Palazzo Castellesi

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Palazzo Giraud-Torlonia
già palazzo Castellesi
Borgo - palazzo Giraud Torlonia 01606.JPG
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo via della Conciliazione, 30
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XVI secolo
Uso Residenza privata
Realizzazione
Architetto attribuito a Donato Bramante
Proprietario famiglia Torlonia di Civitella-Cesi
 

Il palazzo Castellesi, poi palazzo Giraud-Torlonia, è un importante edificio rinascimentale di Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo nel XVIII secolo

Il palazzo fu realizzato all'inizio del XVI secolo per il cardinale Adriano Castellesi o Castelleschi, da Corneto[1] (Tarquinia) importante dignitario della corte papale. Il progetto viene generalmente attribuito a Bramante[2].

Il palazzo sorse nel quartiere Borgo, sulla piazza Scossacavalli, nel contesto della riqualificazione dell'intero settore urbano deciso a seguito, in occasione del giubileo del 1500, del tracciamento della nuova via Alessandrina.[3]

In seguito a svariati cambi di proprietà che videro il palazzo diventare anche ambasciata d'Inghilterra, collegio ecclesiastico e ospizio, divenne nel XVIII secolo palazzo Giraud (ricchi banchieri francesi) e poi palazzo Torlonia.

Nei primi decenni del Novecento, con lo sventramento della "spina di Borgo", la facciata del palazzo si ritrovò ai margini della via della Conciliazione.

Vi ha risieduto fino alla sua morte, avvenuta nel 2002, l'Infanta di Spagna Beatrice di Borbone, in quanto vedova del principe Alessandro Torlonia di Civitella-Cesi. È tuttora abitato dagli eredi Torlonia.

Caratteri stilistici[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio rappresenta una rilettura del palazzo Rucellai di Leon Battista Alberti, già precedentemente sperimentata a Roma nel palazzo della Cancelleria. Il palazzo Castellesi presenta infatti la facciata scandita da due ordini sovrapposti di lesene con un leggero risalto rispetto alle specchiature in muratura a bugnato liscio di travertino. Tra le lesene binate del piano nobile si trovano finestre ad arco inquadrate da cornici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da cui il nome di palazzo del Corneto con cui è anche conosciuto l'edificio.
  2. ^ A.Bruschi, Edifici privati di Bramante a Roma, in "Palladio", a.II n.4, 1989.
  3. ^ Gianfranco Spagnesi, Roma: la Basilica di San Pietro, il borgo e la città, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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