Output

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Il termine output, dall'inglese messo fuori, indica in senso stretto il risultato di una elaborazione ed in senso più ampio il risultato o l'insieme dei risultati prodotti.

In Italia il termine cominciò ad essere utilizzato con la prima informatica degli anni sessanta indicava al contempo i dati in uscita e i supporti che li contenevano.

Successivamente, in particolare con l'avvento delle metodologie di gestione per processo, si è diffuso in quasi tutte le discipline, anche non tecniche, nel senso più generale di insieme di elementi in uscita da un sistema dinamico, come risultato o prodotto anche immateriale di un trattamento fisico o di una attività intellettuale di qualsiasi natura.

La fortuna del termine, insieme al suo opposto input, è stata la sua sinteticità e il fatto che era molto semplice schematizzare un qualsiasi processo (non necessariamente fisico, ma per esempio decisionale) con tre soli simboli: una freccia in entrata, un riquadro, una freccia in uscita.

Output in informatica[modifica | modifica sorgente]

Dati di output[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi erano dati elementari forniti dall'elaboratore mediante l'accensione o meno di mini lampadine (i led non esistevano) organizzate in file orizzontali sul pannello di controllo dell'elaboratore. Erano in pratica file di bit, da interpretare in esadecimale oppure ottale, secondo la casa costruttrice dell'elaboratore.

Un rapido passo avanti fu l'adozione della consolle (sorta di telescrivente), come unità di input e di output, con la quale iniziò l'era del colloquio uomo-macchina.

Il salto di qualità fu l'avvento delle stampatrici (poi pian piano denominate stampanti), che, a differenza della consolle, che pure stampava, erano in grado di produrre volumi notevoli di output stampato, nei classici formati a striscia continua, in pacchi da 1000 o duemila fogli.

Questo per quanto riguarda l'output finale, quello che è immediatamente interpretabile dall'essere umano.

Non va dimenticato infatti che esisteva (ed esiste), l'output interno, ad esempio destinato alla memorizzazione stabile su nastri o dischi magnetici, ed anche l'output intermedio, destinato a diventare input in successive elaborazioni.

Con l'avvento del monitor video e successivamente delle interfacce grafiche è nato l'output visuale diretto, prima solo testo, poi grafica ed immagine fissa, ed infine immagine in movimento.

Con gli sviluppi delle tecniche audio (di per sé più antiche dell'informatica) è arrivato anche l'output sonoro (da non confondere con i beep del cicalino montato sui primi personal computer).

Supporti e strumenti[modifica | modifica sorgente]

Il nastro perforato, già in dotazione alle telescriventi, è stato il primo supporto permanente delle informazioni di output. Conteneva le stesse informazioni via via stampate dalla telescrivente ed era adatto ad essere conservato come documento storico. La carta è stato il primo supporto di output di grande diffusione e grande consumo. Intorno agli anni novanta si iniziava a parlare di società paperless, visto che per scambiarsi informazioni bastava connettersi o scambiarsi un dischetto (allora si diceva così). Questo però valeva solo per documenti che non avevano carattere formale o legale. In realtà il trend del consumo di carta ha smesso di salire solo quando le Istituzioni Pubbliche hanno iniziato ad ammettere e accettare scambio di informazioni su supporto diverso dalla carta. Oggi il consumo di carta tende effettivamente a diminuire, anche se è aumentato quello di carte speciali, ad esempio per le fotografie (l'output delle fotocamere digitali).

Output in altri campi[modifica | modifica sorgente]

Elettrotecnica[modifica | modifica sorgente]

In ambito elettrico-elettronico l'output è l'uscita o l'erogazione di corrente di un Circuito elettrico o Componente elettronico.

Economia[modifica | modifica sorgente]

In ambito macro-economico l'input/output è l'oggetto di analisi statistica dell'interazione tra le aziende della stessa nazione e tra diverse nazioni. In questo caso sottintende beni e servizi scambiati nelle operazioni di acquisto/vendita e importazione/ esportazione.

  • in ambito economico-sociale come output si intendono anche le innovazioni tecnologiche, le influenze sui rapporti di potere, i mutamenti della struttura sociale, l'impatto ecologico e i modelli culturali.
  • In ambito aziendale si intende l'insieme di risultati prodotti dall'impresa (finanziari, materiali, immateriali) visti in ottica di sistema produttivo.
  • Stesso significato di risultati ottenuti quando ci si riferisce all'output di un processo produttivo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]