Palazzo Giugni
Coordinate: 43°46′30.84″N 11°15′40.77″E / 43.7752333°N 11.261325°E
Il palazzo Giugni o Da Firenzuola si trova in via degli Alfani 48 a Firenze.
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[modifica] Storia
Nel luogo in cui fu costruito, esisteva anticamente un convento di monache terziarie Camaldolesi, dedicato a Santa Margherita. In questo convento visse e morì la Beata Paola, badessa di Santa Margherita di Cafaggiolo, nel XIV secolo.
Il palazzo attuale fu disegnato e costruito, per conto del ricco banchiere Simone da Firenzuola, da Bartolommeo Ammannati dal 1565 al 1577. Notevole è la facciata, con dettagli architettonici scolpiti che conciliano gli elementi più classici all'estro fantasioso tipicamente manierista. Il bugnato d'angolo incornicia l'insieme, con le fasce orizzontali dei marcapiano, le finestre inginocchiate al pian terreno e le due file di cinque finestrea cornice piana ai piani superiori.
Fu ereditato dai Giugni, marchesi di Camporsevoli, nel 1640. Il senatore Niccolò Giugni, maritato a Cassandra Bandini, ebbe in dono da uno zio di sua moglie, il cardinale Ottavio Bandini, una splendida collezione di statue antiche, che andarono ad abbellire il pregevole cortile dell'Ammannati.
Nel 1830 fu venduto ai Della Porta, che nel 1871 commissionarono un restauro all'architetto Emilio De Fabris, colui che aveva da poco vinto il concorso per la realizzazione della nuova facciata di Santa Maria del Fiore. Pervenne infine ai Fraschetti, che lo posseggono tutt'oggi.
Attualmente ospita il "Lyceum Club Internazionale" di Firenze, un'associazione culturale nata nel 1908 che originariamente aveva soci solo donne.
[modifica] Architettura
Il palazzo ha un bel cortile, porticato su quattro lati con archi a tutto sesto poggianti su colonne con capitelli dorici; la particolarità degli ambienti interni che riempiono gli angoli del cortile, disegnando un sorta di croce greca, è risolta con pilastri angolari parzialmente incassati nella parete. Al primo piano vi si affacciano le finestre e due loggette prospicienti (sui lati est e ovest) con colonne ioniche; l'insieme è reso più aggraziato dalle lesene in pietra serena che corrono verticalmente fino al secondo piano.
Da qui si accede al giardino, dove si trova una grotta-ninfeo seicentesca abbellita da ciottoli. Dello stesso periodo è la fontana addossata al muro di cinta con un gigante che soccombe sotto una pioggia di massi, opera di Lorenzo Murini.
All'interno molti ambienti sono decorati da affreschi sei e settecenteschi, tra i quali spicca la galleria al piano nobile, con stucchi dorati, affreschi (volta dipinta da Alessandro Gherardini) e quadri di vari autori, tra i quali si trovano vedute di Firenze, nature morte e ritratti dei granduchi e delle granduchesse di Toscana.
[modifica] Altre immagini
[modifica] Bibliografia
- Marcello Vannucci, Splendidi palazzi di Firenze, Le Lettere, Firenze 1995.
- Mariella Zoppi e Cristina Donati, Guida ai chiostri e cortili di Firenze, bilingue, Alinea Editrice, Firenze 1997.
- Vedi anche la bibliografia su Firenze.
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