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Organizzazione dei nazionalisti ucraini

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Organizzazione dei nazionalisti ucraini
Orhanizatsiya Ukrayins'kykh Nationalistiv (ОUN)
Органiзацiя Украïнських Нацiоналiстiв (ОУН)
Emblema dell'OUN-M
Emblema dell'OUN-M
Emblema dell'OUN-B
Emblema dell'OUN-B
Leader Yevhen Konovalets
Stato Ucraina Ucraina
Fondazione 1929
Ideologia Economia pianificata
Iscritti 300.000[1] (1944)
Colori rosso, nero
Sito web http://kmoun.info/ (UK)

L'Organizzazione dei nazionalisti ucraini o OUN (in ucraino: Органiзацiя Украïнських Нацiоналiстiв, Orhanizatsiya Ukrayins'kykh Nationalistiv o ОУН) fu un partito politico nazionalista fondato nel 1929 da esuli ucraini anticomunisti e anti-russi nella città di Vienna. L'OUN emerse come un'unione tra l'Organizzazione militare ucraina, gruppi minori della destra radicale e nazionalisti e intellettuali ucraini di destra rappresentati da Dmytro Dontsov, Yevhen Konovalets, Mykola Stsyborsky e altre figure.[2][nb 1]

L'OUN cercò di infiltrare i partiti politici legali, le università e altre strutture e istituzioni politiche. In quanto formata da nazionalisti ultrarivoluzionari l'OUN è stata caratterizzata da alcuni storici come fascista.[2][3][nb 2] La strategia dell'OUN per raggiungere l'indipendenza ucraina includeva la violenza e il terrorismo contro i nemici interni e stranieri percepiti, in particolare la Polonia, la Cecoslovacchia e la Russia, che controllavano il territorio abitato da Ucraini etnici.[2] Uno degli obiettivi dichiarati dell'OUN era proteggere la popolazione ucraina dalla repressione e fondare uno stato ucraino.

Nel 1940, l'OUN si spaccò in due parti. I membri più vecchi, più moderati, sostenevano Andriy Melnyk (OUN-M), mentre i membri più giovani e radicali sostenevano Stepan Bandera (OUN-B). L'OUN-B dichiarò uno stato ucraino indipendente nel giugno 1941, mentre la regione era sotto il controllo della Germania nazista.[3] In risposta, la dirigenza dell'OUN fu soppressa dalle autorità nazista. Nell'ottobre 1942 l'OUN-B fondò l'Esercito insurrezionale ucraino (UPA).

Nel 1943 le unità militari dell'UPA portarono a termin pulizie etniche su larga scala contro le popolazioni polacche ed ebraiche.[3] Gli storici stimano che 60.000-100.000 civili polacchi furono massacrati in Volinia e Galizia Orientale.[4][5][6]

Dopo la guerra, l'UPA combatté contro le forze di occupazione sovietiche e polacche. Durante l'Operazione Vistola nel 1947, il governo polacco deportò 140.000 civili ucraini al fine di eliminare la base di sostegno per l'UPA.[7] Nella lotta le forze sovietiche uccisero, arrestarono o deportarono oltre 500.000 civili ucraini. Molti di quelli presi di mira dai Sovietici includevano membri dell'UPA, le loro famiglie e i loro sostenitori.[3][nb 3]

Durante la Guerra fredda, l'OUN fu segretamente sostenuta dalle agenzie di spionaggio occidentali, compresa la CIA.[8]

Ci sono numerose organizzazioni politiche ucraine di estrema destra che asseriscono di essere eredi delle tradizioni politiche dell'OUN, comprese l'Unione Pan-Ucraina "Libertà", l'Assemblea Nazionale Ucraina e il Congresso dei Nazionalisti Ucraini.[3][nb 4][9] Il ruolo dell'OUN rimane contestato nella storiografia, in quanto questi tardi eredi politici svilupparono una letteratura che negava l'eredità politica fascista dell'organizzazione e la collaborazione con la Germania nazista, mentre celebrava le Waffen - SS Galizien.[3][nb 5][10] D'altro canto, alcuni studiosi sostengono che gli aspetti di estrema destra dei moderni discendenti dell'OUN sono enfatizzati dagli avversari politici per fini elettorali.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Shekhovtsov scrive: «Nel 1926, Dontsov pubblicò il suo magnum opus, Nazionalismo, nel quale esponeva l'ideologia del nazionalismo ucraino (Dontsov 1926). Pur riferendosi frequentemente a opere di pensatori quali Friedrich Nietzsche, Georges Sorel e Charles Maurras, Dontsov nondimeno riuscì a creare una dottrina fascista indigena, nella quale il pensiero ultranazionalista rivoluzionario europeo fu introdotto nel contesto ucraino. In seguito alla pubblicazione di Nazionalismo, Dontsov si diede da fare per volgere ulteriormente le organizzazioni socio-politiche nazionaliste dell'Ucraina occidentale in una direzione fascista e tradusse personalmente la Dottrina del Fascismo di Mussolini in ucraino, oltre ad alcuni capitoli dal Mein Kampf di Adolf Hitler. Dontsov pubblicò anche numerosi opuscoli che presentavano biografie dei suddetti capi fascisti. Il bisogno di combinare funzioni politiche con attività sovversive e militari contro la Polonia, la Romania e la Cecoslovacchia (che occupavano i territori ucraini occidentali) ebbe come risultato l'integrazione dell'UVO e di gruppi minori della destra radicale nella illegale Orhanizatsiya ukrayins’kykh natsionalistiv (Organizzazione dei nazionalisti ucraini, OUN) nel 1929. Yevhen Konovalets divenne il principale leader dell'OUN, 'un movimento spirituale e politico nato dalla natura interiore della Nazione ucraina nel momento della sua intensa lotta per i fondamenti e gli obiettivi dell'esistenza creativa'. In termini di dottrina, l'OUN fu debitore delle opere di Dmytro Dontsov (che, tuttavia, non si unì mai all'organizzazione), nonché ad alcuni ideologi all'interno dell'OUN, in particolare Mykola Stsibors’kyi, Volodymyr Martynets e Yuliyan Vassyyan. Prendendo in considerazione il consenso emergente per gli "studi fascisti", che riflette la crescente accettazione accademica della generica interpretazione del fascismo come forma di ultranazionalismo rivoluzionario, l'ideologia dell'OUN può essere considerata fascista. Sebbene l'OUN prestasse molta attenzione al lato ideologico della sua lotta e si sforzasse di infiltrare i partiti politici legali, le università e le altre strutture, essa proseguiva le attività terroristiche, che erano precedentemente associate con l'UVO. Tra le uccisioni condotte dall'OUN vi furono gli assassini di Aleksei Mailov, l'addetto al consolato sovietico di Leopoli nel 1933, di Ivan Babii, ucciso per errore, il rispettato direttore del Ginnasio ucraino di Lepoli nel 1934, e del notorio Bronisław Pieracki, il Ministro dell'interno polacco nel 1934, un bigotto antiucraino dichiarato e un supremazista polacco.»[2]
  2. ^ Rudling scrive: «Fortemente orientata verso le potenze dell'asse, l'OUN era impegnata nella purezza etnica. Il fondatore dell'OUN Evhen Konovalets' (1891–1938) affermò che il suo movimento stava "muovendo guerra contro i matrimoni misti" con i Polacchi, i Russi e gli Ebrei, gli ultimi dei quali egli descriveva come “nemici della nostra rinascita nazionale" (Carynnyk, 2011, p. 315). Dopo che Konovalets' stesso fu assassinato dalla polizia segreta sovietica, nel 1938, il movimento si spaccò in due ali, i seguaci di Andrii Melnyk (1890–1964) e quelli di Stepan Bandera (1909–1959), noti rispettivamente come Melnykiti, OUN(m), e Banderiti, OUN(b). Entrambe le ali si impegnarono entusiasticamente nella nuova Europa fascista.»[3]
  3. ^ Rudling scrive: «Dopo la guerra, l'UPA continuò una lotta senza speranza contro le autorità sovietiche fino al 1953, nella quale esse uccisero 20.000 Ucraini. Le autorità uccisero 153.000 persone, ne arrestarono 134.000 e deportarono 203.000 membri dell'UPA, simpatizzanti e loro famiglie (Siemaszko, 2010, p. 93; Motyka, 2006, p. 649).»[3]
  4. ^ Rudling scrive: «Dopo il 1991, l'OUN affrontò considerevoli difficoltà a reinsediarsi nell'Ucraina indipendente. Essa si spaccò fra il Congresso dei Nazionalisti Ucraini (KUN) in Ucraina e l'OUN(b) emigrata, guidata da emigrati di seconda generazione in Germania e Australia. Oggi, non meno di quattro organizzazioni asseriscono di essere eredi di Stepan Bandera — il KUN e l'OUN(b) emigrata, il "Tryzub imeni Bandery" clandestino (“Trident”), e la VO Svoboda (Kuzio, 2011). Quest'ultima fu fondata inizialmente a Leopoli nel 1991 come Partito Social-Nazionale dell'Ucraina attraverso la fusione di un numero di organizzazioni ultranazionaliste e di confraternite studentesche. La sua ideologia era ispirata all'ideologia di Stets'ko delle "due rivoluzioni", una nazionale e una sociale. Come simbolo del partito, essa scelse un'immagine speculare del cosiddetto Wolfsangel, o uncino del lupo, che era usato da varie divisioni delle SS e, dopo la guerra, da organizzazioni neonaziste. Essa organizzò una guardia paramilitare e reclutò nei suoi ranghi teste rasate e teppisti del calcio. Il suo richiamo sugli elettori ucraini fu limitato.[3]
  5. ^ Rudling scrive: «Le fazioni dell'OUN erano in disaccordo sulla strategia e sull'ideologia ma condividevano un impegno nella fabbricazione di un passato storico basato sulla vittimizzazione e sull'eroismo. Gli emigrati svilupparono un'intera letteratura che negava il fascismo dellOUN, la sua collaborazione con la Germania nazista e la sua partecipazione alle atrocità, presentando invece l'organizzazione come composta di democratici e pluralisti che avevano salvato gli Ebrei durante l'Olocausto. La narrazione della diaspora era contraddittoria, combinando le celebrazioni delle presunta lotta resistenza antinazista dell'OUN-UPA con quelle delle Waffen - SS Galizien, una formazione collaborazionista ucraina fondata da Heinrich Himmler nel 1943 (Rudling, 2011a, 2011c, 2012a).»[3]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Dr Georges Digas przekazał zebranym interesujące informacje na temat pracy aparatu sprawiedliwości w ZSRR, który zajmował się OUN-UPA po 1944 roku. Według danych oficjalnych, pod wpływem OUN pozostawało podczas wojny ok. 300 tys. Ukraińców, z czego w walkach z NKWD i Armią Czerwoną (do 1950 r.) zginęło 120 tys., 60 tys. uciekło na Zachód, a ok. 80 tys. wywieziono na Syberię." in: Konferencja "Polska-Ukraina: przyjaźń i partnerstwo; OUN-UPA: hańba i potępienie" (17 maja 2008). po. cit. Nie ma zgody na kłamstwo
  2. ^ a b c d Anton Shekhovtsov, The Creeping Resurgence of the Ukrainian Radical Right? The Case of the Freedom Party in Europe-Asia Studies, vol. 63, nº 2, marzo 2011, pp. 207–210, DOI:10.1080/09668136.2011.547696. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  3. ^ a b c d e f g h i j k Per Anders Rudling, The Return of the Ukrainian Far Right: The Case of VO Svoboda in Wodak e Richardson (a cura di), Analysing Fascist Discourse: European Fascism in Talk and Text, New York, Routledge, 2013, pp. 229–35. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  4. ^ Niall Ferguson, The War of the World, Penguin Press, New York, 2006, p. 455.
  5. ^ Grzegorz Motyka, W kręgu Łun w Bieszczadach, 2009, p. 13.
  6. ^ "The tragic massacre in Volyn remembered", The Economist, 15 luglio 2013.
  7. ^ "Poland's president expresses regret over 1947 Akcja Wisla", The Ukrainian Weekly, 28 aprile 2002.
  8. ^ Per Anders Rudling, The Return of the Ukrainian Far Right: The Case of VO Svoboda in Wodak e Richardson (a cura di), Analysing Fascist Discourse: European Fascism in Talk and Text, New York, Routledge, 2013, pp. 229–35. URL consultato il 13 febbraio 2014.
    «Durante la Guerra fredda, lo spionaggio statunitense, tedesco occidentale e britannico utilizzarono varie fazioni dell'OUN nella guerra ideologica e in azioni segrete contro l'Unione Sovietica (Breitman e Goda, 2010, pp. 73– 98; Breitman, Goda, Naftali e Wolfe, 2005). Finanziati dalla CIA, che sponsorizzò l'immigrazione di Lebed negli Stati Uniti e lo protesse dal processo penale per crimini di guerra, gli attivisti dell'OUN(z) formarono il nucleo della Proloh Research and Publishing Association, un editore semiaccademico pro-nazionalista».
  9. ^ Andreas Umland e Anton Shekhovstsov, Ultraright Party Politics in Post-Soviet Ukraine and the Puzzle of the Electoral Marginalism of Ukraine Ultranationalists in 1994-2009. in Russian Politics and Law, vol. 51, nº 5, 2013, pp. 33–58, DOI:10.2753/rup1061-1940510502.
    «Nel 1990, uno dei più noti partiti nazionalisti —l'Assemblea Nazionale Ucraina (UNA), guidata da Dmytro Korchyns’kyi — fu fondato a Leopoli… Nella stessa Leopoli, l'UNA-UNSD divenne un fenomeno mediatico, anche grazie alla sua deliberata provocazione diretta contro le forze di sinistra e pro-russe e ai suoi frequenti scontri con la polizia. Ma l'UNA ebbe poco successo politico… Il secondo partito più noto di ultradestra a emergere all'inizio degli anni 1990 fu il Congresso dei Nazionalisti Ucraini (CUN )— un erede diretto dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Bandera) (OUN-B), che Stepan Bandera guidò nel 1940 dopo una spaccatura nell'OUN originale. La continuità tra l'OUN-B e il CUN fu assicurata dal ritorno dall'emigrazione di Iaroslava Stets'ko, ex membro dell'OUN-B e vedova di Iaroslav Stets’ko, uno dei capi dell'OUN-B e dell'Esercito Insurrezionale Ucraino».
  10. ^ Per Anders Rudling, They Defended Ukraine: The 14 Waffen-Granadier-Division der SS (Galizische Nr. 1) Revisited in Slavic Military Studies, vol. 25, 2013, p. 231. URL consultato il 13 febbraio 2014.
    «Mentre il successore di Yushchenko Viktor Yanukovych ha revocato lo status di eroe di Bandera e Shukhevych e ha in gran parte posto fine al culto di stato degli ultranazionalisti, in Ucraina Occidentale, l'apologetica per le Waffen-SS Galizien sta entrando nella visione più tradizionale. Il 28 aprile 2011, 68º anniversario della fondazione delle Waffen-SS Galizien, i neofascisti 'nazionalisti autonomi', insieme al partito di estrema destra Svoboda, che domina la giunta municipale di Leopoli, organizzarono una marcia attraverso la città. Guidati dall'ideologo di Svoboda Iurii Mykhal’chyshyn del consiglio municipale di Leopoli, i quasi 700 partecipanti (2.000 secondo gli organizzatori), portando bandiere con simboli neonazisti, marciarono lungo le strade di Leopoli, gridando slogan come 'Halychyna — divisione di eroi!', e ’Una sola razza, una sola nazione, una sola Patria! Svoboda, che domina il consiglio comunale di Leopoli, decorò,la città con cartelloni con il simbolo dell'unità, accompagnato dai testi 'il tesoro della nazione' e 'difesero l'Ucraina'.»».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Антонюк Ярослав Діяльність СБ ОУН на Волині. –Луцьк : «Волинська книга», 2007. – 176 с.
  • Антонюк Ярослав Діяльність СБ ОУН(б) на Волині таЗахідному Поліссі (1946 – 1951 рр.) : Монографія. – Луцьк:«Надстир’я-Ключі», 2013. – 228 с.
  • Andrew Wilson, The Ukrainians: Unexpected Nation, New Haven: Yale University Press, 2000, ISBN 0-300-08355-6.
  • Orest Subtelny, Ukraine: A History, Toronto: University of Toronto Press, 1988, ISBN 0-8020-5808-6.
  • Paul Robert Magocsi, Morality and Reality: the Life and Times of Andrei Sheptytskyi, Edmonton Alberta: Canadian Institute of Ukrainian Studies, University of Alberta, 1989, ISBN 0-920862-68-3.
  • Grzegorz Motyka, Służby bezpieczeństwa Polski i Czechosłowacji wobec Ukraińców (1945–1989), Instytut Pamięci Narodowej, Varsavia 2005, ISBN 83-89078-86-4.
  • Grzegorz Motyka, Tak było w Bieszczadach. Walki polsko-ukraińskie 1943–1948, Instytut Pamięci Narodowej, Varsavia 1998, ISBN 83-7233-065-4.
  • Wiktor Poliszczuk, Legal and political assessment of the OUN and UPA, Toronto, 1997, ISBN 0-9699444-4-6.
  • Władysław Siemaszko, Ewa Siemaszko "Ludobójstwo dokonane przez nacjonalistów ukraińskich na ludności polskiej Wołynia 1939–1945, by Kancelaria Prezydenta Rzeczpospolitej Polskiej, Varsavia 2000, tom I i II, 1433 pages, photos, queles, ISBN 83-87689-34-3.
  • Jonathan Levy, The Intermarium: Wilson, Madison, & East Central European Federalism, Dissertation.Com, 2007, ISBN 978-1581123692.

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