Ottaviano (Italia)
| Ottaviano comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Mario Iervolino (centrosinistra) dal 22/06/2009 (2º mandato) | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°51′0″N 14°28′39″E / 40.85°N 14.4775°ECoordinate: 40°51′0″N 14°28′39″E / 40.85°N 14.4775°E | ||||
| Altitudine | 220 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 19,85 km² | ||||
| Abitanti | 24 079[1] (31-08-2011) | ||||
| Densità | 1 213,05 ab./km² | ||||
| Frazioni | Giacobbi, Iervolini, Furchi, Raggi, San Gennarello, Zabatta,san Leonardo | ||||
| Comuni confinanti | Boscotrecase, Ercolano, Nola, San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco, Trecase | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 80044 | ||||
| Prefisso | 081 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 063051 | ||||
| Cod. catastale | G190 | ||||
| Targa | NA | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | ottavianesi | ||||
| Patrono | san Michele Arcangelo | ||||
| Giorno festivo | 8 maggio | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Ottaviano (Uttajano in napoletano e in parlata locale, raramente Ottahan in qualche località viciniore) è un comune italiano di 24.074 abitanti della provincia di Napoli in Campania.
Nell'epoca romana e fino a circa l'anno 1000 era chiamata Octavianum. Dall'anno 1000 circa al 1933 il suo nome fu Ottaiano (o anche Ottajano).
È sede del Parco Nazionale del Vesuvio e si fregia del titolo di "Città di Pace".
È anche sede dell'Ufficio del Giudice di Pace.
Ottaviano è stato sempre sede di uffici giudiziari (sia di giudici togati che non togati). Infatti, partendo dal 1817, fu sede del Giudicato del Circondario di Ottajano, sostituito poi nel 1862, in seguito all'annessione del Regno delle Due Sicilie al nuovo regno dei Savoia, dal Giudicato del Mandamento di Ottajano e infine, dal 1870, dalla Pretura fino alla istituzione nel 1991 del suddetto Ufficio del Giudice di Pace.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Situato nella zona vesuviana interna a 23 km da Napoli centro, sorge lungo le pendici orientali del massiccio montuoso vulcanico del Somma-Vesuvio. Nel territorio del comune è ricompreso in larga parte il cratere del Vesuvio.
La sua altezza sul livello del mare varia notevolmente. Infatti va dai 50 m. del quartiere Raggi ai 1.281 m. che è la cima più alta del Vesuvio. La sede municipale è a 210 m. s.l.m.
Il comune si estende su una superficie di 19,85 km2, con due isole amministrative nel comune di Nola, le masserie "Cacciabella" e "Nocerino".
[modifica] Storia
Ottaviano era in epoca romana un borgo di case all'interno di un vastissimo possedimento (praedium Octaviorum) appartenente alla gens Octavia, la famiglia dell’imperatore Augusto.
Il territorio fu teatro di una battaglia tra Lucio Cornelio Silla e l'italico Lucio Cluenzio, avvenuta nel 90 a.C.,, durante la guerra sociale e durante la prima guerra servile, nel 73 a.C., Spartaco vi sconfisse i due pretori, Gaio Clodio e Publio Vatinio inviatigli contro dal Senato.
Il borgo (Octavianum) crebbe di importanza divenendo Municipio. Secondo alcuni storici vi sarebbe morto lo stesso imperatore Augusto, in seguito trasportato a Nola. I resti di epoca romana furono sepolti dalle successive eruzioni del Vesuvio, ma ruderi e tombe sono stati rinvenuti negli scavi in varie parti del paese.
Poco prima dell’anno 1000 Octavianum mutò nome e fu chiamato Ottajano (e questo nome durò fino al 1933 quando nel bimillenario di Ottaviano Augusto il governo di allora modificò il nome in Ottaviano). Nel 1085, ospite del barone locale, vi fu in visita papa Gregorio VII, che vi celebrò la messa in una chiesetta (chiesa del Vaglio) situata presso il castello baronale (oggi palazzo Mediceo). Vari Signori e Baroni ebbero in possesso la città. Nel XIII secolo fu in possesso di Tommaso d'Aquino, nonno di san Tommaso d'Aquino, da cui passò, a varie riprese, alle famiglie degli Orsini e dei Cola. Durante il dominio angioino nel 1304 il borgo fu messo a ferro e fuoco da Carlo di Lagonessa per ordine di Carlo II d'Angiò, a causa dell'uccisione di un funzionario regio ("sovrintendente dei boschi") e della sua scorta da parte dei fratelli Giovanni e Roberto de' Marrone insieme a un gruppo di ottajanesi.
Tra il 1532 e il 1551 fu feudo di Fabrizio Maramaldo, che l'aveva ottenuto per i servigi prestati a Carlo V. Il feudo venne quindi ceduto ai Gonzaga di Molfetta e da questi, nel 1567 a Bernardetto de' Medici, cugino del granduca Cosimo I e fratello del papa Leone XI. Il feudo, prima signoria e quindi principato, rimase in possesso di questa famiglia fino al 1860 e comprendeva anche gli attuali comuni di Terzigno e di San Giuseppe Vesuviano; tra il 1690 e il 1815 il feudo si allargò fino a comprendere anche gli attuali comuni di Sarno, Striano e Poggiomarino dopo che Giuseppe I de' Medici acquistò dai Barberino il ducato di Sarno diventando così Principe di Ottajano e Duca di Sarno. Della famiglia dei de' Medici fece parte Luigi de' Medici, rappresentante del Regno di Napoli presso il Congresso di Vienna.
La città, inoltre, che da sempre ha subito danni dalle eruzioni vesuviane, in modo particolare fu quasi completamente sepolta dalle ceneri delle eruzioni del Vesuvio del 1631, 1779 e 1906. Secondo William Hamilton, durante la prima e la seconda poco ci mancò che Ottaviano "venisse sepolta come Pompei"; e così anche nella terza, come testimoniò Matilde Serao chiamandola la nuova Pompei, la opulenta Ottajano fu quasi completamente distrutta dalla cenere e dal lapillo. Anche il tetto della Chiesa Madre di San Michele Arcangelo crollò per il peso delle ceneri, fortunatamente senza uccidere nessuno. Le opere di ristrutturazione sono state gentilmente offerte dal presidente Felice D'Avino.
[modifica] Luoghi di interesse
- Chiesa Madre di San Michele Arcangelo - Maestoso edificio sacro costruito a pochi metri da una preesistente Chiesa intitolata a San Giacomo il Maggiore, a sua volta costruita sul luogo dove era un tempio romano dedicato a Castore e Polluce. L'attuale Chiesa è stata in parte ricostruita dopo l'eruzione del 1906 e poi restaurata dopo i danni provocati dal terremoto del 1980. Ci sono varie opere di Angelo Mozzillo (sec.XVIII), una Stauroteca contenente autentiche e documentate Reliquie della Santa Croce di nostro Signore Gesù), un tondo raffigurante un San Giovannino attribuito a Guido Reni (sec.XVII), un altro tondo raffigurante l'Estasi di Santa Maria Egiziaca di Carlo Cignani (sec.XVII), il Crocifisso ligneo di Gennaro Francese (1749), tre pregiate statue lignee di San Michele Arcangelo, una piccola lapide marmorea riportante scritta e/o caratteri sinistrorsi ante alfabeto romano non ancora decifrati; sono inoltre presenti altre opere di importanti artisti;
- Chiesa del Santissimo Rosario (opere di Angelo Mozzillo, Andrea Boscoli e Ferraù Fenzoni);
- Statua di San Gennaro Vescovo e Martire, attribuita a Matteo Bottigliero.
- Castello Mediceo - antico castello a difesa del borgo risalente circa all'anno 1000, situato nella parte alta di Ottaviano, fu trasformato in residenza signorile da Bernardetto de' Medici e dalla moglie Giulia de' Medici, che ne fecero affrescare le sale (XVI secolo). Recentemente è stato acquisito al patrimonio del Comune di Ottaviano che ne ha dato il piano terra in comodato d'uso al Parco Nazionale del Vesuvio. Il suddetto Parco Nazionale del Vesuvio, dopo il restauro, ne ha fissato la sua Sede.
- Recenti ritrovamenti archeologici di ville romane sono state rinvenute in varie parti della città e in particolare nelle località dei Seggiari, della Zabatta, della Toppa di San Cristoforo, di Montevergine, del Cantariello, dei Raggi. Queste ville contenevano molti oggetti di uso quotidiano e utensili per il lavoro agricolo. Da poco sono iniziati gli scavi e gli studi degli archeologi per definire la datazione e la funzione di questi siti.
[modifica] Caratteristiche agricole e industriali
Nonostante le numerose eruzioni del Vesuvio di cui è stata vittima, la città è riuscita a mantenere il primato per la produzione vitivinicola e in particolare quella del noto vino Lacryma Christi, già conosciuto all'epoca dei Romani come Vesuvinum Vinum. L'agricoltura si sviluppa anche per la produzione di castagne, susine, mele (comprese le ormai rare "mele limongelle"), albicocche, ciliegie, pesche (comprese le famose pesche gialle chiamate "Percoche") e uva da tavola conosciuta come "catalanesca". Verso la metà dell'800, a fianco alla notevole produzione agricola, alcuni importanti imprenditori impiantarono anche alcune industrie tessili, industrie per la lavorazione del vetro, rinomate distillerie di liquori, e svariate attività artigianali tra cui quelle per impagliare le damigiane.
[modifica] Feste e folklore
- Festa patronale di san Michele Arcangelo, dell'8 maggio. La mattina avviene la tradizionale "Diana", lo sparo di botti che percorre tutto il paese, dalla periferia fino alla chiesa madre, dedicata al santo: al suono dei botti, installati sul ciglio della strada per tutto il percorso, la popolazione si precipita in strada e corre sino alla chiesa, dove si ringrazia e si prega il Santo. Al termine della "Diana" si fa festa con musica delle bande e prodotti tipici nella vicina via Tributa. A mezzogiorno, dopo la supplica alla Madonna di Pompei, la statua del Santo viene portata in processione per tutto il centro storico, si svolge quindi il tradizionale "Volo degli Angeli" (in piazza Annunziata, in piazza Piediterra, in largo Taverna e in piazza san Giovanni). Nel pomeriggio il Santo viene riportato nella chiesa madre dopo un lungo percorso, accompagnato dalla folla e da moltissimi spari di batterie di botti.
- Processione della Croce Santa, del 3 maggio. Vi si svolge la processione che, partendo dalla Chiesa Madre di San Michele, sosta ad un'edicola posta sotto un arco in via Cozzolini, dove era la casa natia dell'ottavianese frate francescano Francesco della Pietra, che di ritorno da Gerusalemme, nel 1659 portò le Reliquie della S.Croce.
- La città di Ottaviano conserva ancora moltissime antiche tradizioni. Di quelle ormai poco in uso si vogliono ricordare le seguenti:
- Per organizzare la festa in onore del Santo Patrono san Michele, i "maestri di festa" dopo essere andati in ogni casa per raccogliere vino offerto dai cittadini, lo rivendevano e i soldi ricavati venivano spesi per i festeggiamenti.
- Era abitudine dei fidanzati regalare alle proprie morose un cetriolo in cui venivano conficcati semi di zucca infornati.
- Durante la festa di san Giuseppe, il 19 marzo, c'era l'usanza di vestirsi con gli abiti estivi anche se il tempo era brutto.
- Per tutta la prima metà del Novecento, i tabaccai lasciavano fuori i loro negozi, in recipienti di latta, delle funi accese. I fumatori si recavano lì per accendere i loro sigari o pipe, diventando clienti del bottegaio.
- Il passaggio da un'economia di tipo rurale ad un'economia a vocazione industriale e commerciale, nonché l'avvento della modernità, ha portato ad una quasi totale scomparsa di molti usi e costumi della civiltà contadina. Nel comune di Ottaviano, ancora sono presenti testimonianze di una delle manifestazioni più note e discusse della tradizione musicale contadina vesuviana e di una vasta area che abbraccia il casertano, l'agro-nocerino, la costiera amalfitana: IL CANTO E BALLO SUL TAMBURO (comunemente definito tammurriata). Questa forma musicale è caratterizzata: dal ritmo binario del tamburo (dal quale trae il nome); il canto (strutturato, per lo più, in versi endecasillabi) e dal ballo in coppia. Famiglie di suonatori sono presenti in località zabatta. Da alcuni anni un gruppo di giovani appassionati, residenti nei comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, sulla scia di alcune campagne di ricerca, effettuate tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degi anni settanta, ha avviato un'attività di ricerca e di raccolta sul campo di tali patrimoni immateriali.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 943 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Ucraina 289 1,20%
[modifica] Distanza dalle principali città
| Avellino | 42 km |
| Bari | 255 km |
| Benevento | 86 km |
| Bologna | 597 km |
| Caserta | 35 km |
| Firenze | 484 km |
| Genova | 726 km |
| Lecce | 402 km |
| Milano | 785 km |
| Palermo | 698 km |
| Pescara | 256 km |
| Potenza | 138 km |
| Reggio di Calabria | 482 km |
| Roma | 240 km |
| Salerno | 38 km |
| Torino | 883 km |
| Venezia | 743 km |
| Trieste | 882 km |
| Napoli | 23 km |
[modifica] Trasporti e mezzi di comunicazione
Ottaviano è servita dalla sola linea ferroviaria della Circumvesuviana Napoli-Ottaviano-Sarno . Fino a pochi anni fa aveva una stazione delle FFSS delle linea Cancello-Torre Annunziata, ma questa linea è stata dismessa. Per quanto riguarda la viabilità, è servita dalla Strada Statale 268 del Vesuvio che la congiunge a Napoli e all'agro nocerino-sarnese e da un raccordo autostradale che la congiunge all'autostrada A30.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Mario Iervolino (centrosinistra) dal 22/06/2009 (2º mandato)
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
[modifica] Voci correlate
- Augusto (imperatore romano)
- Monte Somma
- Parco Nazionale del Vesuvio
- Vesuvio
- Regno di Napoli
- Regno delle Due Sicilie
- Raffaele Cutolo
[modifica] Collegamenti esterni
- Ottaviano (Italia) su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Ottaviano (Italia)")