Palazzo Grimani (San Luca)

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Palazzo Grimani
Palazzo Grimani di San Luca (Venice).jpg
La facciata
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto
Località Venezia
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione Metà del XVI secolo
Stile Rinascimentale
Uso Corte d'Appello di Venezia
Realizzazione
Proprietario storico Famiglia Grimani
 

Coordinate: 45°26′09.72″N 12°19′58.98″E / 45.436033°N 12.333049°E45.436033; 12.333049

« Di tutti gli edifici di Venezia, posteriori alle ultime aggiunte del Palazzo Ducale, il più nobile è la Casa Grimani: Questi è costituito da tre piani di ordine corinzio, ed è a un tempo semplice, delicato, sublime e di proporzioni così colossali che gli stessi palazzi sulla sua destra e sulla sinistra, anch'essi a tre piani, arrivano solo al suo primo marcapiano. »
(John Ruskin)

Palazzo Grimani è un imponente palazzo rinascimentale di Venezia affacciato sul Canal Grande nel sestiere di San Marco, non lontano dal ponte di Rialto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La signora Grimani, in un'intervista alla trasmissione francese "Enquête exclusive", ha certificato che il palazzo risale al XIV secolo, e che le fondamenta datano del 1300.[1] Il palazzo fu edificato a partire dal 1556 dall'architetto Michele Sanmicheli, su commissione del procuratore Gerolamo Grimani. Venne completato prima sotto la direzione del proprietario stesso e poi, a partire dal 1561, da Gian Giacomo de' Grigi detto il Bergamasco. Gli ultimi interventi vennero curati da Giovanni Antonio Rusconi, che vi operò dal 1572 al 1576, anno dell'inaugurazione: in tale occasione fu indetto un fastoso ricevimento. Il palazzo divenne noto in tutta Europa per aver ospitato nel 1597 le celebrazioni per l'incoronazione a dogaressa di Morosina Morosini, moglie di Marino Grimani. Dimora della famiglia fondatrice fino al 1806, divenne poi sede della Direzione delle Poste e nel 1881 fu destinato ad essere la sede della Corte d'Appello.[2]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La candida facciata, ispirata all'architettura romana, è divisa da robusti marcapiani in tre settori: si ipotizza tale scelta stilistica possa essere suggerita al progettista dalla stessa famiglia committente, che si distingueva per il suo mecenatismo. Il pianterreno e il mezzanino, contraddistinti dalla presenza di un portale ad acqua ad arco trionfale e di imponenti colonne scanalate che sostengono un monumentale poggiolo continuo, appaiono meno luminoso dei piani superiori. Eccezionalmente pregevoli sono le due Vittorie che decorano la parte superiore del portale, opera di Alessandro Vittoria. La tematica dell'arco trionfale è ripresa pure ai piani superiori, dove si ripete affiancata da un ulteriore arco. Tutte le aperture dei piani nobili sono decorate da colonne binate non scanalate in ordine corinzio.

La pianta, anomala in quanto caratterizzata dalla forma piramidale del sito, si sviluppa intorno ad un atrio centrale a tre fornici di gusto classico molto ammirato da Andrea Palladio, al quale corrispondono ai piani superiori due porteghi.

Aspetti leggendari[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda collega le grandi aperture ad arco del palazzo ad un episodio riguardante un giovane Grimani, che qualcuno identifica con lo stesso Gerolamo: volendo questi sposare una giovane della famiglia Tiepolo, chiese la sua mano ricevendo dal di lei padre questa risposta: «Non sarà mai dito vero che mi daga la man de mia fia a un desparà che no ga gnanga palazzo in Canal». Al che il Grimani promise che avrebbe costruito una casa con le finestre più grandi del portone di Ca' Tiepolo, e così avvenne.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista rilasciata da Martina Grimani a Bernard de la Villardière, Métropole 6, 2 marzo 2014. URL consultato il 26 agosto 2014.
  2. ^ Brusegan, p. 197-202

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida d'Italia del Touring Club Italiano – Venezia, 3ª edizione; ISBN 978-88-365-4347-2.
  • M. Brusegan La grande guida dei monumenti di Venezia - Newton & Compton Ed., Roma 2005; ISBN 88-541-0475-2.
  • E. e W. Eleodori Il Canal Grande. Palazzi e Famiglie – Corbo e Fiore Editori, II ed., Venezia 2007; ISBN 88-7086-057-4.
  • R. Russo Palazzi di Venezia - Arsenale ed., 1998; ISBN 88-7743-185-7
  • Marcello Brusegan, I Palazzi di Venezia, Roma, Newton & Compton, 2007, ISBN 978-88-541-0820-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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