Orologio astronomico di Strasburgo

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Orologio astronomico

Costruito durante il XVI secolo, l'orologio astronomico di Strasburgo è un capolavoro del Rinascimento, all'epoca considerato una delle sette meraviglie della Germania. È situato nella cattedrale di Strasburgo. È stato portato alle forme attuali nel corso di diversi secoli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del secolo XIII con l'invenzione dell'orologio meccanico si produsse un grande cambiamento nel modo di misurare il tempo in precedenza affidato alle clessidre e agli orologi solari. Avvenne allora che molti edifici pubblici furono dotati di grandi orologi meccanici e Strasburgo fu una delle prime città a realizzarne uno costruendo all'interno della cattedrale negli anni fra il 1352 e il 1354 il cosiddetto Orologio dei Re Magi.

Si trattava di una costruzione dotata di una cassa contenente il dispositivo meccanico alta circa dodici metri e di un calendario, un astrolabio e, in alto la statua della Vergine col Bambino davanti al quale s'inginocchiavano ogni ora i Re Magi mentre un carillon suonava e un gallo cantava innalzando le ali. Nel 1547, essendosi l'orologio ormai irrimediabilmente deteriorato, si decise di costruirne uno nuovo anziché cercare di ripararlo. Questa costruzione andò per le lunghe, la cattedrale fu adibita al rito protestante poi a quello cattolico e poi ancora a quello protestante sicché cambiarono i preposti alla chiesa, i lavori iniziarono tardi, furono poi interrotti, lunghi furono i tempi per reperire uomini capaci di fare avanzare il progetto iniziale, finché l'ingranaggio in ferro battuto smise di funzionare definitivamente poco prima della Rivoluzione francese.

Finalmente nel 1838 fu dato l'incarico a Jean Baptiste Schwilgué (1776-1856) di restaurare l'orologio. Il restauro durò fino al 1842, si realizzò così il compito che Schwilgué si era prefisso fin da giovane di far ripartire l'orologio, per cui aveva studiato da autodidatta tutta la vita per acquisire le conoscenze e le capacità necessarie. Formò gli operai in modo che fossero in grado di seguirlo, realizzò le macchine per costruire le parti dell'orologio in modo più preciso possibile e le macchine per intagliare il legno per sbozzare le figure mobili partendo dai modelli in gesso. Avrebbe voluto costruire un orologio ex novo ma la comunità arretrò dinanzi al costo che avrebbe dovuto sostenere e gli affidò soltanto l'incarico del restauro. Questo consentì che non andassero perdute le decorazioni pittoriche rinascimentali della grande cassa.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La struttura dell'orologio è composta dalla cassa alta 18 metri che poggia su un basamento alto più di 4 metri e largo 7,30 metri dal quale s'innalzano anche una scala a chiocciola per accedere alla parte superiore e al quadrante esterno e da una torre entro la quale scorrono i cinque pesi che forniscono la forza motrice dei meccanismi contenuti nella cassa; la ricarica avviene ogni settimana, cioè quanto impiegano i pesi a compiere la discesa. Il tutto è ornato da pitture e sculture in legno.

Dettaglio dell'orologio astronomico

L'indicazione dell'ora è data da un quadrante sul quale le lancette argentate indicano l'ora ufficiale e quelle dorate, in ritardo di circa mezz'ora su quelle argentate, indicano l'ora locale alla quale sono sincronizzate le sonerie dei vari personaggi meccanici: il primo quarto d'ora è scoccato da un putto alato, il secondo da un fanciullo adolescente, il terzo da un adulto e il quarto da un uomo anziano, a simboleggiare le quattro età della vita. Tutti sfilano davanti alla morte (uno scheletro) che ha in una mano una falce e nell'altra un battaglio col quale batte le ore senza mai fermarsi mentre le età, come gli uomini, riposano durante la notte; dopo i rintocchi dell'ora un'altra figura di putto alato rovescia la clessidra che tiene in mano.

Ogni giorno, allo scoccare delle 12.30 mattutine, si mettono in funzione una serie di meccanismi: dopo che è stato proiettato nella cattedrale un filmato della durata di circa 20 minuti che illustra quanto sta per accadere, le statue rappresentanti gli apostoli sfilano davanti al Cristo che, passato l'ultimo apostolo, benedice i visitatori; durante la sfilata degli apostoli un gallo canta per tre volte. Da sempre questo animale ha infatti rappresentato la misura del tempo e, ricordando la rinnegazione del Cristo da parte dell'apostolo Pietro prima che il gallo canti , simboleggia anche la fragilità umana.

I giorni sono rappresentate da statue delle divinità mitologiche, dalla domenica con Apollo e successivamente i vari giorni della settimana rappresentati da Diana, Marte, Mercurio, Giove, Venere, fino al sabato che vede Saturno raffigurato mentre divora i suoi figli e rappresenta il tempo che divora ciò che crea. La freccia tenuta da Apollo ha anche la funzione di indicare sul calendario il giorno attuale. L'anno è descritto da un calendario perpetuo a forma di anello con i mesi, i giorni e i rispettivi santi, le feste fisse e mobili.

Un globo celeste riproduce i movimenti della volta stellata intorno alla terra immobile al centro secondo la visione tolemaica. Ha più di 5000 stelle e gira in un giorno siderale, cioè nel tempo intercorrente fra due passaggi successivi di una stella sullo stesso meridiano, più breve di circa quattro minuti del giorno solare medio. È pure indicato il tempo apparente, o vero tempo solare, dato dal tempo intercorrente fra due passaggi successivi del sole sul meridiano. Due lancette indicano il movimento apparente del sole e quello della luna intorno all'emisfero terrestre settentrionale e indicano quindi con la loro posizione anche le eclissi del sole e della luna.

Il complesso delle pitture, opera dell'artista Tobias Stimmer e del fratello Josias, operanti nel XVI secolo, evoca il tempo sotto i diversi aspetti, cronologico, storico e teologico ma sempre tendendo a dimostrare che l'uomo e l'umanità sono indirizzati verso la fine. Così è evocata la creazione degli uomini mediante la estrazione di Eva da una costola d'Adamo da parte di Dio, che, secondo la tradizione protestante, non è rappresentato direttamente ma è soltanto indicato da una scritta al centro di un globo di fuoco. Il giudizio universale a rappresentare la fine è illustrato in tre scene di contenuto teologico.

Di concezione teologica luterana sono la rappresentazione della Caduta e della Salvezza mediante la Fede e la Grazia. Le quattro stagioni rappresentano le età dell'uomo e il tempo irreversibile della vecchiaia perché dietro all'inverno si scorge la morte con la sua clessidra. Altre pitture rappresentano uomini che hanno illustrato la scienza e le arti. Niccolò Copernico è raffigurato con in mano un ramo di mughetto a significare il fatto che fu un medico, ma non in relazione alla sua teoria astronomica eliocentrica vista dai suoi contemporanei e dall'ideatore dell'orologio soltanto come una geniale ma bizzarra ipotesi, tant'è che il complesso dello strumento abbraccia ancora la teoria geocentrica tolemaica. Il planetario mostra la circolazione dei pianeti visibili e i segni dello zodiaco tracciati sul quadrante permettono di determinare in quale costellazione si trovano i pianeti, le fasi lunari sono determinate dal globo della luna per metà bianco e per metà nero che compie una rotazione completa della durata del mese lunare di 29 giorni e 55 minuti. I moti dei pianeti e della luna sono realizzati con estrema precisione rispetto alla realtà, precisione che stupisce se si pensa che è ottenuta con congegni meccanici di oltre 150 anni fa.

In sintesi l'orologio realizza una completa visione dell'astronomia del Cinquecento oltre che un esempio dell'abilità raggiunta dalla tecnologia meccanica nella metà dell'Ottocento, un bel esempio di arte rinascimentale tedesca e un motivo di riflessione sul mistero del tempo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfred e Theodore Ungerer, L'horloge astronomique de la cathedrale de Strasbourg, Strasburgo, 1922.
  • Henri Bach, Jean Pierre Rieb, Robert Wilhelm, Les trois horloges astronomiques de la cathedrale de Strasbourg, Strasburgo, 1992.
  • Roger Lehni (versione italiana di Fioralba Zardi), L'orologio astronomico della cattedrale di Strasburgo, Saint Ouen, 2002.

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