PPSh-41

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PPSh-41
Пистолет-пулемет системы Шпагина обр. 1941.jpg
Tipo Pistola mitragliatrice (secondo il nome originale, in realtà un mitra)
Origine URSS URSS
Impiego
Conflitti Seconda guerra mondiale, Guerra di Corea, Guerra del Vietnam
Produzione
Progettista Georgi Shpagin
Entrata in servizio 1941
Ritiro dal servizio anni ‘70
Numero prodotto circa 6 milioni
Varianti vedi varianti
Descrizione
Peso 3,63 kg (scarico)
Lunghezza 843 mm
Lunghezza canna 269 mm
Calibro 7,62 mm
Munizioni 7,62 × 25 mm
Azionamento Massa battente, otturatore aperto
Cadenza di tiro circa 1000 colpi al minuto[1]
Velocità alla volata 488 m/s
Tiro utile 150 - 250 m
Alimentazione 35 colpi (caricatore in linea bifilare) o 71 (caricatore a disco o tamburo)
Organi di mira mire metalliche

World Guns.ru[2]

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Il PPSh-41 (Пистолет-пулемёт Шпагина 1941, Pistolet-Pulemyot Shpagina 1941, "pistola mitragliatrice Shpagin 1941) è un mitra (a dispetto del nome, che classifica l'arma come pistola mitragliatrice) sovietico progettato da Georgi Shpagin come alternativa al più costoso e complesso PPD-40. Fu soprannominato Phe-phe-sha dai sovietici e Burp Gun dagli americani, data la sua altissima cadenza di fuoco.

Il PPSh era un mitra a fuoco selettivo azionato dal rinculo dello sparo, con otturatore aperto, alimentato da caricatori amovibili con proiettili 7,62 × 25 mm. Fu una delle armi più usate di tutto il secondo conflitto mondiale. Si stima che nel periodo bellico siano stati prodotti più di 6 milioni di esemplari di tale arma. Costruito per buona parte in acciaio stampato, l’arma poteva essere alimentata sia da caricatori bifilari che da caricatori a tamburo. Fu largamente usato anche dopo la seconda guerra mondiale durante la Guerra di Corea. Anche in Vietnam l’arma divenne popolare sia tra i Vietcong sia tra le forze dell’NVA e rimase in uso fino agli anni settanta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il progetto per il PPSh-41 risale alla guerra contro la Finlandia, la cui fanteria utilizzava il mitra KP-31 che risultava molto adatto negli scontri ravvicinati in ambienti boschivi o urbani. La produzione dell’arma cominciò nel 1941 a Mosca, sotto la supervisione di alti ufficiali del partito comunista sovietico, addetti al controllo della qualità dei prodotti.

Poche centinaia di esemplari vennero prodotti nel novembre 1941 e altri 155.000 uscirono dalle fabbriche nei cinque mesi seguenti. Per la primavera del 1942, le fabbriche erano arrivate ad un regime di produzione di 3000 armi al giorno[3]. Il PPSh-41 è il classico esempio di arma semplificata per permettere la produzione di massa (altri esempi sono lo Sten inglese, l’MP-40 tedesco o l’M3 americano). Le sue componenti (ad eccezione della canna) potevano essere facilmente realizzate anche da operai senza esperienza con la dotazione dei garage per la riparazione delle auto, così da lasciare liberi gli operai specializzati per altri incarichi. Il PPSh-41 conta 87 parti (contro le 95 del PPD-40) e poteva essere realizzato in sole 7,3 ore di lavoro (contro le 13,7 ore necessarie per il PPD-40)[4]. La produzione delle canne veniva accelerata utilizzando le canne dei fucili Mosin-Nagant: si tagliava a metà la canna e la si adattava al proiettile da 7,62 x 25 mm (contro il 7,62 x 54 mm utilizzato dal fucile)[5].

Il PPSh-41 fu un’arma popolare anche tra i soldati tedeschi, e spesso i mitra catturati venivano utilizzati contro i loro creatori. La somiglianza tra i proiettili da 7,62 × 25 mm dell’arma russa e quelli da 7,63 × 25 mm Mauser utilizzati nella pistola C-96 permetteva al PPSh di sparare anche questi ultimi proiettili, per cui i tedeschi potevano facilmente sopperire alla necessità di munizioni.

Dopo la cattura da parte dei tedeschi di un gran numero di PPSh-41, partì in Germania un programma volto a convertire l’arma in modo che potesse usare il proiettile standard per pistole e mitra in uso in Germania, il 9 mm Parabellum. I fucili così riconvertiti vennero denominati MP41(r), mentre i modelli non riconvertiti MP717(r). Vennero persino distribuiti dei manuali d’uso per le forze armate[6].

Guerra di Corea[modifica | modifica sorgente]

Dopo la Seconda guerra mondiale, il PPSh fu venduto in grandi quantità agli stati filosovietici e alle forze di guerriglia. Il KPA (esercito popolare coreano) e il PVA (esercito popolare cinese) ricevettero grandi quantità di PPSh-41 dalla Russia, utilizzati in combinazione con il Type 49 nord-coreano e il Type 50 cinese, entrambi copie dell’arma sovietica. Sebbene non preciso su lunghe distanze, l’arma si rivelò estremamente adatta ai combattimenti a breve raggio che ebbero luogo durante la guerra di Corea[7]. Le forze delle Nazioni Unite si trovavano in difficoltà nel contrastare l’impressionante volume di fuoco dell’arma sovietica. Molti ufficiali arrivarono persino a definire il PPSh come la migliore arma di quella guerra: pur non vantando la stessa precisione del M1 Garand o della carabina M1 Carbine, il più alto rateo di fuoco la rendeva un’arma micidiale negli scontri ravvicinati[7] Come disse un capitano di fanteria: “in modalità automatica sparava una quantità incredibile di proiettili e molte delle perdite in Corea furono subite in scontri a breve raggio e di breve durata - dipendeva da chi riusciva a sparare più in fretta. In queste situazioni, superava qualunque arma di cui noi disponessimo. Uno scontro ravvicinato tra pattuglie terminava molto rapidamente, e in molti casi lo perdevamo proprio a causa sua”[7].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il PPSh-41 sparava il proiettile da pistola standard 7,62 x 25 mm Tokarev. Con un peso di circa 5,5 kg, l’arma poteva raggiungere una cadenza di fuoco teorica di 1000 colpi al minuto, molto più alta di molti dei suoi concorrenti durante la seconda guerra mondiale. Era un’arma duratura, costruita a basso prezzo e con materiali semplici, che necessitava di poca manutenzione. Solo gli ultimi esemplari di arma cominciarono a presentare mire regolabili da 100 e 200 metri. La presenza del compensatore permetteva di ridurre l’alzo dell’arma in fase di sparo (risultato che oltretutto fu ottenuto solo in maniera parziale) ma produceva una vistosa fiammata. Nonostante i caricatori bifilari da 35 colpi (disponibili dal 1942), la maggioranza dei soldati sovietici preferivano l’uso del caricatore a tamburo[8].

Copia del finlandese KP-31, il caricature a tamburo del PPSh conteneva 71 colpi. Nella pratica, però, caricare l’arma con più di 65 colpi provocava inceppamenti ed inconvenienti[9]. Inoltre, il caricatore a tamburo era più complesso da caricare rispetto al bifilare da 35 colpi, che divenne quindi molto comune a partire dalla sua adozione nel 1942. Pur contenendo meno colpi, il caricatore bifilare garantiva un ulteriore punto d’appoggio per la mano.

Nonostante la presenza della sicura, l’otturatore aperto dell’arma comportava il rischio di fuoco accidentale nel caso di urto dell’arma contro una superficie dura.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

  • Type 50: versione cinese del PPSh-41. A differenza del modello sovietico, non era possibile l’utilizzo di caricatori a tamburo.
  • Type 49: versione nordcoreana del PPSh-41, utilizzabile solo con caricatori a tamburo
  • K-50M: variante vietnamita basata sul Type 50 cinese. Il copricanna traforato è più corto del normale, è stata aggiunta l’impugnatura a pistola, il mirino originale fu sostituito con quello dell’AK-47 e l’arma presenta un calcio telescopico molto simile a quello del MAT-49 francese[10][11]. I cambiamenti rendono l’arma più leggera di quasi mezzo chilo[12]. L’arma era alimentata tramite caricatori bifilari, ma poteva utilizzare caricatori a tamburo se il calcio era completamente estratto[11].
  • MP41(r): versione tedesca ricamerata per il 9 mm Parabellum.
  • MP717(r): denominazione degli esemplari catturati dai tedeschi e alimentati con munizioni da 7,63 × 25 mm Mauser
  • M-49: variante jugoslava del PPSh-41.
  • PPS-50: versione semiautomatica in calibro .22 LR prodotta dalla Pietta, con caricatori da 30 o 50 colpi. L’arma ricorda esteticamente il PPSh ma non ne condivide le meccaniche.
  • SKL-41: versione semiautomatica in calibro 9 mm del PPSh-41 disponibile sul mercato Tedesco a partire dal 2008. Oltre alle repliche dei caricatori originali,può essere alimentata tramite caricatori di MP-40.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Max R. Popenker, Shpagin PPSh-41 submachine gun (USSR), world.guns.ru. URL consultato il 15 agosto 2007.
  2. ^ Modern Firearms - PPSh-41
  3. ^ Rodric Braithwaite, Moscow 1941: A City and its People at War, London: Profile Books, 2006, p. 236.
  4. ^ Kalashnikov, Part 2: Soviet Political Economy and the Design Evolution of the Kalashnikov Avtomat. URL consultato il 21 marzo 2010.
  5. ^ Pauly, Roger (2004). Firearms: the life story of a technology, Greenwood Publishing Group, p. 141 ISBN 0-313-32796-3
  6. ^ 9 mm Conversion of the PPSh-41. URL consultato il 21 marzo 2010.
  7. ^ a b c David Halberstam, The Coldest Winter, Hyperion Press, 2007, p. 447, ISBN 978-1-4013-0052-4.
  8. ^ Shpagin PPSh-41 submachine gun (USSR). URL consultato il 21 marzo 2010.
  9. ^ Mosier, The Blitzkrieg Myth, p.86.
  10. ^ PPSh41 Sub Machine Gun. URL consultato il 17 gennaio 2009.
  11. ^ a b Modern Firearms' K-50M Submachine Gun. URL consultato il 17 gennaio 2009.
  12. ^ VC Weapons. URL consultato il 17 gennaio 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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