant'Alberto.
  • Chiesa di Sant'Anna. Vecchio oratorio di via Matteotti, il suo nome originario è "Chiesetta di Sant'Antonio Abate" e la struttura di base risale al 1300.
  • Chiesa di San Rocco. Costruita nel XV secolo in aperta campagna, probabilmente è sorta dopo esser diventata rifugio di appestati. Celebre la visita alla cappella di Carlo Borromeo nel 1580.
  • Chiesa di Sacro Cuore. Parrocchiale del quartiere Sacro Cuore, costruita tra il 1921 ed il 1925.
  • Chiesa di San Pancrazio. Sorta nel XVII secolo su una cappella pre-esistente, serviva l'abitato di San Pancrazio che dipendeva in fasi diverse da Palazzolo, Adro e Erbusco.
  • Le tre Ville.
  • Polo culturale, in precedenza fu scuola elementare di Mura[28] ed è sede della biblioteca civica Lanfranchi, del sistema bibliotecario intercomunale dell'ovest bresciano, dell'Informagiovani, del Centro per l'impiego e del museo dei ricordi di guerra.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[29]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3.227, ovvero il 16,2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[30]:

  1. Albania Albania, 600
  2. Marocco Marocco, 389
  3. Senegal Senegal, 346
  4. Romania Romania, 339
  5. Pakistan Pakistan, 331
  6. India India, 284
  7. Ghana Ghana, 224
  8. Ucraina Ucraina, 185
  9. Tunisia Tunisia, 98
  10. Kosovo Kosovo, 57

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è cristiano cattolica. Il territorio è organizzato in cinque parrocchie: Santa Maria Assunta, San Paolo in San Rocco, Sacro Cuore, San Giuseppe e San Pancrazio, tutte appartenenti alla Diocesi di Brescia[31].

I Testimoni di Geova hanno una Sala del Regno sita nella zona industriale.

È presente una folta comunità Islamica, una comunità di indiani sikh ed esistono diversi gruppi cristiano protestanti e valdesi.

Persone legate a Palazzolo sull'Oglio[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

La città è suddivisa in rioni, o quartieri. Tra i più importanti Mura, Piazza, Riva, Calci, Costa, Sacro Cuore, San Rocco, San Giuseppe e la Sgraffigna.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è solcato dall'autostrada A4 Torino - Trieste accessibile tramite i caselli di Palazzolo sull'Oglio, ubicato nei pressi della frazione di San Pancrazio, e di Ponte Oglio, quest'ultimo posto in territorio di Castelli Calepio.

La città palazzolese è servita altresì da due strade provinciali ex statali:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Il comune è servito dalla stazione ferroviaria omonima posta sulla linea Lecco-Brescia. La linea varca il fiume Oglio ad occidente dell'impianto ferroviario grazie ad un ponte a nove arcate lungo 269,50 metri, di altezza massima 40 m e di larghezza pari a 9 m[33]. La stazione fu aperta nel 1857 nell'ambito della ferrovia Milano-Venezia che nei progetti originari e fino al 1878 fu fatta passare per Bergamo.

Dalla stazione si dirama la breve linea per Paratico e il Lago d'Iseo. Attualmente (2010) la linea è impiegata come ferrovia turistica da FTI - Ferrovie Turistiche Italiane in collaborazione con Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 30 gennaio 1998 Marino Gamba Partito Popolare Italiano Sindaco [34]
30 gennaio 1998 25 maggio 1998 Rinaldo Argentieri Commissario prefettizio
25 maggio 1998 3 novembre 2003 Gianpietro Metelli Lega Nord Sindaco [35]
3 novembre 2003 8 giugno 2009 Silvano Moreschi Forza Italia Sindaco [36]
8 giugno 2009 3 febbraio 2012 Alessandro Sala Il Popolo della Libertà Sindaco [34]
3 febbraio 2012 21 maggio 2012 Roberta Verrusio Commissario prefettizio [37]
21 maggio 2012 in carica Gabriele Zanni Partito Democratico Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il 7 giugno 1992 la 14ª tappa del Giro d'Italia 1992 si è conclusa a Palazzolo sull'Oglio con la vittoria del francese François Simon.

Nel 2010 è stata creata, presso il parco in riva al fiume dedicato a Giampietro Metelli, una palestra per l'arrampicata sportiva.

È da anni presente una folta comunità di canoisti facenti riferimento al locale kayak club.

La pesca fluviale è rappresentata da un proprio club.

Il Palazzolo ha militato in serie C1 negli anni 90 e, dopo alcune vicende societarie, milita oggi nel girone D del campionato di Serie D.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile anno 2013.. URL consultato il 7 aprile 2014.
  3. ^ Toponimi in dialetto bresciano
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 469.
  5. ^ Testo su wikisource: Regio Decreto 24 agosto 1862, n. 802, che autorizza alcuni comuni a variare la loro denominazione
  6. ^ LombardiaBeniCulturali - Comune di Palazzolo sull'Oglio (1859 - [1971]). URL consultato il 4 marzo 2010.
  7. ^ a b c d Mazza (1986), op. cit., p. 204
  8. ^ a b c d e f g Mazza (1986), op. cit., p. 205
  9. ^ Paolo Guerrini, Pagine sparse Note varie sui paesi della provincia di Brescia. - [Pt.] 3, vol. 9, Brescia, Edizioni del Moretto, 1968, p. 694. URL consultato il 28 luglio 2014.
  10. ^ Paolo Guerrini, Pagine sparse Note varie sui paesi della provincia di Brescia. - [Pt.] 3, vol. 9, Brescia, Edizioni del Moretto, 1968, p. 695. URL consultato il 28 luglio 2014.
  11. ^ a b c LombardiaBeniCulturali - Comune di Palazzolo (sec. XIV - 1797). URL consultato il 4 marzo 2010.
  12. ^ Paolo Guerrini, Pagine sparse Note varie sui paesi della provincia di Brescia. - [Pt.] 3, vol. 9, Brescia, Edizioni del Moretto, 1968, p. 699. URL consultato il 28 luglio 2014.
  13. ^ Paolo Guerrini, Pagine sparse Note varie sui paesi della provincia di Brescia. - [Pt.] 3, vol. 9, Brescia, Edizioni del Moretto, 1968, p. 699. URL consultato il 28 luglio 2014.
  14. ^ a b c d Mazza (1986), op. cit., p. 206
  15. ^ a b LombardiaBeniCulturali - Comune di Palazzolo (1798 - 1815). URL consultato il 4 marzo 2010.
  16. ^ LombardiaBeniCulturali - Comune di Palazzolo (1816 - 1859). URL consultato il 4 marzo 2010.
  17. ^ Mazza (1986), op. cit., pp. 206-207
  18. ^ a b c d Mazza (1986), op. cit., p. 207
  19. ^ Bonari (2007), op. cit., pp. 12-15
  20. ^ Archivio Storico Corriere - "Mancavano anche i sacchi di sabbia", dal Corriere della Sera (01/07/1997). URL consultato il 1º febbraio 2011.
  21. ^ a b c d Bonari (2010), op. cit., p. 26
  22. ^ Comune di Palazzolo sull'Oglio - Torre del Popolo. URL consultato il 18 maggio 2013.
  23. ^ Bonari (2010), op. cit., p. 74
  24. ^ a b c Bonari (2010), op. cit., p. 75
  25. ^ a b Bonari (2010), op. cit., p. 46
  26. ^ Bonari (2010), op. cit., p. 70
  27. ^ Cinema Teatro Aurora - Oratorio di San Sebastiano. URL consultato il 1º settembre 2013.
  28. ^ Marco Bonari, Palazzolo dalla A alla Z-Vocabolario storico ragionato, Roccafranca, Massetti Rodella editore, 2007, p. 263, ISBN 978-88-8486-240-2.
  29. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  30. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  31. ^ Diocesi di Brescia - Parrocchie a Palazzolo sull'Oglio. URL consultato il 22 marzo 2011.
  32. ^ Art. 5 del Disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita "Franciacorta". p. 4
  33. ^ Bonari (2007), op. cit., p. 9
  34. ^ a b Dimissionario.
  35. ^ Deceduto.
  36. ^ Dal 3 novembre 2003 al 14 giugno 2004 svolge la carica di sindaco facente funzioni.
  37. ^ Palazzolo, il sindaco Sala si è dimesso - Corriere Brescia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Mazza, Il Bresciano - Volume IV. La pianura, Bergamo, Bortolotti, 1986, pp. 214-217. ISBN non esistente.
  • Carlo Bonari, Marco Bonari, La Ferrovia a Palazzolo sull'Oglio, Roccafranca, La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, 2007. ISBN 978-88-8486-273-0.
  • Marco Bonari, Carlo Bonari, Tesori palazzolesi, Roccafranca, La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, 2010. ISBN 978-88-8486-411-6.

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