Ornimegalonyx

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Ornimegalonyx
Stato di conservazione: Fossile
Ornimegalonyx oteroi
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Ordine Strigiformes
Famiglia Strigidae
Genere Ornimegalonyx
Specie O. oteroi
Nomenclatura binomiale
Ornimegalonyx oteroi
Arredondo, 1954

L’Ornimegalonyx, noto anche come gufo gigante di Cuba o gufo corridore, è un gufo vissuto a Cuba tra il Pleistocene e l’Olocene.

Un grande gufo dalle zampe lunghe[modifica | modifica wikitesto]

Alto circa un metro, questo animale è il più grande gufo mai esistito. Le dimensioni delle zampe posteriori, allungatissime, sono il doppio di quelle dell’odierno gufo americano (Bubo virginianus), uno dei più grandi strigiformi attuali. L’allungamento delle zampe posteriori fa supporre che questo gufo fosse un predatore terrestre in grado di correre velocemente per catturare le sue prede. La riduzione delle ali, invece, ha portato gli scienziati a ritenere che queste fossero decisamente inadatte al volo. Il gufo gigante di Cuba probabilmente predava i grandi roditori dell’isola come Capromys e gli strani insettivori dei generi Nesophontes e Solenodon. Lo studioso Oscar Arrendondo, nel 1982, ha descritto quattro diverse specie di Ornimegalonyx, la più nota e grande delle quali è Ornimegalonyx oteroi.

I giganti delle isole[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo di questi uccelli giganti predatori a Cuba è dovuto all’assenza (o quasi) di mammiferi carnivori in grado di esercitare il ruolo di superpredatore. L’unico resto attribuibile a un mammifero carnivoro è un frammento di mascella di canide, denominato Cubacyon transversidens. La presenza di giganteschi uccelli rapaci sulle isole sprovviste di mammiferi predatori è un fenomeno relativamente conosciuto: nel Pleistocene, la Nuova Zelanda era la patria dell’aquila Harpagornis moorei, cacciatrice dei grandi moa, mentre il Madagascar era abitato da Stephanoaetus mahery, più grande dell’assai simile Stephanoaetus coronatus, attualmente vivente in Africa. Da ricordare anche un caso italiano: quando il Gargano era un'isola, nel Pliocene, vi vivevano l’aquila gigante Garganoaetus freudenthali e il grande barbagianni Tyto gigantea.

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