Marco Pacuvio

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Marco Pacuvio (Brindisi29 aprile 220 a.C. – Taranto7 febbraio 132 a.C.) è stato un drammaturgo e poeta latino. Nato in area culturale greco-osca e nipote di Quinto Ennio, si trasferì giovane a Roma, dove intraprese a lungo l'attività di pittore (nel I secolo a.C. era ancora integro un suo dipinto nel tempio di Ercole) e di poeta, frequentando il Circolo degli Scipioni.

La sua produzione fu esclusivamente tragica, ci sono stati tramandati infatti dodici titoli di fabulae cothurnatae e vari frammenti tratti da singole tragedie: Armorum iudicium, Atalanta, Chryses, Dulorestes, Hermiona, Iliona, Medus, Niptra, Pentheus, Periboea e Teucer.

Pacuvio scrisse anche una fabula praetexta, cioè una tragedia di ambiente romano, il Paulus, avente per protagonista Lucio Emilio Paolo, il vincitore a Pidna.

Il poeta satirico Lucilio criticò l'artificiosità stilistica e linguistica del suo stile, e proprio i suoi critici ci hanno tramandato alcuni suoi spericolati neologismi. Cicerone, al contrario, ne ebbe altissima stima:

(LA)
« licet dicere et Ennium summum epicum poetam ... et Pacuvium tragicum et Caecilium fortasse comicum »
(IT)
« ...si può dire che Ennio sia il sommo poeta epico ... e Pacuvio il sommo tragico e Cecilio forse il sommo comico »
(De optimo genere oratorum, 3, 1)

La sua lunga vita, morì infatti novantenne, gli permise di essere non solo un contemporaneo del più anziano Plauto, ma anche di conoscere il giovane Lucio Accio, con cui entrò in competizione. Scelse generalmente il suo repertorio fra i miti del mondo ellenico, prediligendo quelli a sfondo pastorale o idilliaco. Descrisse sapientemente paesaggi ed eventi naturali, sapendo conferire ai personaggi delle sue tragedie una forza drammatica che affascinava il pubblico romano e che era apprezzata, come abbiamo avuto modo di accennare, dallo stesso Cicerone.

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