Palazzo Giordano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 40°43′27.79″N 8°33′48.12″E / 40.724386°N 8.563367°E40.724386; 8.563367

Curly Brackets.svg
Palazzo Giordano

Il palazzo Giordano Apostoli è un edificio di Sassari situato nella centrale piazza d'Italia, "vestibolo della nuova città borghese". È attualmente sede della Banca di Credito Sardo.

Venne costruito nel 1878 per conto del senatore Giuseppe Giordano Apostoli, fondatore del quotidiano La Sardegna, su progetto dell'ingegnere Giuseppe Pasquali, deceduto prima del compimento dei lavori, al quale subentrò l'architetto Luigi Fasoli che ne curò tutti i dettagli (pavimentazione, scale, atrio, poggioli, serramenti, inferriate, ecc.) e le decorazioni.

La facciata[modifica | modifica sorgente]

L'edificio, che rientra nella categoria dello stile neogotico definita "romantico-storica", è di pianta rettangolare e si articola su tre livelli a sviluppo orizzontale. Il piano terra, rivestito in trachite a bugnato rustico, presenta centralmente il portale d'ingresso incorniciato da due coppie distanziate di colonne sporgenti con ai lati, simmetricamente alternate, porte e finestre archiacute. Le colonne sorreggono la balconata posta al piano nobile. Una cornice marcapiano separa il piano terra dai due superiori che risultano intonacati e caratterizzati dalla presenza di finestre bifore al primo piano e monofore trilobate al secondo. Il profilo del palazzo è accentuato dalla presenza di lesene con fregio e al di sotto del cornicione aggettante, che regge il coronamento balaustrato, vi è una lunga serie di archetti pensili archiacuti.

Palazzo Giordano in una stampa di fine '800

Gli interni[modifica | modifica sorgente]

Le sfarzose sale interne sono anch'esse decorate e arredate in stile neogotico, ricche di fregi, stucchi e affreschi. In particolare è la “sala gialla” ad esibire i sontuosi dipinti realizzati dal pittore riminese Guglielmo Bilancioni sulla volta a padiglione ribassata ed un mosaico pavimentale, raffigurante una danzatrice, eseguito da mosaicisti romani su disegno dello stesso Fasoli. Notevole anche la scalinata principale, variamente ornamentata e decorata, sovrastata anch’essa da un dipinto del Bilancioni.

Il passaggio di proprietà avvenuto nel 1921 a favore del Banco di Napoli ha portato alla perdita di importanti parti del lussuoso arredo interno; ciononostante ancora oggi è possibile ammirare alcuni mobili neogotici che recano lo stemma del barone Giordano Apostoli.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Masala, Architettura dall’Unità d’Italia alla fine del ‘900, collana Storia dell’arte in Sardegna, Nuoro, Ilisso, 2001