Ordine Nuovo (movimento)
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| « Chi viene al nostro fianco avrà un'altra sensazione che è propria del combattente quando a piè fermo attende l'istante per balzare dalla trincea e gettarsi nella mischia per colpire, colpire, colpire » | |
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(brano delle tesi programmatiche, tratto dal giornale del movimento Ordine Nuovo)
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Con Ordine Nuovo si individuano due organizzazioni, Il Centro Studi Ordine Nuovo un movimento di destra di fondato nel 1956 da Pino Rauti, esponente del MSI, in seguito alle fratture createsi in seno al congresso di Viareggio nel 1954, e il Movimento Politico Ordine Nuovo, nato nel 1969 e guidato da Clemente Graziani e Pierluigi Concutelli, che fu organizzazione terroristica di estrema destra.
Il MPON è stato sciolto nel 1973, dal ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani, con l'accusa di ricostituzione del disciolto partito fascista.
Indice |
[modifica] Struttura
Il Centro Studi Ordine Nuovo aprì la sua sede nazionale a Roma in via di Pietra, successivamente si trasferì in via degli Scipioni 268.
Il primo “gruppo storico” era costituito da Pino Rauti, Clemente Graziani, Paolo Andriani, Rutilio Sermonti, Bruno Acquaviva, Piero Vassallo, Silvio Adorni, Riccardo e Gastone Romani, Silvio Vitale, Nino Capotondi, Alfio Tagliavia, Stefano Mangiante, Gabriele Troilo, Antonio Lombardo.
In seguito aderirono anche Paolo Signorelli, Giulio Maceratini, Gino Ragno, Marcello Perina, e Adriano Romualdi (proveniente dalla Giovane Italia).
[modifica] Storia
[modifica] Origini
La nascita di Ordine Nuovo va ricercata nella conferma a segretario del Movimento Sociale Italiano di Arturo Michelini, propugnatore di una visione tesa ad alleanze politiche con il Partito Nazionale Monarchico se non addirittura con la Democrazia Cristiana.
In quell'occasione si verifica la spaccatura della corrente spiritualista ed evoliana, la "destra interna" al partito.
Mentre una parte di dirigenti del Msi, guidata da Enzo Erra diede il suo appoggio a Michelini la frazione più intransigente guidata da Pino Rauti, Lello Graziani e Sergio Baldassini, definendo inammissibile tale compromesso che allontanava dai primordi dei principi aristocratici, fondano il movimento, spiritualista, idealista ed intransigente, nella capitale, pur rimanendo all'interno dell'MSI.
[modifica] Uscita dal MSI
La rottura vera e propria che sancì la definitiva uscita degli ordinovisti dall'MSI si verificò al congresso di Milano nel novembre del 1956.
Fu ancora l'elezione di Michelini, (questa volta ampiamente contestata) che si alleò con la "sinistra" di Giorgio Almirante, la scintilla che fece esplodere la diaspora dei rautiani.
Il leader Pino Rauti, deluso dalla situazione ed amareggiato dalla ormai evidente deriva centrista del partito, decise di allontanarsi dalle scene politiche effettive, trasformando la corrente in Centro Studi Ordine Nuovo, apparato di analisi e di approfondimento.
[modifica] Il Kali Yuga
La trasformazione in Centro Studi costituiva un'applicazione letterale delle tesi di Julius Evola, che propugnavano un atteggiamento di sdegnoso rifiuto della società contemporanea, corrotta e materialista, ritirandosi nella torre d'avorio degli studi e della meditazione in attesa della fine del Kali Yuga, termine questo preso dalla tradizione indiana, che indica un periodo di crisi dei valori tradizionali: appunto quello in cui il mondo si troverebbe a vivere nell'età contemporanea. È questa la teoria della non politica o apolitica.
A questa impostazione si deve la scelta, attuata a partire dalle elezioni politiche del 1958, di disinteressarsi totalmente delle consultazioni elettorali.
[modifica] Il rientro nell'Msi
Con l'arrivo alla segreteria del Msi nel 1969 di Giorgio Almirante, Rauti e un gruppo di dirigenti rientrò nel partito. Chi non volle rientrare fondò il "Movimento Politico Ordine Nuovo" con alla guida Clemente Graziani.
Tre ordinovisti entrano nella direzione nazionale del Msi (Pino Rauti, Giulio Maceratini, Paolo Andriani) mentre altri 11 vengono cooptati nel comitato centrale (tra gli altri Rutilio Sermonti, Gastone Romani, Generoso Simeone, Marcello Perina, Romano Cortellacci e Paolo Signorelli). Poco prima di rientrare nel partito, Rauti aveva scritto sul periodico "Ordine Nuovo" che «una vera avanguardia rivoluzionaria non può stare a guardare, arroccata sulle sue posizioni. La dispersione delle forze sarebbe un lusso letale». Si pone «la necessità vitale di inserirsi dalla finestra del sistema, da cui eravamo usciti dalla porta, per poter usufruire delle difese che il sistema offre attraverso il Parlamento. E quale poteva essere lo strumento di quest’inserimento se non il MSI?[1]»
[modifica] Il Movimento Politico Ordine Nuovo
I militanti contrari al rientro nel Msi, considerato un partito asservito alla borghesia e all'imperialismo statunitense, il 21 dicembre 1969 danno così vita al Movimento Politico Ordine Nuovo [2]. Oltre a Graziani che ne diviene segretario nazionale, aderiscono Roberto Besutti, Mario Tedeschi, Antonio Ragusa (a cui è dedicata la sezione messinese di Forza Nuova di cui fu segretario provinciale [3], Bruno Esposito, Roberto Gabellini, Sandro Saccucci (che successivamente rientrerà nell Msi) Pierluigi Concutelli e Elio Massagrande.
Il primo congresso nazionale si tenne a Lucca nell'ottobre 1970. A livello organizzativo, il nuovo movimento avvia i corsi di formazione quadri. I corsi per la formazione ideologica duravano due mesi e erano suddivisi in otto sezioni: rivoluzione tradizionale e sovversione, le due razze, impeto della vera cultura, orientamenti, la guerra santa, la contrapposizione di Oriente ed Occidente, rivolta contro il mondo moderno, la plutocrazia come forza sovversiva.
Opere consigliate: quelle di Julius Evola e René Guénon.
Quanto alla formazione politica, i corsi duravano sempre due mesi e erano suddivisi in cinque sezioni: la guerra rivoluzionaria, le tecniche della guerra rivoluzionaria, la propoganda, l'organizzazione e la scelta dei temi di lotta.
Volumi consigliati: la guerra rivoluzionaria di Clemente Graziani, Tecniche della guerra rivoluzionaria di Guido Giannettini e Mein kampf di Adolf Hitler[4].
Si tratta di una organizzazione che in appena quattro anni di attività (sarà sciolta dal ministro dell'interno alla fine del 1973) rappresenterà il gruppo extraparlamentare di destra più noto ed importante del periodo.
Il riferimento esplicito ad Evola, la linea oscillante del Msi di Almirante, la latitanza "forzata" di Stefano Delle Chiaie (che farà perdere per un po' consensi giovanili ad Avanguardia Nazionale), il carisma di Clemente Graziani: tutti elementi che porteranno per un paio di anni molti giovani neofascisti a schierarsi con il MPON.
La linea politica del movimento è quella tradizionale, pur con alcune innovazioni, dovute all'enorme presa che la Cina di Mao esercita non solo tra i giovani comunisti, ed anche certe suggestioni nazimaoiste e frediane.
[modifica] Scioglimento per decreto
Il 21 novembre 1973 trenta dirigenti vengono condannati per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista e viene decretato lo scioglimento dell'organizzazione. In precedenza, il 6 giugno dello stesso anno, era cominciato a Roma il processo contro 30 appartenenti al ON. Nei confronti di tutti gli imputati era stata rubricata la violazione degli articoli 1,2,3,7 della legge Scelba sulla ricostituzione del disciolto Partito Fascista. Il processo si concluse con trenta condanne, a pene variabili da cinque anni e tre mesi a sei mesi di reclusione.
Se in quel momento appare un tentativo di reprimere la violenza, con il passare degli anni si vedrà come lo scioglimento di Ordine Nuovo (come quello di Avanguardia Nazionale, tre anni più tardi) lascerà allo sbando decine di giovanissimi estremisti che senza più controllo politico e umano daranno vita a gruppi terroristici a destra [5].
Intanto Clemente Graziani, insieme ad Elio Massagrande, riparerà in esilio per evitare l'arresto. Peregrinerà dalla Grecia alla Francia, dall' Inghilterra alla Bolivia, fino ad approdare in Paraguay dove si è spento nel 1996.
[modifica] Simbologia
Ordine Nuovo scelse come proprio simbolo l'ascia bipenne all'interno di un cerchio bianco su sfondo rosso, e come proprio motto il motto delle SS: "Il mio onore si chiama fedeltà".
La canzone La vandeana, una antica ballata controrivoluzionaria, il cui ritornello è "Spade della Vandea, falci (o asce) della boscaglia, baroni e contadini siam pronti alla battaglia" diventerà l'inno di Ordine Nuovo in piena coerenza con l'insegnamento evoliano di difesa della Francia monarchica e pregiacobina.
L'organizzazione ha annoverato tra le sue fila anche Giovanni Ventura e Franco Freda (accusati della Strage di piazza Fontana, processo in cui in un primo momento venne indagato lo stesso Rauti) e Stefano Delle Chiaie (in seguito distaccatosi per fondare Avanguardia Nazionale).
[modifica] Spontaneismo di destra
IL MPON è stata una formazione politica ambigua, con aderenti e militanti a volte vicini, se non complici, allo spontaneismo armato di estrema destra, e sospettata di aver avuto un ruolo in quella che viene chiamata la "strategia della tensione"[senza fonte].
Numerosi suoi affiliati sono stati indagati in seguito per terrorismo: Giovanni Ventura, Franco Freda e Delfo Zorzi (che nel 1990 confesserà di esser stato l'esecutore materiale della strage, tutt'ora accusato della strage di Piazza della Loggia a Brescia e rinviato a giudizio, ad oggi latitante in Giappone); il dirigente di Ordine Nuovo Pierluigi Concutelli è stato condannato per l'omicidio del giudice Vittorio Occorsio nel 1975; Zorzi, Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, responsabili di spicco di Ordine Nuovo, sono tuttora indagati per la Strage di Piazza della Loggia; Vincenzo Vinciguerra, militante di Ordine Nuovo, è stato condannato per la Strage di Peteano di Sagrado in cui morirono tre carabinieri e due rimasero feriti.
[modifica] Note
- ^ A. Baldoni, Il crollo dei miti, Settimo Sigillo, Roma 1996, p. 281.
- ^ A. Baldoni e S. Provvisionato, La notte più lunga della repubblica, Serarcangeli Editore, Roma 1989, p.43.
- ^ http://www.forzanuovamessina.org
- ^ tratto da Mario Battaglini, "Il movimento politico Ordine Nuovo. Il processo di Roma del 1973" in Eversione di destra, terrorismo e stragi, a cura di Vittorio Borraccetti, Franco Angeli, Milano, 1986
- ^ Nicola Rao, La fiamma e la celtica, Sperling & Kupfer editori, 2006

