Orsini Del Balzo
La casata del Balzo Orsini è una famiglia nobiliare del XIII e XIV secolo nata con il matrimonio tra Roberto Orsini, primogenito di Romanello, e Sveva del Balzo (1300 – 1336), figlia di Ugone, Gran Siniscalco del Regno di Napoli appartenente alla più potente famiglia nobile meridionale, imparentata con la dinastia angioina e quella aragonese.
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[modifica] Stemma della famiglia del Balzo
Inquartato: nel 1° e 4° di rosso alla stella d'argento a 16 raggi, nel 2° e 3° d'oro alla cornetta d'azzurro legata e guarnita di rosso.
[modifica] La famiglia del Balzo - ramo dei Conti di Soleto
- A) Ugone del Balzo (de Baux) (...-1319) giunto in Italia al seguito di Carlo I d'Angiò fu investito ufficialmente conte di Soleto il 1º dicembre 1308 ma era già Signore di Sternatia, Zollino e Soleto dal 1301, Signore di Castellamare e San Pietro in Galatina dal 1304, Gran Siniscalco del Regno di Sicilia (1308), Consigliere e Gran Giustiziere e Tesoriere del Regno di Sicilia (1312) e Luogotenente Generale in Lombardia nel 1313e siniscalco di Asti dove stabilì la sua residenza. Morì nell'assedio di Alessandria del 1319 e per sua espressa volontà fu sepolto nella Chiesa dei Frati Minori di Alessandria in un ricco mausoleo di cui restano solo testimonianze iconografiche.
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- A.1) Raimondo del Balzo, primogenito di Ugone del Balzo (* 1303 c. - Aversa 29 luglio 1375, sepolto nella chiesa di Santa Chiara in Napoli). Signore di Soleto investito nel 1329 e Conte dal 1352, Signore di Sternatia, Zollino e San Pietro in Galatina, Signore di Cutrofiano dal 1319, Signore di Castrignano de' Greci. Ciambellano Regio nel 1332, Capitano e Giustiziere di Capitanata nel 1335, Capitano Generale e Giustiziere di Terra di Lavoro 1335-1337, Maresciallo del Regno di Sicilia 1338-1342 e 1342-1351, Capitano Generale della Puglia nel 1341, Capitano Generale della valle di Benevento nel 1343, Capitano Generale e Giustiziere della Capitanata nel 1347, Capitano a guerra di Napoli nel 1350, Gran Camerlengo del Regno di Sicilia 1352-1375, Governatore di Barletta e Brindisi nel 1355, Capitano Generale in Sicilia nel 1355, Regio Consigliere 1367-1375. Lasciò erede universsale per testamento il nipote Nicola Orsini.
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- A.2) Sveva del Balzo (figlia di Ugone) (1305-1336). Sposa nel 1330 Roberto Orsini conte di Nola.
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- A.3) Beatrice del Balzo (figlia di Ugone), sposa in seconde nozze Francesco della Ratta, conte di Caserta, e muore l'1-3-1336.
[modifica] La famiglia Orsini - ramo dei Conti di Nola
- B) Romano/Romanello Orsini (1268-1327), discendente dalla nobilissima famiglia romana, 2º conte di Nola e Soana dal 1292, Gran giustiziere del regno di Napoli, vicario regio di Roma nel 1326; sposa nel 1293 Anastasia de Montfort, figlia ed erede di Guido conte di Nola e Soana.
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- B.1) Roberto Orsini (primogenito di Romanello) (1295-1345), 3º conte di Nola, Gran giustiziere del regno di Napoli, Ciambellano del Re, Consigliere, Giustiziere della Basilicata; sposa nel 1330 Sveva del Balzo (de Baux) figlia di Ugone del Balzo, conte di Soleto.
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- B.1.1) Giacomo, figlio di Roberto (circa 1340 – 1379), fu nominato cardinale da Papa Gregorio XI nel 1371.
- B.1.2) Nicola, figlio di Roberto (27 agosto 1331 – 14 febbraio 1399), 4º Conte di Nola e di Sovana, ereditò dalla moglie le contee di Ariano e Celano; fu Senatore di Roma e rettore del Patrimonio di San Pietro; ingrandì la potenza della famiglia nel Lazio e in Toscana; continuò con successo la politica matrimoniale dinastica. Dallo zio Raimondo del Balzo ricevette la contea di Soleto, insieme agli altri feudi, con l'obbligo di lasciarli al secondogenito Raimondello ed a condizione che venga premesso il cognome del Balzo a quello Orsini.
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[modifica] Il capostipite dei del Balzo Orsini
- B.1.2.2 Raimondo del Balzo Orsini secondogenito di Nicola, detto Raimondello (1361 – 17 gennaio 1406), premise al proprio il cognome del Balzo per volontà dello zio, Raimondo del Balzo, conte di Soleto. Appoggiò il colpo di stato di Carlo III di Napoli ai danni di Giovanna I d'Angiò, rimanendo in ottimi rapporti col re, ma il suo successore, Ladislao I d'Angiò cambiò atteggiamento cercando di frenare il potere dei suoi feudatari.
[modifica] Possedimenti di Raimondello Orsini
Conte di Soleto (occupata nel 5-1382), Signore di Benevento e Flumeri investito da Papa Urbano IX VIII-1385/V-1401 (feudi confiscati), compra i feudi Acerra e Guardia Lombarda dal Duca Ottone IV di Brunswick-Grubenhagen il VI-1392, 1º Principe di Taranto dal 1399, Signore di San Vitaliano, Brussiano, Sissano, Marigliano, Trentola, Marcianise dal 1399, confiscato di Vico Equense e Marigliano (con Flumeri) nel V-1401 per fellonia; Conte di Lecce, Signore di Otranto, Nardò, Ugento, Gallipoli, Oria, Ostuni, Mottola e Martina Franca dal V-1401 ricevuti in cambio della rinuncia a Benevento e Flumeri con l’aggiunta di 75.000 ducati d’indennità, Signore di Tricase dal IX-1401, Signore di Pozzogrande dal 1405 ottiene in pegno le decime del Regno di Sicilia e la città di Brindisi avendo prestato 50.000 ducati al Papa; Duca di Bari, Signore di Montepeloso, Pomarico, Minervino, Ruvo, Lavello, Accadia, Vallata, Bisaccia, Carbonara.
[modifica] Titoli di Raimondello Orsini
Capitano di guerra di Terra di Lavoro con l'incarico di reprimere il brigantaggio dal IV-1379, Capitano di guerra di Terra di Bari e Terra d'Otranto nel IXX-1382, Capitano Generale del Duca d’Angiò nel 1384, cittadino di Bari dal VII-1384, Gonfaloniere di Santa Romana Chiesa e Protettore del Regno di Sicilia dal VIII-1385 (confermato nel 1392 e 1399 insieme all’investitura sul principato di Taranto), Capitano Generale di Terra d’Otranto dal XII-1399, Regio Ciambellano e Cavaliere dell'Ordine della Nave dal IX-1382; Nobile Romano.
Fu il più ricco feudatario italiano del tempo, le sue entrate superavano quelle di Ladislao I Re di Sicilia.
[modifica] La famiglia del Balzo Orsini
La famiglia del Balzo Orsini si estinse nel giro di sole 2 generazioni non avendo avuto Giannantonio figli maschi così come il fratello Gabriele. La sorella Caterina avrà una figlia, Isabella di Chiaromonte, regina di Napoli in quanto moglie di un figlio naturale del re Alfonso d'Aragona (Ferdinando) a cui succederà sul trono di Napoli. Sarà proprio lui a far uccidere lo zio Giannantonio ad Altamura la notte del 15 novembre 1463.
[modifica] Voci correlate
- Antonello del Balzo di Presenzano, "A l'asar Bauthezar. I del Balzo ed il loro tempo", Napoli 2003.
- del Balzo
- Giovanni Antonio del Balzo Orsini
[modifica] Collegamenti esterni
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