Palazzo dell'Eliseo

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Coordinate: 48°52′13″N 2°18′59″E / 48.870278°N 2.316389°E48.870278; 2.316389

Palazzo dell'Eliseo
Residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Francese
Paris - palais de l'Élysée - cour 12.JPG
La facciata sulla Corte d'onore
Ubicazione
Stato Francia Francia
Regione Flag of Île-de-France.svg Île-de-France
Località Parigi
Indirizzo Rue du Faubourg-Saint-Honoré 55
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1718 - 1722
Inaugurazione 1722
Uso Residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Francese
Realizzazione
Architetto Armand-Claude Mollet
Proprietario Stato francese
 

Il Palazzo dell'Eliseo o in francese Palais de l'Élysée, è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Francese. Si trova al 55 di rue du Faubourg-Saint-Honoré a Parigi, nell'ottavo arrondissement.

Appartenuto alla celebre Madame de Pompadour, costituisce un notevole esempio di architettura e decorazione rococò.

Storia e architettura[modifica | modifica sorgente]

il portale monumentale.
La fronte verso il giardino
Salone Pompadour
il sontuoso Salone delle Feste

Imponente dimora signorile, sorse fra le modeste botteghe del faubourg Saint-Honoré. Venne edificato dall'architetto Armand-Claude Mollet fra il 1718 e il 1720 per Louis Henri de La Tour d'Auvergne, conte d'Évreux. Il complesso venne concepito, secondo il gusto del tempo, sul tipico impianto dell'Hôtel particulier: palazzo inserito lungo un asse trasversale dove sul davanti si apre la corte d'onore e, dietro, i giardini. Ne rappresenta uno dei migliori esempi. Sulla via un grande portale monumentale a colonne ioniche binate immette nella corte semicircolare cinta da arcate sormontate da balaustra. In fondo si erge il palazzo, a due piani, ai cui lati si aprono due piccoli cortili usati dai servitori e fornitori per i lavori domestici. All'interno si accede per un vestibolo, che immette al piano terra, secondo l'uso del tempo destinato alla ricezione, e in seguito al primo piano, destinato alla famiglia nobile e ad accogliere i più intimi. Vista l'ingente spesa della costruzione, il Conte decise di allestire solo il pian terreno, che venne decorato fra il 1720 e il 1722 dal successore i Mollet, Jules Michel Alexandre Hardouin. Costituisce un bell'esempio dello stile Reggenza improntato sulle boiserie a motivi floreali e belle sovrapporte scolpite, realizzate da Michel Lange.

Nel 1753 il palazzo venne acquistato per 730.000 lire dal re Luigi XV di Francia, il quale, il 24 dicembre dello stesso anno, ne fece dono alla sua favorita Madame de Pompadour, destando l'ammirazione della corte di Versailles per questo luogo, allora alle porte di Parigi.

Madame de Pompadour, sostenuta dal re, intraprese numerose trasformazioni atte a decorare gli ambienti con ricche boiserie in bianco-oro tipiche dello stile rococò del quale ne sarà la grande promotrice. Incarica il suo architetto preferito, Lassurance, di costruire una scala d'onore, di allestire il primo piano e di organizzarvi una sontuosa Camera da letto, la grande alcôve. A Verbreck è dato l'incarico delle sculture, a Charles-André van Loo, François Boucher e Dubois le pitture di medaglioni e pannelli. Grande donna colta e raffinata, la marchesa, sceglierà di persona le stoffe, i motivi decorativi, i marmi, arazzi di Gobelins, i lampadari in cristalli di Boemia come pure i servizi da tavola, gli orologi ecc. facendo della residenza un grande esempio dello stile rococò.

Lo sfarzo si manifesta anche all'esterno nei giardini, guarniti di portici, labirinti, cascate e anche di una grotta dorata, che secondo le tendenze del tempo, ispirate dalle celebri scene favolistico-campestri del grande pittore Watteau, si amava distrarsi in giochi pastorali; una sorta di retour à la nature.

Il 15 novembre 1757, all'età di 36 anni, la Marchesa nominò suo fratello, il Marchese di Marigny, suo erede universale. Ma alla sua morte, il 15 aprile 1764, il re destinò il palazzo agli Ambasciatori. Tutto il mobilio con le opere d'arte vennero venduti, e il parco notevolmente ridotto, destinato in parte ad aumentare la Promenade degli Champs-Élysées.

Nel 1773 viene acquistato dal banchiere Nicolas Beaujon, e nel 1783 passa alla duchessa Batilde di Borbone-Orléans, ultima proprietaria della residenza.

Durante la Rivoluzione Francese, divenuto proprietà pubblica, il palazzo fu abitato da Carolina Bonaparte e poi dall'imperatrice Giuseppina di Beauharnais. Il 22 giugno 1815 Napoleone vi firmò l'atto di abdicazione.

Il nome, risalente alla fine del Settecento (prima il palazzo era detto Hôtel de Bourbon, dall'ultima abitante), molto presumibilmente è dovuto alla splendida passeggiata che costeggiava l'ampio giardino alla francese ed il palazzo medesimo.

Dal 1873 è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica francese.

Nel 1953, durante una cerimonia al Palazzo dell'Eliseo, il Presidente Francese Vincent Auriol, reclamò un antico privilegio riservato ai monarchi francesi e consegnò personalmente la berretta Cardinalizia, ad Angelo Giuseppe Roncalli Nunzio Apostolico a Parigi e futuro papa Giovanni XXIII.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) C. Leroux-Cesbron, Le palais de l'Élysée, chronique d'un palais national, 1925, Librairie académique Perrin, seconda edizione, 234 p.
  • (FR) Arnaud Balvay, Le Palais de l'Élysée, Parigi, ed. du Layeur (Trésor du Patrimoine), 2006 (ISBN 978-2915118674).
  • (FR) François d’Orcival, Le Roman de l'Élysée, ed. Le Rocher, 2007 (ISBN 2268060535).
  • (FR) Georges Poisson, L'Histoire de l'Élysée, éditions Librairie académique, Perrin.
  • (FR) Georges Poisson, Les Secrets de l'Élysée, Timée-Éditions, 140 p.
  • (FR) Véronique Rampazzo et Patrick Lesieur (dir.), Philippe Abergel (foto) e Fabienne Casta-Rosaz (testi), L'Élysée, la vie et les métiers de la première maison de France, Le Cherche Midi, 2010, 320 p.
  • (FR) Patrice de Moncan, Le Palais de l'Élysée : visite guidée, Éditions du Mécène, 2011, 135 p.