Ordet

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Ordet - La Parola
Ordet.jpg
Preben Lerdorff Rye (Johannes) in una scena del film
Titolo originale Ordet
Paese di produzione Danimarca
Anno 1955
Durata 124 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Carl Theodor Dreyer
Soggetto Kaj Munk
Sceneggiatura Carl Theodor Dreyer
Fotografia Henning Bendtsen
Montaggio Edith Schlussel
Musiche Poul Schierbeck
Scenografia Erik Aaes
Interpreti e personaggi
Premi

Ordet - La Parola (Ordet ) è un film del 1955 diretto da Carl Theodor Dreyer.

Ispirato all'omonima opera teatrale del pastore protestante Kaj Munk, è il penultimo lungometraggio del maestro della cinematografia danese, sicuramente tra le sue opere di maggior fortuna.

La pellicola ottenne vari premi, tra i quali spicca il Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia del 1955.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Morten, il patriarca della benestante famiglia Borgen, vive un momento di crisi profonda nel suo rapporto con Dio: il primo figlio Mikkel non crede, il secondo, Johannes, studente della teologia di Kierkegaard, è in preda ormai da tempo a turbe mistiche che lo portano a predicare come fosse una reincarnazione del Messia, mentre il terzo, Anders, è pronto a sposarsi con una ragazza che è figlia del più fervente sostenitore della confessione a lui avversa.

A dispensare la necessaria serenità nella fattoria Borgen c'è la premurosa Inger, moglie di Mikkel, madre di due bambine ed incinta di quel maschietto che Morten ha tanto chiesto al Signore.

Proprio mentre Morten ha una violenta lite col padre della promessa sposa di Anders, Inger partorisce il bimbo morto e, dopo qualche ora di agonia, muore anche lei.

La tragedia colpisce personalmente la coscienza di ognuno e non solo appiana le liti precedenti, ma, agli occhi di tutti, restituisce la ragione a Johannes.

Nel silenzio del dolore, nella stanza illuminata dall'intensa luce dell'estate danese, mentre sono tutti raccolti attorno alla salma, Johannes, spinto dalla fede della piccola Maren, chiede ed ottiene la resurrezione di Inger.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Soggetto[modifica | modifica sorgente]

Il giovane Kaj Munk scrisse l'opera teatrale in 4 atti Ordet in soli cinque giorni, commosso dalla vicenda di una giovane ragazza morta di parto. La prima rappresentazione teatrale si tenne a Copenaghen il 2 settembre 1932 e riscosse subito successo e l'apprezzamento di Dreyer. Kaj Munk aveva pensato ad Henrik Malberg per la parte di Morten Borgen. Ma l'attore, sotto contratto con un altro teatro, non poté aderire al progetto. 23 anni dopo, ormai ottantenne, Henrik Malberg interpretò la parte nel film di Dreyer.

L'opera teatrale di Munk era già stata portata sullo schermo nel 1943 da parte dello svedese Gustaf Molander. Film intitolato anch'esso Ordet, aveva come protagonista Victor Sjöström e fu distribuito in Danimarca solo dopo la guerra.

Cast[modifica | modifica sorgente]

L'attore Preben Lerdorff Rye per l'interpretazione di Johannes Borgen, prese spunto da un malato di mente ricoverato in un ospedale psichiatrico con il quale era venuto a contatto preparandosi per il ruolo. In particolare prese da lui il tono di voce querulo utilizzato poi nel film dal personaggio e che viene mantenuto anche nel doppiaggio italiano seppur con minor enfasi dell'originale.[1]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Gli esterni sono stati girati a Vedersø, piccolo villaggio sulla costa occidentale dello Jylland nel quale Munk esercitò da giovane l'attività di pastore protestante.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

L'austerità dell'ambientazione, essenziale sia negli interni che nei pochi esterni, la collocazione in uno spazio-tempo indefinito, il rigore formale e una lentezza tipici del cinema di Dreyer, conferiscono quel tono solenne che scena dopo scena ci prepara al commovente finale nel quale la sacralità della resurrezione della donna si scioglie e confonde con la carnalità dell'abbraccio con il marito[2].

La fede incontaminata e senza pregiudizi di una bambina arriva laddove la ragione degli adulti non permetterà mai di arrivare.

Il rapporto con "il cavaliere della fede" di Timore e tremore, che Kierkegaard firmò con lo stesso nome del protagonista (Johannes [de Silentio]), dunque la stupida contrapposizione tra diverse confessioni e in particolare fra la teologia della croce e la teologia della gloria, la centralità della figura femminile, temi sempre cari a Dreyer, sono esposti nella forma espressiva di un cinema essenziale e rigoroso che è perciò capace di esprimersi in maniera diretta ed efficace.

Ordet è considerato uno dei cinque capolavori di Dreyer (gli altri sono La passione di Giovanna d'Arco, Vampyr - il vampiro, Dies Irae e Gertrud)[2] e molti critici lo inseriscono tra le pellicole migliori della storia del cinema.

Premi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dagli Extra del DVD del film Vampyr, Sinister Film, 2010
  2. ^ a b (EN) Day of Wrath, Ordet, Gertrud on VHS. Three masterworks by one of cinema’s supreme artists, finally in decent transfers, luglio 2000. URL consultato il 6 aprile 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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