Pacco pignoni

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Pacco pignoni di bicicletta visti da dietro

Il pacco pignoni è il moderno sistema in uso sulle biciclette di tutti i tipi per avere a disposizione più pignoni alla ruota posteriore.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il sistema del pacco pignoni prevede l'uso di appositi mozzi in cui è presente un corpetto porta pignoni in plastica, acciaio o alluminio (più raramente anche in titanio) con apposite scanalature e dotato del meccanismo di ruota libera. I pignoni vengono infilati sciolti su questo corpetto e intervallati fra loro da appositi distanziali, assicurati alla fine da un'apposita ghiera. Questo sistema porta il vantaggio di un peso ridotto rispetto alle ruote libere tradizionali, la possibilità di smontare i componenti facilmente per una pulizia più accurata, ma soprattutto una possibilità di intercambiare in maniera facile e veloce i pignoni e perciò i rapporti a disposizione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il pacco pignoni fu una delle ultime invenzioni riguardante il sistema di trasmissione a catena della bicicletta, che deve parte della sua struttura e misura ai sistemi precedenti, caratterizzati da pignoni singoli.

Pignoni singoli[modifica | modifica sorgente]

I pignoni singoli vennero usati con un numero differente a seconda del periodo storico

Singolo pignone, qui "aperto" (la trasmissione è interrotta)
Singolo pignone

I modelli più semplici e antichi sono quelli a singola velocità, che presentano un singolo pignone. Sono utilizzate normale con catene da 1/8", cioè più larghe di quelle usate nelle bici con i cambi.

Usualmente si utilizza un pignone da 18 denti, anche se abbastanza diffuso è quello da 16 denti soprattutto per biciclette con ruote piccole (esempio classico sono le bici pieghevoli come le Grazielle).

Alcune case come la Shimano in tempi recenti hanno prodotto anche pignoni singoli per catene da 3/32", cioè quelle usate nelle bici con i cambi.

2 pignoni

I due pignoni sono piuttosto rare, prodotte soprattutto in tempi recenti per usi particolari, con dentature molto simili.

3 pignoni

Le prime coppie a 3 pignoni vennero prodotte con l'invenzione dei primi cambi di velocità negli anni venti e anni trenta, con una variazione di dentatura ancora piuttosto limitata. Nel caso delle bici da corsa, questo sistema a 3 pignoni era spesso affiancata dal pignone fisso sull'altro lato della ruota. L'uso rimase in seguito per le biciclette da turismo e da passeggio.

4 pignoni

L'uso di 4 pignoni alla ruota iniziò a diffondersi fin da prima della Seconda guerra mondiale; il famoso cambio a bacchetta della Campagnolo usava appunto questo tipo di ruote libere. Sono rimaste poi fino agli anni settanta su molte bici da passeggio con cambio di velocità solo al posteriore.

5 pignoni

Fecero la loro comparsa con il cambio ad una leva (modello poi ribattezzato Paris-Roubaix) della Campagnolo, ma conobbero grande diffusione solo con l'introduzione del cambio a parallelogramma (il celeberrimo Campagnolo Gran Sport) negli anni cinquanta. Divenute uno standard per tutti gli anni sessanta, furono a lungo usate sia nelle bici da corsa che in quelle da passeggio. Le più celebri furono quelle prodotte dalla società Regina di Merate.

6 pignoni

Vennero introdotte negli anni '60 avvitando un ulteriore pignone sul quello più piccolo del sistema a 5 pignoni. Tuttavia su molti mozzi non era possibile effettuare questa operazione senza aumentare la lunghezza del perno stesso del mozzo, per evitare che il pignone più piccolo sfregasse sul carro della bicicletta. Proprio per questo motivo la larghezza della battuta del mozzo venne aumentata dallo standard di 120mm a quello di 126mm. Conobbero tuttavia ampia diffusione solo negli anni settanta.

7 pignoni

Introdotte negli anni '70 con lo stesso procedimento adottato per quelle a 6 velocità, caratterizzarono le bici da corsa degli anni ottanta. Furono nel frattempo rimpiazzate dalle prime cassette introdotte dalla Shimano.

8 pignoni

Prodotte da poche ditte a cavallo fra anni '80 e novanta, potevano funzionare già con i comandi a manubrio (gli Ergopower della Campagnolo e gli STI della Shimano) continuando ad utilizzare le vecchie ruote a filetto, tuttavia non ebbero gran successo, in quanto la distanza fra il pignone più piccolo e la filettatura di fissaggio al mozzo era causa di rotture.

Pacco pignoni[modifica | modifica sorgente]

Il sistema ha iniziato a trovare diffusione a cavallo fra gli anni settanta e anni ottanta, grazie alla sua introduzione da parte di alcune ditte di componenti per bici dell'Estremo Oriente.

Il precedente sistema prevedeva l'utilizzo di mozzi posteriori filettati a cui venivano avvitate le ruote libere dotato di più pignoni e del meccanismo di ruota libera appunto.

Il sistema inizialmente più diffuso era lo Shimano Uniglide, che permetteva di utilizzare 5 o 6 pignoni usando il più piccolo come ghiera di chiusura, avvitandolo nel senso orario sul corpetto appositamente filettato nell'ultima parte. In seguito si arrivò ad usare il sistema Uniglide anche con 7 o 8 pignoni, anche se venne presto prodotto anche un nuovo sistema a ghiera di chiusura denominato Hyperglide, con scanalature non compatibili con il precedente.

All'introduzione del pacco pignoni Campagnolo fu la ruota libera in alluminio, con un'apposita cassetta di attrezzi per favorire la personalizzazione. Questo articolo, pur pregiato meccanicamente e molto leggero rispetto agli standard dell'epoca, tardò solamente di qualche anno l'adozione da parte della casa vicentina del sistema del pacco pignoni con corpetto sul mozzo, che venne infatti adottato all'inizio degli anni novanta.

Attualmente esistono vari tipi di corpetto a seconda delle case produttrici, senza possibilità di compatibilità fra di loro, soprattutto fra Shimano e Campagnolo che mantengono anche proprie specifiche differenti sull'indicizzazione del cambio e quindi della distanza fra i singoli pignoni.

Numero e grandezza dei pignoni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pignone (meccanica).

Il numero massimo di pignoni nei pacchi è di 10 per le mountain bike (11 per l' XX1 E l'X01 di SRAM) e di 11 per le biciclette da corsa. Il pignone minimo che si può utilizzare è quello da 11 denti (10 per l' XX1 E l'X01 di SRAM), contro il 12 dei sistemi a ruota libera filettata (anche se un particolare sistema Shimano per bici da passeggio arriva a 9 denti); il più grande è di 36 denti per le mountain bike (42 per l' XX1 E l'X01 di SRAM, anche se esistono pignoni aftermarket da sostituire al pignone da 17 denti) e di 32 per le bici da corsa (28 denti per Shimano, 29 per Campagnolo e 32 per Sram).

L'uso del pacco pignoni ha inoltre consentito l'aumento del numero stesso dei pignoni: con il sistema a filetto i pignoni erano appunto avvitati sul corpo della ruota libera e non ne poteva essere ridotta più di tanto la larghezza per evitare che si danneggiassero con l'uso. Il sistema di fissaggio tramite le scanalature ha consentito di usare pignoni più sottili arrivando ad aumentarne il numero in pochi anni, ma ha altresì portato alla necessità di catene più strette e dedicate al numero di pignoni in questione, eliminando l'indipendenza fra numero di pignoni e tipo di catena.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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