Pace di Passavia

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La pace di Passavia fu un trattato di pace siglato nell'agosto del 1552 dall'imperatore Carlo V d'Asburgo. Con esso si garantiva, dopo tre decadi di guerra civile e religiosa, che il luteranesimo potesse essere liberamente professato. Si trattò di un precedente della pace di Augusta del settembre 1555.

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

Il Sacro Romano Imperatore Carlo V aveva ottenuto una vittoria contro il protestantesimo nella Guerra di Smalcalda del 1547. Molti principi protestanti erano insoddisfatti delle disposizioni religiose dell'Interim di Augusta istituite dopo questa vittoria.
Il Papa Giulio III viene pregato dall'imperatore Carlo V di riaprire le sessioni del Concilio di Trento interrotte per la morte di Papa Paolo III nel 1549. (sessioni dal 9 al 16 dal 1 gennaio 1551 al 28 aprile 1552).

Su richiesta dell'imperatore, una delegazione di protestanti, guidata dal principe elettore Maurizio di Sassonia, è invitata a partecipare al Consiglio. Nel gennaio del 1552, guidati da Maurizio di Sassonia, molti principi si allearono con Enrico II di Francia col Trattato di Chambord. In cambio dell'aiuto e del finanziamento francese, ad Enrico II erano stati promessi territori in Germania occidentale.

Invece di trattare, Maurizio di Sassonia e i principi tedeschi attaccano gli eserciti dell'imperatore, che deve fuggire in Italia, mentre Enrico di Francia cattura le fortezze di Metz, Verdun e Toul impossessandosi dei Tre Vescovadi del Ducato di Lorena.

Carlo V decide di firmare il 2 agosto 1552 la pace di Passavia, trattato sfavorevole ai cattolici e nel quale ai protestanti viene concesso il permesso di praticare la loro religione. L'attuazione dell'Interim di Augusta viene annullata. I principi protestanti presi prigionieri durante la guerra di Smalcalda, Giovanni Federico di Sassonia e Filippo Langravio d'Assia, vengono rilasciati[1].

Le tensioni durarono fino alla morte di Maurizio di Sassonia nel luglio 1553.

Precursore della Pace di Augusta, la Pace di Passavia fece desistere Carlo V dalla sua lunga ricerca di una unità religiosa Europea.[2]

Più tardi, il 3 ottobre 1555, viene sottoscritta la Pace di Augusta, che ha riconosciuto il protestantesimo in tutto l'impero sotto la regola del Cuius regio, eius religio (la religione del paese è la religione del principe).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Martin Rady, The Emperor Charles V, (1988), p86
  2. ^ Martin Jones, Clash of Empires, (CUP, 2000), p26

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]