Pëtr Nikolaevič Vrangel'

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Barone Pëtr Nikolaevič Vrangel'

Barone Pëtr Nikolaevič Vrangel', o anche Peter von Wrangel (in russo: Пётр Николаевич Врангель[?]; Zarasai, 27 agosto 1878Bruxelles, 25 aprile 1928), è stato un militare russo.

Nacque nel 1878 nel governatorato di Kovno dalla famiglia di origine baltico-tedesca dei Wrangel. Ufficiale della guardia, partecipò alla guerra contro il Giappone (1904-05), e alla prima guerra mondiale al comando di una divisione di Cosacchi. Con la resa della Russia, Wrangel rassegnò le dimissioni e si ritirò a Jalta; qui fu arrestato dai bolscevichi ma, una volta rilasciato, riparò alla volta di Kiev. Nell'agosto del 1918 entrò nell'armata dei Volontari per combattere contro l'Armata Rossa. Dopo la seconda campagna del Kuban venne nominato generale. Ottenne una serie di vittorie nell'area caucasica e il suo esercito venne rinominato armata dei Volontari del Caucaso. Entrò però in contrasto con il generale Anton Denikin che gli chiedeva una rapida marcia su Mosca. Wrangel invece reputava fondamentale conquistare Zarizyn ed unirsi con le forze dell'ammiraglio Kolchak. Conquistò in questo periodo la fama di generale leale e competente, proibì infatti alle sue truppe di saccheggiare e depredare i territori nemici conquistati. A seguito della sconfitta di Denikin, nell'aprile del 1920 assunse il comando supremo dell'esercito bianco. Mentre l'armata rossa era impegnata nella guerra contro la Polonia, mosse dal suo quartier generale in Crimea e attaccò i bolscevichi da sud, passando il Dnepr e creando un nuovo governo a Ekaterinoslav. Debolmente sostenuto dagli Anglo-Francesi, fu sconfitto dall'armata rossa e respinto in Crimea. Qui organizzò, con i resti della flotta del Mar Nero, ribattezzata poi flotta di Wrangel, un'imponente evacuazione dei suoi soldati e delle loro famiglie a cui lasciò la scelta, se partire per l'esilio o rimanere ed affrontare l'Armata Rossa. Wrangel s'imbarcò il 1 novembre 1920 sull'ultimo convoglio, assieme a militari e civili. Riparò poi nel Regno di Iugoslavia dove fu conosciuto come il capo dei rifugiati bianchi. Si trasferì poi, nel settembre del '27, a Bruxelles dove lavorò come ingegnere minerario e pubblicò le sue memorie.

Indice

La morte [modifica]

Morì nel 1928 nella capitale belga. I familiari sostennero che Wrangel fosse stato avvelenato dal fratello del maggiordomo che, per un breve tempo aveva soggiornato nella dimora del generale. I funerali vennero celebrati a Bruxelles ma il corpo venne seppellito, secondo le sue volontà, nella Chiesa Ortodossa Russa di Belgrado. [1]

Note [modifica]

  1. ^ Enciclopedia Treccani

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