Ossicini

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La catena degli ossicini formata dal martello (malleus), incudine (incus) e staffa (stapes)

Gli ossicini sono i tre ossi più piccoli del corpo umano. Essi si trovano nell'orecchio medio e servono a trasmettere i suoni dall'aria al fluido contenuto nel labirinto (coclea). L'assenza degli ossicini costituirebbe causa di moderata o severa perdita di udito.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine ossicini risale al 1570 circa e deriva dal latino ossiculum, diminutivo di os "osso" (genitivo: ossis).[1] Il martello prende il nome dal latino malleus ("martello"),[2] l'incudine deriva il suo nome dal latino incus ("incudine") da incudere ovvero "battere con un martello",[3] e la staffa deriva dal latino moderno stapes, probabilmente un'alterazione del tardo latino stapia ovvero "stare in piedi", così chiamata perché l'osso è a forma di staffa - questa è un neologismo del latino moderno: il termine non esisteva nella fase classica della lingua in quanto gli antichi non usavano le staffe.[4]

Anatomia[modifica | modifica sorgente]

Gli ossicini sono, in ordine dal timpano all'orecchio interno (dalla superficie in profondità), il martello, l'incudine e la staffa.

Funzione[modifica | modifica sorgente]

Quando le onde sonore fanno vibrare la membrana timpanica (timpano), questa muove il più vicino degli ossicini, il martello, a cui è collegata. Il martello trasmette le vibrazioni, attraverso l'incudine e la staffa, alla membrana della finestra ovale, l'apertura che conduce al vestibolo dell'orecchio interno.

Ossicini consentono alle vibrazioni del timpano di trasmettersi senza riduzione di forza alla finestra ovale. Tuttavia, la portata dei movimenti degli ossicini è controllata (e regolata) da alcuni muscoli ad essi connessi (il tensore timpanico e lo stapedio). Si ritiene che questi muscoli possano contrarsi per smorzare la vibrazione degli ossicini, in modo da proteggere l'orecchio interno da un eccessivo rumore (teoria 1) e che diano una migliore risoluzione di frequenza a frequenze più elevate, riducendo la trasmissione delle basse frequenze (teoria 2) (vedi riflessi acustici). Questi muscoli sono più sviluppati nei pipistrelli e servono a bloccare in uscita le grida dei pipistrelli durante la ecolocalizzazione (SONAR).

Talvolta le giunzioni tra gli ossicini diventano rigide. Questa condizione, detta otosclerosi, provoca la fusione della staffa con la finestra ovale. Questo condizione riduce l'udito e può essere trattata chirurgicamente.

Sviluppi[modifica | modifica sorgente]

Alcuni studi hanno dimostrato che le ossa dell'orecchio negli embrioni di mammiferi sono attaccati alla dentatura, che fa parte della mascella. Questi sono porzioni ossificate di cartilagine - chiamate cartilagine di Meckel - che sono attaccate alla mandibola. Con lo sviluppo dell'embrione, la cartilagine si indurisce per formare delle ossa. Più tardi nello sviluppo, la struttura ossea si distacca dalla mascella e migra verso la zona dell'orecchio interno. La struttura è conosciuta come orecchio medio ed è composta da incudine, staffa, martello e membrana timpanica. Questi corrispondono alle strutture dell'osso quadrato, prearticolare, articolare e angolare della mascella dei rettili. Per questo motivo, i ricercatori ritengono che i mammiferi e rettili hanno un antenato comune.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Online Etymology Dictionary - ossicle
  2. ^ Online Etymology Dictionary - malleus
  3. ^ Online Etymology Dictionary - incus
  4. ^ Online Etymology Dictionary - stapes
  5. ^ Meng, Jin. "The Journey From Jaw to Ear." Biologist. vol. 50. (2003) p. 154-158.

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