Ormisda IV

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Moneta di Ormisda IV, rinvenuta a Karakhodja, Asia Centrale cinese

Ormisda IV, figlio di Cosroe I (... – 590), fu il 21° Re di Persia, regnante dal 579 al 590.

Sembra essere stato imperioso e violento, ma non senza cuore. Alcune storie molto caratteristiche riguardanti questo sovrano sono state narrate da Tabari (Theodor Nöldeke, Geschichte der Perser und Araber unter den Sasaniden, 264 ff.). Ormisda IV protesse la gente comune e introdusse una severa disciplina nel suo esercito e nella sua corte. Quando i sacerdoti chiedevano la persecuzione dei Cristiani, egli rifiutava di farlo in quanto era convinto che il trono e il governo sarebbero stati più stabili se ci fosse stata tolleranza religiosa. Di conseguenza Ormisda IV si fece molti nemici nelle classi dominanti, il che portò a molte esecuzioni e confische.

Quando Ormisda IV salì al potere nel 579, uccise i suoi fratelli. Da suo padre aveva ereditato una guerra contro l'Impero bizantino a Occidente e contro i Göktürk a Oriente, e le negoziazioni di pace con l'imperatore d'Oriente Tiberio II erano appena iniziate, ma Ormisda IV si rifiutò di cedere nessuna delle conquiste del padre e la guerra continuò. Di conseguenza le fonti bizantine che parlano di lui come Teofilatto Simocatta (iii.16 ff), Menandro Protettore e Giovanni di Efeso (vi.22), che danno un completo resoconto di queste negoziazioni, sono lontane dall’essere favorevoli a lui.

Determinato a dare una lezione a Ormisda, il generale romano/bizantino Maurizio attraversò la frontiera e invase il Kurdistan. L'anno successivo, decise di penetrare in Media e nella Mesopotamia meridionale ma il ghassanide al-Mundhir tradì la causa bizantina informando Ormisda IV dei piani di Maurizio. Maurizio venne costretto a ritirarsi ma durante la sua ritirata verso la frontiera romana, sconfisse in una battaglia il generale sasanide Adarman.

Nel 582, il generale persiano Tamchosro attraversò la frontiera persiano-romana e attaccò Constantina, ma venne sconfitto e ucciso. Tuttavia, le declinanti condizioni fisiche dell'imperatore romano/bizantino Tiberio costrinsero Maurizio a ritornare a Costantinopoli immediatamente. Nel frattempo Giovanni Mystacon, che aveva sostituito Maurizio, attaccò i Persiani ma venne sconfitto e costretto alla ritirata. Un'altra sconfitta portò alla sua sostituzione con Filippico.

Filippico trascorse gli anni 584 e 585 effettuando profonde incursioni in territorio sasanide.[1] I Persiani si vendicarono attaccando Monocartium e Martiropoli nel 585. Filippico li sconfisse a Solachon nel 586 e assediò la fortezza di Chlomoron. Dopo un assedio fallito, Filippico si ritirò e oppose resistenza ad Amida. Ben presto, tuttavia, venne rimpiazzato da Eraclio il Vecchio nel 587.

Nell'anno 588, le truppe romane si ammutinarono e avvantaggiandosi di tale ammutinamento, le truppe persiane attaccarono di nuovo Constantia venendo però respinte. I Romani si vendicarono con una ugualmente fallita invasione dell’Arzanene, e sconfissero un'ulteriore offensiva sasanide a Martiropoli.

Nel 589, i Persiani attaccarono Martiropoli e la espugnarono dopo aver sconfitto per ben due volte Filippico. Filippico venne richiamato e sostituito da Comenziolo, che sconfisse i Persiani a Sisauranon. Nel frattempo in Persia circolava la notizia di un'invasione turca.

I Turchi avevano occupato Balkh e Herat e stavano penetrando nel cuore della Persia quando Ormisda IV finalmente inviò un contingente sotto il comando del generale Bahram per ricacciarli oltre i confini dell’impero. Bahram marciò su Balkh e sconfisse i Turchi uccidendo il loro Khan e catturando suo figlio.

Dopo aver sventato la minaccia turca, Bahram venne inviato da Ormisda a combattere i Romani a Occidente. Ottenne alcuni successi iniziali, ma poi venne sconfitto dal generale romano-bizantino Romano presso il fiume Arasse. Ormisda, geloso della crescente fama di Bahram, decise di umiliarlo e gli inviò degli indumenti femminili da indossare. Bahram replicò inviandogli una lettera estremamente offensiva. Ormisda, furioso per la lettera ricevuta, inviò dei soldati a arrestare Bahram ma essi decisero di schierarsi dalla parte di Bahram. A questo punto Bahram decise di formare un grosso esercito ribelle in modo da deporre l’insolente monarca e da salire sul trono di Persia.

Nel frattempo, il comportamento di Ormisda era diventato così insopportabile che suo figlio, Cosroe si ribellò al padre. Con una guerra civile scoppiata nel suo regno, Ormisda non resse il trono per molto. I magnati deposero e accecarono Ormisda IV e proclamarono suo figlio Cosroe II re. Le fonti sono discordi sul modo in cui venne ucciso Ormisda: Teofilatto sostiene (iv.7) che Cosroe lo uccise alcuni giorni dopo l’accecamento; lo storico e vescovo armeno Sebeos (Storia, Ch.10.75) sostiene invece che furono i cortigiani di Ormisda a ucciderlo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Iorwerth Eiddon Stephen Edwards, The Cambridge Ancient History, Cambridge University Press, 1970, p. 102, ISBN 0521325919.
Predecessore
Cosroe I
Grande Re (Shah) di Persia
579 –590
Successore
Cosroe II

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