Palazzo Senatorio

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Coordinate: 41°53′34.8″N 12°29′00.6″E / 41.893°N 12.4835°E41.893; 12.4835

Palazzo Senatorio
Piazza del Campidoglio.jpg
Il Palazzo Senatorio
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma
Indirizzo piazza del Campidoglio
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1541 - 1605
Uso sede di rappresentanza di Roma Capitale
Realizzazione
Architetto Michelangelo, Giacomo Della Porta
Proprietario Roma Capitale
 
Vista dal Foro
La torre della Patarina
La torre di papa Niccolò V salendo dal Foro. È visibile il balcone che corrisponde allo studio personale del Sindaco sito entro la torre

Il Palazzo Senatorio si trova in piazza del Campidoglio a Roma, tra il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo.

È oggi la sede di rappresentanza del Comune di Roma con gli ambienti che affacciano sul Foro Romano.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo fu costruito nel periodo dell'esperienza comunale romana, sopra i ruderi dell'antico Tabularium. Questo edificio, che era praticamente l'Archivio di Stato della Roma imperiale, era l'unico rimasto in piedi dall'età repubblicana (se ne capisce facilmente il motivo guardando le mura di blocchi di tufo e di peperino riportate in luce), nel rifacimento reso necessario da un incendio dell'83 a.C.

Grazie all'indiscutibile solidità della struttura e alla posizione elevata, durante il Basso Medioevo fu scelto dalla famiglia baronale dei Corsi come luogo fortificato. Nel XII secolo divenne poi la sede del Comune medioevale, utilizzato anche come residenza del Senatore amministratore che, appunto, amministrava la città.

Alla fine del Medioevo il palazzo senatorio era un edificio merlato in cima alla collina, costruito con tufo e cortina di mattoni, ai cui fianchi sorgevano quattro torri costruite in epoche diverse, di cui sono ancora visibili le due che guardano verso il Foro, raggiungibile solo da viottoli sterrati dall'uso.

Nel 1538 papa Paolo III Farnese decise la risistemazione dell'intero complesso, affidando il progetto e i lavori a Michelangelo.
Questi cambiò l'orientamento del palazzo volgendolo verso la città bassa, dove ormai la vita di Roma era concentrata, e ne diresse anche i lavori di costruzione tra il 1541 e il 1544. Alla sua morte i lavori continuarono sotto la direzione di Giacomo Della Porta, che completò la facciata nel 1605. I lavori del nuovo palazzo si protrassero per tutta la prima metà del XVII secolo, mentre la pavimentazione della piazza secondo i disegni originali venne realizzata solo nel 1940.

Il palazzo[modifica | modifica sorgente]

Davanti alla scalea, è posta un'ampia vasca sormontata da un gruppo scultoreo; questo è composto dalla Statua seduta di Minerva, posta al centro del gruppo, poi trasformata in Dea Roma, e dalle colossali statue raffiguranti il fiume Nilo, a sinistra dell'osservatore, e il fiume Tevere, a destra; per quest'ultima c'è da dire che originariamente rappresentava il Tigri, ma fu poi trasformata nel Tevere sostituendo la tigre con la lupa.

Sopra il palazzo si leva la torre campanaria ricostruita su disegni di Martino Longhi il Vecchio, a seguito della distruzione della precedente torre di origine medievale alta più di 35 metri e distrutta da un fulmine intorno alla metà del Cinquecento. Qui si trovava la campana patarina, portata qui nel 1200 da Viterbo a cui fu sottratta, che era utilizzata per convocare i consigli comunali o per chiamare a raccolta il popolo in occasione di eventi straordinari [1]. L'odierna campana risale all'Ottocento, ma continua ad essere chiamata patarina e suona in occasione dell'elezione del sindaco di Roma e del natale di Roma il 21 aprile. In cima alla Torre, protetta dal parafulmine, la statua dell'antica patrona di Roma, Minerva.

Recentemente, in un'aula del palazzo sono stati ritrovati affreschi, per lungo tempo rimasti nascosti e più volte danneggiati nel corso dei secoli, risalenti agli anni venti o trenta del XIV secolo. Le pitture ritraggono un Cristo trionfante, i santi Pietro e Paolo e tracce di un'aureola che apparteneva a una Vergine Maria. Alcuni storici dell'arte ritengono che possano essere stati realizzati dalla bottega di Pietro Cavallini, altri pensano al lavoro di Filippo Rusuti. Considerato il luogo del ritrovamento e che al tempo il palazzo costituiva la sede della massima autorità amministrativa della città, appare verosimile che quest'ultima si valesse della maestria di alcuni fra i migliori artisti del comune. La presenza di un simbolo nobiliare rappresentante una colonna, accanto alla figura di San Pietro, ha fatto pensare alla committenza della famiglia Colonna. Il mecenate è stato individuato da alcuni studiosi nella persona del cardinale Pietro Colonna. Questo, tuttavia, farebbe retrodatare l'opera alla fine del XIII secolo, al periodo fra il 1288 e il 1297. [2][3]

Gli interni[modifica | modifica sorgente]

Di notevole interesse anche le sale all'interno del palazzo; tra queste:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per dire di quanto devono essere straordinari, gli eventi che fanno sentire la voce della Patarina, c'è voluta l'abdicazione del papa Benedetto XVI, per sentirle suonare 3 rintocchi di saluto al momento della partenza del papa da Roma.
  2. ^ Palazzo Senatorio: scoperto trittico medievale, Corriere romano, 15 giugno 2010
  3. ^ CARLO ALBERTO BUCCI, Il capolavoro ritrovato sui muri del Campidoglio, La Repubblica, 15 giugno 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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