Orthrozanclus reburrus

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Orthrozanclus
Orthrozanclus reburrus E.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa Bilateria
Superphylum Lophotrochozoa
Phylum incertae sedis
Genere Orthrozanclus
Specie O. reburrus
Nomenclatura binomiale
Orthrozanclus reburrus
Conway-Morris & Caron, 2007

L'ortrozanclo (Orthrozanclus reburrus) è un animale estinto dalle incerte affinità, vissuto nel Cambriano medio (circa 505 milioni di anni fa). I suoi resti sono stati scoperti nel ben noto giacimento di Burgess Shales, in Canada.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le dimensioni di questo animale erano davvero minuscole: alcuni esemplari raggiungevano il centimetro di lunghezza, ma altri non superavano i 6 millimetri. Il corpo era piuttosto sottile e di forma ovale, con una superficie dorsale convessa e una parte anteriore vagamente appuntita. La parte ventrale era molle e indifesa, mentre il dorso era pesantemente corazzato: vi era un piccolo scudo verso la parte anteriore, tre zone di placche armate note come scleriti, strettamente accostate l'una all'altra; una fila di queste scleriti circondava l'intero corpo. Infine, una serie di spine lunghissime, che potevano superare in lunghezza il corpo vero e proprio, erano poste attorno al corpo. Le scleriti e le spine non erano mineralizzate, e possedevano cavità interne a sezione circolare. Lo scudo anteriore era convesso e a forma di triangolo arrotondato, e possedeva una sorta di carena in mezzo. Una serie di anelli finemente spaziati fra loro testimoniano una crescita dell'organismo tramite l'aggiunta di materiale lungo i bordi. L'animale, inoltre, potrebbe essere stato metamerico (ovvero strutturato secondo moduli ripetuti). La funzione dello scudo frontale rimane sconosciuta.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Le scleriti dell'ortrozanclo erano molto simili a quelle di un altro organismo presente a Burgess Shales, noto come Wiwaxia. Lo scudo, inoltre, richiamava strutture analoghe presenti in una varietà di organismi del Cambriano, come Halkieria, Ocruranus, Eohalobia e Oikozetetes. Queste somiglianze hanno suggerito che Orthrozanclus potrebbe essere stato una forma intermedia fra Wiwaxia e gli halkieriidi, e che tutti e tre questi taxa fossero parte di un clade noto come Halwaxiida. Intorno a questo gruppo, in ogni caso, ci è un acceso dibattito circa le sue affinità: alcuni ritengono che questi organismi fossero imparentati con i molluschi e con gli anellidi policheti, altri invece pensano che fossero più vicini all'origine dei lofotrocozoi (Lophotrochozoa), un superphylum che conterrebbe anche i brachiopodi e altri gruppi estinti. Altri studiosi, invece, ritengono che Wiwaxia sia imparentata con gli anellidi e Halkieria con i molluschi.

Stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

L'ortrozanclo era probabilmente un animale bentonico, che strisciava lungo il fondale marino alla ricerca di minuscole particelle di cibo. Si presume che questo piccolo animale possedesse una sorta di “piede” muscoloso, non dissimile da quello delle attuali lumache, e che grazie a questo fosse in grado di spostarsi. Le lunghe spine ricurve, inoltre, lo rendevano una difficile preda per i numerosi animali più grandi del periodo, come Opabinia e Yohoia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Butterfield, N.J. (2006). "Hooking some stem-group ‘‘worms’’: fossil lophotrochozoans in the Burgess Shale". Bioessays 28 (12): 1161-6. doi:10.1002/bies.20507. Wiley Online Library Retrieved on 2008-08-06.
  • (EN) N.J., Butterfield (2007-12-18). "Lophotrochozoan roots and stems" in Palaeontological Association Annual Meeting. Budd, G.E.; Streng, M.; Daley, A.C.; Willman, S. Programme with Abstracts: 26-7.
  • (EN) Butterfield, N.J. (May 2008). "An Early Cambrian Radula". Journal of Paleontology 82 (3): 543-554. doi:10.1666/07-066.1.
  • (EN) Caron, J.-B., and Jackson, D.A. (2006). "Taphonomy of the Greater Phyllopod Bed Community, Burgess Shale". Palaios 21: 451-465. doi:10.2110/palo.2003.P05-070R.
  • (EN) Conway Morris, S., and Caron, J-B. (2 March 2007). "Halwaxiids and the Early Evolution of the Lophotrochozoans". Science 315 (5816): 1255–1258. doi:10.1126/science.1137187.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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