Palazzo Spinelli di Tarsia
Coordinate: 40°50′55″N 14°14′49″E / 40.848625°N 14.247050°E
Il Palazzo Spinelli di Tarsia è uno dei palazzi monumentali di Napoli, ubicato in piazzetta Tarsia.
Il palazzo fu eretto, anche se solo parzialmente, su commissione di Ferdinando Vincenzo Spinelli, principe di Tarsia: la costruzione prevedeva il rifacimento di un precedente fabbricato, documentato da Carlo Celano, e il progetto fu affidato a uno dei più noti architetti napoletani del Settecento, Domenico Antonio Vaccaro.
L'edificio, in origine, occupava una vasta zona alle spalle della chiesa di San Domenico Soriano.
Nella struttura, secondo un disegno assonometrico redatto dallo stesso Vaccaro, si nota un fastoso ingresso che dà accesso a due scenografiche rampe a tenaglia per le carrozze con al centro una scalinata, dopo le quali ci si trovava davanti al primo corpo di fabbrica, che racchiude tre archi a sesto ribassato. Da questo si passa all'ampio cortile rettangolare, dove prospetta il maestoso palazzo elevato, a due piani con pianterreno.
La grande area verde del palazzo intendeva rifarsi ai giardini pensili di Babilonia, ma essa è oggi quasi del tutto scomparsa. L'intera struttura, dall'Unità d'Italia a oggi, non è mai stata al centro di un accurato piano di restauro e di salvaguardia, teso alla sua rivalorizzazione.
Con l'estinzione della nobile famiglia degli Spinelli, le strutture furono rimaneggiate nel 1840 dall'architetto Ludovico Villani, su commissione di Giuliano de Fazio che fece realizzare un fabbricato che affaccia su calata Tarsia, destinato a mercato. Ma l'idea del mercato non ebbe successo e i mercanti rifiutarono i nuovi spazi che furono destinati così a diversi impieghi: prima l'esposizione delle Manifatture del Regno, poi il Reale Istituto d'Incoraggiamento di Napoli. Poi ha accolto il cineteatro Bracco, dedicato al commediografo Roberto Bracco, ospitato ancora oggi, mentre il palazzo fu destinato a condominio privato.
[modifica] Biblioteca Tarsia
| Per approfondire, vedi la voce Biblioteca Tarsia. |
Secondo una descrizione di Giuseppe Sigismondo, il palazzo ospitava al suo interno la Biblioteca Tarsia, voluta dal principe e aperta al pubblico. La biblioteca offriva una ricca collezione di libri di scienze e strumenti matematici raccolti in una piramide ed era inoltre adornato con statue di Francesco Pagano. Vi gravitava il sodalizio mecenatico animato dal principe, tra i cui membri vi furono Maria Angela Ardinghelli e i fratelli Berardo e Ferdinando Galiani.