PSR B1620-26c

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PSR B1620-26c
Immagine d'artista del pianeta PSR B1620-26cImmagine d'artista del pianeta PSR B1620-26c
Stella madre PSR B1620-26
Scoperta 10 luglio 2003
Scopritori Backer, e altri
Metodo di scoperta Pulsar timing
Costellazione Scorpione
Distanza dal Sole 12400 anni luce
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 16h 23m 38s
Declinazione −26° 31′ 53″
Parametri orbitali
Semiasse maggiore 23 UA
Periodo orbitale ~100 anni
Eccentricità bassa
Dati fisici
Raggio medio 0.8 RJ
Massa
2.5 ± 1 MJ

PSR B1620-26c (noto comunemente come Matusalemme) è un pianeta extrasolare, orbitante intorno alla pulsar PSR B1620-26, nell'ammasso globulare M4.

È stato scoperto il 10 luglio 2003 sulla base delle informazioni fornite dal Telescopio Spaziale Hubble.

Il pianeta dista circa 12400 anni luce dal Sistema Solare, ha una massa doppia di quella di Giove ed è chiamato così a causa della sua età: avrebbe circa 13 miliardi di anni.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi evoluzione stellare.

Matusalemme è straordinariamente vecchio rispetto all'età dell'Universo. Se le moderne interpretazioni della teoria del Big Bang sono corrette, l'Universo ha circa 13,7 miliardi di anni. Di conseguenza, Matusalemme dovrebbe essersi formato prima che le stelle di Popolazione II, dotate della sufficiente massa, esplodessero come supernove generando gli elementi pesanti necessari alla formazione di un disco di materiale protostellare, orbitante intorno ad una stella genitrice, in cui fosse possibile la formazione di un pianeta.

La presenza di tali elementi in corpi astronomici antichissimi ha portato alcuni studiosi ad ipotizzare l'esistenza di una Popolazione III di stelle di grande massa, il cui collasso avrebbe prodotto le reazioni nucleari di fusione necessarie. In alternativa, è possibile che Matusalemme fosse originariamente una stella che, in tutti questi miliardi di anni, ha poi perso per vari motivi parte della propria massa fino a quando questa non divenne insufficiente per mantenere le reazioni nucleari al suo interno.

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