Pain of Salvation

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Pain of Salvation
Fotografia di Pain of Salvation
Paese d'origine Svezia Svezia
Genere Progressive metal[1][2]
Rock progressivo
Hard rock
Blues rock
Periodo di attività 1991 – in attività
Album pubblicati 10
Studio 7 + 1 EP
Live 2
Raccolte 0

I Pain of Salvation sono un gruppo musicale prog metal[1][2] svedese, il cui leader è Daniel Gildenlöw realizzatore di tutti i testi, chitarrista e voce principale della band. Il loro sound è caratterizzato da ritmiche potenti, solidi tappeti di chitarre, grande timbrica ed estensione vocale, costante uso di cori e tastiere, rapidi cambi di ritmo e sperimentazione poliritmica. Un altro segno distintivo della band è rappresentato dal fatto che tutti i loro dischi sono dei concept album. I temi trattati nei loro concept sono molteplici e riguardano soprattutto la sessualità, la guerra (e i suoi effetti sulla famiglia e sulla comunità), i disastri ambientali (come quelli causati dalle centrali nucleari), il disagio sociale (soprattutto sotto l'aspetto dell'incomunicabilità), gli studi di genere, la crescita dell'individuo e dell'umanità, la natura di Dio e dell'esistenza. Caratteristico dei loro testi è anche il fatto che, nonostante siano concept e raccontano quindi delle storie, la narrazione è molto scarna mentre viene lasciato spazio da protagonista alle riflessioni e ai pensieri più intimi dei personaggi, espressi quasi sempre in prima persona, ed è tramite essi che l'ascoltatore riesce quindi a comprendere anche le trame.

Il nome della band[modifica | modifica sorgente]

Il nome Pain of Salvation fu proposto da Daniel Gildenlöw, la cui intenzione era di incorporare il concetto di "equilibrio", il quale pensava avesse un significato similare al senso della vita stesso, per esempio il bene e il male, la luce e l'oscurità, la vita e la morte; per l'appunto, il dolore e la salvezza.

"Volevo un nome che significasse qualcosa, un nome che fosse qualcosa di più di una bella parola o un bel suono. Per me, Pain of Salvation possiede il significato dell'equilibrio. Il legame che vi è tra il bene e il male. È anche una buona espressione per l'uso comune, quando qualcosa non va secondo i tuoi piani; «bene, è solo il dolore della salvezza» per indicare che è soltanto un passo indietro rispetto a quanto avevi stabilito per raggiungere il tuo obiettivo."[3]
"Formai il mio primo gruppo a 11 anni, e lo chiamai Reality. Quando compii 15 anni, decisi di cambiarlo essendo cresciuto ed essendo cambiate le mie idee. Iniziai a pensare ad un nuovo nome per la band, e accadde tutto durante una lezione di matematica. Stavo scrivendo vari nomi per la band quando scrissi Pain of Salvation e rimasi colpito. Lo mostrai ad un mio compagno di classe (che tempo dopo sarebbe diventato membro della band), ed egli disse che secondo lui era troppo lungo e che nessuno se ne sarebbe mai ricordato."[4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi (1984-1996)[modifica | modifica sorgente]

I Pain of Salvation sono stati fondati dal chitarrista Daniel Gildenlöw, nel 1991[2]. Ma le origini di questa band risalgono a diversi anni prima: nel 1984[2] infatti, l'appena undicenne Daniel fonda i Reality una band glam rock ispirata alla musica dei KISS. Tre anni più tardi, nel 1987, entrano in questa formazione il chitarrista Daniel Magdic, il batterista Johan Langell ed il bassista Gustaf Hielm, dopo il cambio di nome da Reality a Pain Of Salvation, il gruppo inizia a partecipare a diversi concorsi nazionali classificandosi sempre nei primi posti per l'originalità dei pezzi, per la tecnica a livello musicale e per la qualità degli arrangiamenti vocali.

Nel 1994 il bassista Gustaf Hielm lascia la band per entrare nei Meshuggah e viene sostituito da Kristoffer Gildenlöw, fratello minore di Daniel,

"Entropia": il primo disco inciso e pubblicato (1996-1997)[modifica | modifica sorgente]

La formazione vera e propria si forma nel 1996 con l'entrata del tastierista Fredrik Hermansson. In questo stesso anno la band pubblica il suo primo demo chiamato "Hereafter", in edizione strettamente limitata a poche centinaia di copie. [1] In questo demo sono presenti le prime registrazioni di alcuni di quelli che poi saranno brani di Entropia, mentre altri due brani intitolati "Beyond the Mirror" e "Timeweaver's Tale" verranno nuovamente registrati ed inseriti come bonus tracks rispettivamente nell'edizione sudamericana e in quella giapponese di One Hour By The Concrete Lake.

L'anno successivo, nel '97, viene pubblicato il loro primo album in studio Entropia[2].
Si tratta di un disco dalle sonorità prevalentemente progressive ma che risente anche delle contaminazioni più disparate, come alternative metal, funk rock o addirittura R&B, mettendo subito in mostra la grande originalità dei Pain of Salvation e del loro approccio alla musica, totalmente slegato dai canoni contemporanei. [2]

Daniel Gildenlöw descrive così il concept di Entropia:[senza fonte]

« "Questo album è un concept molto complesso che è piuttosto difficile da comprendere. Si tratta di una famiglia in una situazione di guerra, di un padre che fallisce nel proteggere la sua famiglia, di un figlio che ha bisogno di un padre e non di un soldato, di una società che uccide ed esclude e infine ritrae la mano dalle vittime di ciò che è rimasto. Si tratta di un mondo che ho scelto di chiamare Entropia, che è una combinazione delle due parole "Entropy" e "Utopia". Entropia è sospettosamente simile al nostro mondo." »
(Daniel Gildenlöw)

Il secondo disco e la firma del primo contratto discografico (1998-1999)[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del '97 è già pronto il materiale per One Hour by the Concrete Lake e, appena un mese prima dell'incisione di questo nuovo disco, il chitarrista Daniel Magdic lascia la formazione in seguito ad un lungo periodo di contrasti, venendo sostituito da Johan Hallgren, al quale tra l'altro viene chiesto di imparare tutte le parti di chitarra in un periodo brevissimo di tempo. Il nuovo chitarrista viene presentato come membro ufficiale della band nell'aprile del '98. Il loro secondo lavoro viene così pubblicato nel maggio '98 in quasi tutto il mondo riscuotendo un successo tale da indurre la casa discografica a ripubblicare in Europa il precedente album Entropia. One Hour by the Concrete Lake è stato inizialmente rilasciato dalla Avalon Records in Giappone nel luglio 1998. In seguito è stato rilasciato in Europa nel gennaio 1999 dalla Inside Out Music, negli USA nel novembre 1999 dalla Inside Out America e in Sud America nel novembre 1999 dalla Hellion. Un certo numero di fatti sono riportati nel libretto dell'album, con un elenco di fonti fornite alla fine. L'ordine cronologico delle tracce è lo stesso degli avvenimenti del concept e una serie di luoghi ed eventi sono realmente esistenti (come le Black Hills in Nord America ed il lago Karachay nella ex USSR).

Daniel Gildenlöw ha personalmente dichiarato, anche se a malincuore, che Concrete Lake è l'album dei Pain of Salvation che gli piace di meno.[5]

"One Hour by the Concrete Lake" segue il racconto immaginario, suddiviso in tre capitoli, di un uomo che lavora nell'industria delle armi. Egli comincia ad avere dubbi riguardo alla moralità della sua occupazione, e realizza di essere soltanto una parte della grande "macchina" che controlla la sua vita. Alla vigilia del nuovo anno prende la decisione di scoprire quali conseguenze la sua vita e il suo lavoro hanno in altre parti del mondo, e decide di liberarsi della macchina.

Il successo (2000-2003)[modifica | modifica sorgente]

Dopo un anno di ottimi riscontri, la band inizia a raccogliere materiale per il loro terzo album The Perfect Element Part One che viene pubblicato nel settembre del 2000 mentre i Pain of Salvation sono impegnati in un tour europeo durante il quale Daniel cade rompendosi due dita della mano sinistra. Il tour va comunque avanti con addirittura delle aggiunte di tappe a quelle già pianificate.

"The Perfect Element Part One" viene universalmente riconosciuto dalla critica come uno dei migliori lavori in assoluto dei Pain of Salvation [3], e Daniel lo ha presentato con queste parole:

"L'album è in un certo senso una miscela dei due album precedenti, con la scanalatura e l'originalità di "Entropia" e la messa a fuoco, la completezza e la produzione di "One Hour by the Concrete Lake". Tuttavia, sarà abbastanza unico come un album "

Il concept è molto diverso dai precedenti, ed è stato descritto da Kristoffer Gildenlow come il più intenso ed individuale [4]. Esso tocca temi profondi e delicati come l'abuso minorile (sia fisico sia psicologico), la sessualità, la tragedia, l'abuso di droghe, il dolore, l'amore, la rabbia, la perdita (anche dell'innocenza), la vergogna, il rimpianto, la disperazione e la lotta interiore. Tutti questi temi sono trattati attraverso la vita di due personaggi, un maschio, giovane disadattato escluso dalla società, e una femmina, stuprata e violentata dal padre. Inoltre, come suggerito dal titolo, viene annunciato nel libretto stesso dell'album che The Perfect Element Part One è soltanto il primo rilascio di un concept diviso in due parti, e viene paragonato ad un classico romanzo di formazione. Da notare che tale concept fu ideato e realizzato proprio nel periodo in cui Daniel seguiva studi di genere all'università di Gävle.

Per supportare l'album, la band organizzò un tour nell'autunno 2000 con gli Arena. Nel febbraio 2001 suonarono da headliner al ProgPower USA accanto agli Evergrey e ai Symphony X.

Nel maggio del 2001 i Pain of Salvation partecipano alla Dream Theater Fanclub Convention, che si tiene a Parigi e durante la quale propongono un'esilarante improvvisazione stile reggae con Mike Portnoy dei Dream Theater.

Le registrazioni del loro quarto album iniziano nel settembre del 2001 e finiscono nel novembre dello stesso anno; nel febbraio del 2002 viene pubblicato Remedy Lane, altro album che ottiene ottimi riscontri dalla critica [5].

Il concept di "Remedy Lane" ripercorre la vita sentimentale e sessuale del protagonista senza nome, partendo da un flashback iniziato in una stanza di albergo, e proseguendo attraverso le esperienze più significative e dolorose. Secondo alcune interpretazioni, si tratta di una sorta di autobiografia di Daniel ed è considerato l'album più oscuro e concettualmente triste dei Pain of Salvation [6].

Dopo la pubblicazione dell'album la band parte in tour come gruppo-spalla dei Dream Theater.

In questo stesso anno Daniel partecipa a vari progetti: Unfold the Future dei connazionali The Flower Kings, partecipando anche a diverse date dei loro tour, e la prima parte di Genius, rock opera del chitarrista italiano Daniele Liverani.

Nel 2003 i Pain Of Salvation tornano nella loro città natale Eskilstuna per la registrazione del loro primo album live, un unplugged pubblicato l'anno successivo col nome di 12:5, che ripercorre, anche tramite due medley, brani tratti da tutti gli album precedenti eccetto One Hour by the Concrete Lake. In questo stesso anno la band partecipa al Gods of Metal 2003 tenutosi a Milano.

"Be" (2004-2005)[modifica | modifica sorgente]

Il loro concept BE, che Daniel aveva già iniziato a ideare nel '96[senza fonte], esce nel settembre 2004. In questa occasione il gruppo esplora altri generi musicali come il Prog rock, folk, musica classica e musical. Si è trattato del primo album registrato dai Pain of Salvation senza l'aiuto di un produttore esterno, dato che i precedenti erano tutti stati prodotti da Ander "Theo" Theander. [7].

"BE" è sicuramente il concept più complesso e filosofico della band [8]. Esso tenta di esplorare le numerose sfaccettature dell'esistenza umana, partendo dalla descrizione di Animae,che contempla la natura della sua esistenza e in seguito inizia un percorso di conoscenza con le parole: "I will call myself GOD and I will spend the rest of forever trying to figure out who I am" ("Chiamerò me stesso Dio e trascorrerò il resto dell'eternità cercando di capire chi sono").

BE viene pubblicato anche sotto forma di un DVD live, in cui la band ha suonato l'intero album, accompagnata dalla Orchestra of the Eternity, di cui alcuni membri avevano già preso parte alla registrazione di The Perfect Element Part One. Il DVD viene intitolato ""BE" (Original Stage Production)", ed il concerto si è svolto ad Eskilstuna il 12 settembre 2003, cioè prima ancora della pubblicazione dell'album studio.

"Scarsick", cambi di formazione e live DVD[modifica | modifica sorgente]

Daniel Gildenlow durante un concerto a Tessalonica nel marzo 2007

Il 21 febbraio 2006, il bassista Krisstoffer Gildenlow annuncia l'abbandono del gruppo: essendo egli residente in Olanda, per lui risulta impossibile continuare a collaborare col resto della band, che invece risiede in Svezia. In attesa di trovare un sostituto, il suo ruolo viene temporaneamente coperto dal fratello Daniel. Infatti, nell'aprile 2006 iniziano le registrazioni del loro nuovo album Scarsick nel Fascination Street Studio di Örebro, dove il cantante e chitarrista del gruppo ne diventa anche bassista durante le session in sala d'incisione. Il 23 aprile iniziano le registrazioni delle parti di batteria, portate a termine da Johan in meno di 6 giorni. Nonostante il disco inizi a circolare illegalmente, tramite P2P, già nell'autunno dello stesso anno, "Scarsick" viene pubblicato solo il 22 gennaio 2007, per poi essere seguito da un tour europeo.

A causa dell'improvvisa variazione di stile, il disco divide i fans del gruppo, soprattutto quando viene annunciato che Scarsick è la prosecuzione di The Perfect Element Pt. I, la cui seconda parte è stata attesa per anni. Infatti Scarsick si presenta come un disco apparentemente più grezzo, sia nella produzione che nell'esecuzione, che sembra allontanarsi dal progressive metal per compiere incursioni nel mondo dell'hip hop, dell'alternative rock, del crossover, del nu metal e addirittura della disco music (nel brano "Disco Queen"). Le tematiche affrontate si riallacciano a quelle di "The Perfect Element Part One", ma analizzano aspetti sociali differenti, quali la frustrazione, la cultura del consumismo, il materialismo, il conformismo, l'idolatria per le celebrità ,la natura collettivista della religione e il declino della civilizzazione [9].

Daniel Gildenlow ha inoltre rivelato in un'intervista che la vita del protagonista maschile è un'allegoria di tutto il genere umano; che in egli vediamo i problemi della società in un livello intimo e personale. Così come "The Perfect Element Part One" prende in considerazione soggetti disfunzionali in un contesto psicologico che si occupa dei singoli, Scarsick se ne occupa in un contesto sociologico che esplora le relazioni. Proprio come la canzone finale della prima parte del concept ("The Perfect Element") si occupa della sua caduta su un livello mentale, la canzone finale di "Scarsick" ("Enter Rain") lo vede cadere su un livello fisico [10].

Nel frattempo viene annunciato che Simon Anderson sarà il nuovo bassista della band: inizialmente chiamato solo per il tour, nel febbraio 2007 diventa il bassista ufficiale dei Pain Of Salvation.

Il 29 aprile 2007 i Pain of Salvation annunciano nel loro sito ufficiale l'uscita dalla band del batterista Johan Langell, che dopo 17 anni di attività, ha deciso di ritirarsi a vita privata, a causa della nascita del figlio.

Nei primi mesi del 2008 sul sito ufficiale vengono annunciate due importanti notizie: l'ingresso nella band di Léo Margarit come nuovo batterista, e la registrazione di un nuovo DVD live. Nel settembre dello stesso anno, il sito ufficiale viene sostituito da un'unica pagina che riporta la frase "The end?", che di fatto ha sostituito l'intero sito. Su questa scelta hanno iniziato a circolare diverse teorie, come l'ipotesi dell'imminente scioglimento della band il possibile riferimento al loro successivo lavoro, ma nessuna di queste si è rivelata corretta. Nel frattempo, al posto del sito ufficiale, viene aperto un blog gestito dal frontman della band, Daniel Gildenlöw.

Ad ottobre del 2008 la band annuncia che il DVD live si chiamerà "Ending Themes: On The Two Deaths Of Pain Of Salvation; nello stesso periodo la band annuncia anche il loro ritorno in studio, per la realizzazione di un nuovo album. Il 12 novembre viene ufficializzato l'addio al bassista Simon Andersson, nuovamente sostituito da Daniel Gildenlöw durante le registrazioni in studio.

Inizialmente annunciato per dicembre 2008, il 13 marzo 2009 esce il DVD Ending Themes: On The Two Deaths Of Pain Of Salvation, sia in versione standard che in edizione limitata con annessi i due cd audio relativi al concerto.

"Road Salt One" e "Road Salt Two"[modifica | modifica sorgente]

I Pain of Salvation al Melodifestivalen

Il primo novembre 2008, la band esegue una nuova canzone, "Mortar Grind", tratta dal loro imminente nuovo album e EP. I Pain of Salvation hanno descritto il loro nuovo progetto come un concept di due album.[6] Tuttavia, il progetto è stato ritardato a causa del fallimento della SPV, società controllata Inside Out Music, ed è stata acquisita da Century Media, che ha permesso alla band di finire l'album.[6] Col tempo Daniel Gildenlöw torna a lavorare all'album, rivalutando il progetto del doppio album e optando per due distinte pubblicazioni.[7]

Il 16 novembre 2009 esce "Linoleum", un EP di 6 tracce (4 inediti, tra cui "Mortar Grind" e la title track "Linoleum", una bonus track parlata e una cover di "Yellow Raven" degli Scorpions) che funge da anteprima quello che sarà "Road Salt One".

Nel dicembre 2009, viene confermato che la canzone "Road Salt" sarebbe stata eseguita all'edizione 2010 del Melodifestivalen, finale nazionale svedese per il 2010 Eurovision Song Contest.[8] La band si è esibita durante la prima semifinale perdendo poi con un sottile margine nei confronti della canzone di Pernilla Wahlgren e non potendo così giungere alla finale.[8]

Il 20 gennaio 2010 viene pubblicato sul canale YouTube della Inside Out Music il video musicale di "Linoleum".

Road Salt One viene finalmente pubblicato il 17 maggio 2010 in versione standard e una limitata (con una traccia aggiuntiva denominata "What She Means To Me" e versioni estese delle tracce "No Way" e "Road Salt"), oltre ad una versione LP e all'edizione giapponese (in cui è presente una traccia jazz denominata "Tip Toe Two"). Alla registrazione del disco hanno contribuito anche Jonas Reingold dei The Flower Kings e Gustaf Hielm i quali hanno suonato le parti di basso rispettivamente nei brani "No Way" e "Innocence". L'album viene però fortemente criticato dai fans di vecchia data [11], dato che si discosta ulteriormente dai precedenti lavori, risultando fortemente influenzato da generi come blues rock, pop rock e hard rock, ma anche per l'assenza di un concept di fondo.

Daniel Gildenlöw ha descritto l'album in un'intervista come un suono più "jam oriented" con tracce che sembrano essere "registrate dal vivo in sala prove". Ha descritto il concept di Road Salt One come tante storie parallele che non sono né inventate né autobiografiche, incentrate sul tema delle scelte, concentrandosi sulle scelte che ogni personaggio è lasciato a compiere. Durante l'intervista ha anche paragonato l'album al film Magnolia.[9][10]

Il 30 marzo 2011 viene pubblicato sul canale YouTube della Inside Out Music anche un video musicale di "Where It Hurts".

Il 26 settembre 2011, pochi giorni dopo la pubblicazione del brano "Conditioned", è uscito "Road Salt Two", anche questo presentato in versione standard e limitata (con due bonus track). Essendo stato ideato insieme a Road Salt One e come suggerisce anche il nome, il disco presenta sonorità molto simili al precedente.

In seguito al tour invernale con gli Opeth, Hallgren e Hermansson lasciano il gruppo. Successivamente sul sito della band è stato pubblicato un annuncio per proporre la propria candidatura come nuovo chitarrista. Il 23 dicembre 2011 viene comunicato che il ruolo di tastierista verrà ricoperto da Daniel "D2" Karlsson, fino ad ora bassista, mentre il ruolo di bassista verrà nuovamente ricoperto da Gustaf Hielm, che ritorna nei Pain of Salvation dopo 17 anni, anche se soltanto come membro in tour. Il 6 gennaio è stato poi annunciato che il ruolo di chitarrista/voce per il tour del 2012 verrà ricoperto dall'islandese Ragnar Zolberg.

Presente[modifica | modifica sorgente]

Daniel Gildenlow sul palco del Veruno Prog Festival 2012

Il 22 giugno 2012, pochi giorni dopo un concerto acustico a Lipsia, tramite il loro sito ufficiale, i Pain of Salvation annunciano di essere al lavoro proprio per la pubblicazione di un album acustico [12], che sarà provvisoriamente denominato "Clean".

Il 7 settembre dello stesso anno, i Pain of Salvation suonano sul palco del "2 Days Prog + 1" di Veruno insieme ai The Flower Kings. Seguirà poi un breve tour in Sud America.

Nella primavera 2013 i Pain of Salvation partono per un tour acustico europeo [13] in cui alcune canzoni classiche della band vengono reinterpretate all'insegna degli anni '70. Al tour prendono parte come special guest anche la cantante olandese Anneke van Giersbergen e la folk band islandese Árstíðir. Inoltre, per questo tour, il chitarrista Ragnar Zolberg viene sostituito da Roger Öjersson, già membro dei Tiamat. Subito dopo il tour acustico, i Pain of Salvation partono in tour alla volta del Nord America, accompagnati da tre band progressive metal, quali gli italiani Kingcrow e gli statunitensi Imminent Sonic Destruction e Vangough; tuttavia dopo alcune date Daniel Gildenlöw si ammala di polmonite e per la prima volta nella storia della band un tour viene interrotto.

Il 31 maggio 2013, tramite la loro pagina ufficiale su Facebook, senza ancora specificare una data, i Pain of Salvation annunciano l'imminente uscita dell'album acustico rivelando che non sarà più denominato "Clean" ma "Falling Home", e che sarà rilasciato insieme ad un CD/DVD riguardante il loro precedente tour. "Falling Home" è anche il titolo di una nuova canzone acustica che i Pain of Salvation avevano suonato per la prima volta durante un concerto a Tel Aviv il 16 marzo 2013.

A dicembre dello stesso anno, Daniel Gildenlöw apre due concerti dei The Flower Kings in Svezia sotto il nome di "Daniel Gildenlöw & Friends"; si è trattato di una formazione acustica composta dallo stesso Daniel, Ragnar Zolberg e Roger Öjersson. Nel 2014, i Pain of Salvation avrebbero dovuto suonare al "Progressive Nation at Sea" organizzato da Mike Portnoy a bordo di una nave da crociera nei Caraibi, tuttavia a metà gennaio Daniel contrae una fascite necrotizzante alla quale sopravvive miracolosamente soltanto grazie ad un tempestivo intervento chirurgico (inoltre mentre Léo Margarit portava Daniel in ospedale i due hanno anche avuto un incidente automobilistico a causa della strada ghiacciata); i tempi di recupero, che si rivelano più lunghi del previsto, costringono Daniel a restare per oltre tre mesi in ospedale, soggetto a cure giornaliere, e gli impediscono non soltanto di partecipare al festival ma anche di unirsi ai Transatlantic durante il Kaleidoscope 2014 World Tour. Si vede inoltre costretto anche ad annullare il tour con i The Flower Kings al quale avrebbe dovuto prendere parte tra aprile e maggio con il suo trio acustico (che viene sostituito dai Karmakanic). Il 10 febbraio, tramite un comunicato della loro pagina ufficiale su Facebook, i Pain of Salvation annunciano di prendere ugualmente parte al Progressive Nation at Sea, per decisione di Daniel stesso, il quale, non potendo prendervi parte, viene sostituito da Ragnar Zolberg, in veste di voce principale, accompagnato da Clay Withrow (cantante dei Vangough) come seconda voce e chitarrista. Alla fine di maggio, una volta ristabilitosi, Daniel annuncia che la registrazione di "Falling Home", ritardata dall'improvvisa malattia, è stata finalmente completata, e a partire dal mese successivo torna a suonare con i Pain of Salvation che si esibiranno a diversi festival nel mondo, tra cui al prestigioso "ProgPower USA XV" durante il quale suoneranno l'album Remedy Lane nella sua interezza.

Cover[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della loro attività musicale, i Pain of Salvation si sono più volte esibiti anche in cover di altri artisti, spesso anche scambiandosi gli strumenti sopra il palco. Tra le cover ricordiamo in particolare:

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Formazione attuale[modifica | modifica sorgente]

Membri in tour[modifica | modifica sorgente]

Ex componenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Studio[modifica | modifica sorgente]

Album Live[modifica | modifica sorgente]

DVD[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Demo Tape[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Metal Hammer n° 1/2009 pag.6
  2. ^ a b c d e Metallus - Il Libro dell'Heavy Metal - A cura di Luca Signorelli - Ed. Giunti 2001. Pag. 138
  3. ^ Dutch Progressive Rock Page, 7 August 1999
  4. ^ Pain Of Salvation Interjú | KRONOS MORTUS Metal Webzine
  5. ^ Daniel Gildenlow, December 2004 - Progressive Rock Music Forum - Page 1, Progarchives.com. URL consultato il 4 marzo 2012.
  6. ^ a b Back on Track!, Pain of Salvation, 3 settembre 2009. URL consultato il 13 maggio 2013.
  7. ^ Jill Hughes Kirtland, Interview with Daniel Gildenlöw, Pain of Salvation in USA ProgMusic. URL consultato il 17 maggio 2013.
    «It was the easiest thing to not make choices and put it all on a double album and be done with it but after that with the tour not happening and the distribution company going down. It was a weird year, 2009. I could spend more time and let the album be out of my head for a while and once I got back to it I could see patterns and themes to make it easier to divide it into two. And since it has a retro vibe going I didn't want the albums to be too long and dividing them up seemed more in character with the album.».
  8. ^ a b Juha Repo, Sweden reveals artist names for Melodifestivalen, ESCToday, 30 novembre 2009. URL consultato il 30 novembre 2009.
  9. ^ usaprogmusic.com Interview with Daniel Gildenlöw
  10. ^ Morow.com Interview with Daniel Gildenlöw youtube.com

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]