Ouidah

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Ouidah
comune
Localizzazione
Stato Benin Benin
Dipartimento Atlantico
Territorio
Coordinate 6°22′00.12″N 2°04′59.88″E / 6.3667°N 2.0833°E6.3667; 2.0833 (Ouidah)Coordinate: 6°22′00.12″N 2°04′59.88″E / 6.3667°N 2.0833°E6.3667; 2.0833 (Ouidah)
Altitudine 65 m s.l.m.
Abitanti 93 709 (2006)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Benin
Ouidah

Ouidah è una città situata nel dipartimento di Atlantique nello stato del Benin con 93.709 abitanti (stima 2006)[1].

Si tratta della città da cui, dopo un rituale di scomunica che li privava dell'iniziazione Vudù, partivano gli schiavi, venduti dai loro conterranei e acquistati dai bianchi. Oltre al museo, da non perdere la porta del non ritorno. Gli uomini che morivano prima di avere oltrepassato la porta e quindi erano ancora "iniziati" venivano sepolti nella terra, ma dopo averla passata non erano più considerati uomini e venivano gettati nell'oceano. Nel 2000 i Cristiani costruirono la porta del perdono. Nel villaggio si trovano Bukono, sacerdoti Voodoo, in grado di iniziare al Vudù e di compiere i rituali autentici.

Forte di São João Baptista de Ajudá[modifica | modifica wikitesto]

Il forte di São João Baptista de Ajudá è una piccola fortezza costruita dai Portoghesi nella città di Ouidah, sulla costa del Benin. Il forte, costruito su un terreno ceduto al Portogallo dal re del Dahomey, rimase portoghese dal 1721 al 1961. Nel 1680 il governatore di São Tomé e Príncipe fu autorizzato ad erigere un forte. Dopo essere stato abbandonato per vari anni venne riedificato nel 1721 e chiamato São João Baptista de Ajudá. Il forte svolse un ruolo importante nell'ambito del commercio di schiavi portoghese. Con l'abolizione della schiavitù nel 1807 il forte perse gradualmente di importanza. Sebbene il Portogallo ne rivendicasse sempre il possesso, l'effettiva occupazione ed amministrazione subì varie interruzioni. Il forte fu rioccupato stabilmente dal Portogallo nel 1865 nell'ambito del breve tentativo portoghese di stabilire un protettorato sul regno del Dahomey. Dopo la conquista francese del Dahomey (1891-1894), il possedimento si ridusse al solo territorio all'interno delle mura.

Forte portoghese

Fino alla sua annessione al Dahomey nel 1961 São João Baptista de Ajudá fu probabilmente la più piccola entità territoriale separata del mondo moderno. L'annessione venne riconosciuta dal Portogallo solo nel 1975. Restaurato con finanziamenti portoghesi il forte ospita attualmente un museo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è formato dai seguenti 10 arrondissement:[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stima popolazione nel 2006 da GeoHive. URL consultato il 17 luglio 2012.
  2. ^ Arrondissement del Benin. URL consultato il 9 luglio 2012.

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