Opzione giordana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Opzione giordana: partizione dei territori della Palestina geografica secondo il piano Elon
con le frecce indicato lo spostamento dei Palestinesi; l'area tratteggiata la cosiddetta Palestina Orientale

██ Territorio israeliano

██ Striscia di Gaza

██ Possibili cessioni alla Giordania

██ Territorio giordano

 Giordania/Stato Palestinese

L' Opzione giordana è il nome di una serie di progetti proposti per risolvere il conflitto israelo-palestinese, aventi in comune la volontà di coinvolgere la Giordania come destinazione dei palestinesi evitando la nascita di un governo sotto l'attuale Autorità Nazionale Palestinese o sotto l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina; Israele considererebbe più affidabile la monarchia degli hascemiti, in quanto non coinvolta con il terrorismo palestinese o la seconda intifada e in pace con lo stato ebraico dal 1994.

Tra di essi, da parte israeliana, vi è il "piano di pace Elon" (attualmente detto "l'iniziativa israeliana", "Piano di pace Elon", "la Giordania come stato di tutti i palestinesi" ed in passato "la strada giusta per la pace" e "Piano Allon") attraverso l'annessione formale della Striscia di Gaza (almeno questa era la proposta fino al 2005 quando era sotto controllo israeliano), della Cisgiordania e di Gerusalemme est in Israele, ed il trasferimento volontario dei palestinesi (e di quegli arabo-israeliani che vogliono tornare palestinesi) verso la Giordania, che sarebbe considerato "stato palestinese". Questo piano nella formulazione attuale è stato proposto nel 2002 dal rabbino Binyamin Elon (anche se origina da vecchie proposte, il piano di Yigal Allon su una divisione tra Israele e Transgiordania della West Bank e della Striscia), che era Ministro del turismo israeliano nel momento in cui presentò la proposta.

Un altro di questi piani, da parte araba, coinvolgente sia Israele sia la Giordania è il "piano del Regno Unito Arabo", proposto da Re Hussein di Giordania, anche se in questo caso i territori ceduti ai giordani, come nel caso del piano Allon, sarebbero stati maggiori.

Questi piani - escluso il piano di Hussein - non hanno mai riscosso consensi nei paesi arabi che ne sarebbero stati coinvolti e nella comunità internazionale e non hanno avuto sviluppi, benché siano spesso riproposti in vari modi successivamente. Al contrario il "piano del Regno Unito Arabo" è stato rifiutato da Israele in quanto identico alla situazione precedente alla guerra dei sei giorni.

Il piano di pace israeliano nei dettagli[modifica | modifica sorgente]

Opzione Giordana: il piano nella formulazione di Allon

Il piano ripreso da Elon è stato proposto la prima volta nel 1977 ed è popolare in patria in quanto dà il diritto ad Israele di espandersi fino al fiume Giordano e riconosce la Giordania come stato palestinese, onde costituire i due stati sulle opposte rive del fiume.

Opzione giordana: il piano secondo la formulazione araba ("Regno Unito Arabo" di Re Hussein di Giordania), con il ritorno alla situazione del 1967

Il presupposto di questo piano sta nel fatto che gran parte dei giordani ha origini palestinesi, inclusa la Regina Rania di Giordania. Questa posizione è sostenuta dai sionisti di destra (come Ze'ev Jabotinsky, da alcuni membri del Likud e di Israel Beytenu, da molti sionisti religiosi, e in passato, dall'Etzel e Ariel Sharon) come parte della "casa nazionale ebraica" dalla Dichiarazione Balfour. È stata anche riproposta da Benjamin Netanyahu e da Avigdor Lieberman come alternativa allo scambio di territori. I Palestinesi residenti nella Striscia di Gaza (che però è ora controllata solo da autorità palestinesi) e nella Sponda Occidentale dovrebbero però divenire cittadini della Giordania e molti trasferirsi in altri paesi. Elon chiese questo come parte di uno scambio di popolazione iniziato già negli anni '50 con l'esodo di massa[1] di ebrei dagli stati arabi, ovvero l'espulsione degli ebrei sefarditi e mizrahi seguita alla prima guerra arabo-israeliana del 1948. A settembre 2004 le votazioni condotte dal Jaffee Center for Strategic Studies riportano che il 46% degli Israeliani sarebbero favorevoli a questa soluzione e che 60% degli intervistati dissero che avrebbero incoraggiato anche gli Arabi Israeliani, con aiuti economici, a lasciare il paese. Inizialmente, il piano causò severa opposizione e fu pressoché universalmente condannato dalle altre nazioni, rifiutato anche dai giordani stessi, e considerato un progetto di pulizia etnica.

Parte del conflitto israelo-palestinese
e della serie dei conflitti arabo-israeliani
Israele con Cisgiordania, Striscia di Gaza e Alture del Golan

██ Israele e Gerusalemme Est

██ Cisgiordania, Striscia di Gaza, Alture del Golan a e Fattorie di Sheb'a a

Parti in causa
Flag of Palestine.svg
Palestina
Israele
Israele
Storia
Accordi di Camp David · Conferenza di Madrid · Accordi di Oslo/Oslo II · Protocollo di Hebron · Memorandum di Wye River/Memorandum di Sharm el-Sheikh · Summit di Camp David · Summit di Taba · Road Map · Conferenza di Annapolis
Aspetti rilevanti nella trattativa
Insediamenti israeliani
Barriera di separazione israeliana · Stato ebraico · Terra di Israele  · Status di Gerusalemme
Flag of Palestine.svg     Leader attuali     Israele
Maḥmūd ʿAbbās
Salām Fayyāḍ
Benjamin Netanyahu
Shimon Peres
Mediatori internazionali
Quartetto · Lega Araba · Egitto
Nazioni Unite Unione europea Russia Stati Uniti Flag of the Arab League.svg Egitto
Altre proposte
Iniziativa di pace araba · Piano di pace Elon · Piano Lieberman · Accordo di Ginevra · Hudna · Piano di disimpegno unilaterale israeliano · Piano di riallineamento israeliano
a Le Alture del Golan e le Fattorie di Sheb'a non rientrano nei processi di pace israelo-palestinesi.

L'unico sostegno deciso ed esplicito è arrivato dal leader della destra liberale e antislamista olandese, Geert Wilders che ha proposto anche alla Giordania di cambiare nome da "Regno Hashemita di Giordania" a "Regno Hascemita di Palestina". Il 16 luglio 2008, una commissione bi-partisan del parlamento israeliano propose di adottare l'iniziativa, inclusa l'ala destra MK di Yossi Beilin che chiese all'UE di ospitare i rifugiati palestinesi come parte del processo di sistemazione dei rifugiati[2]. La Giordania (in particolare l'etnia beduina che sostiene attivamente la monarchia) però non gradisce altri palestinesi e potrebbe avere in cambio una parte dei territori cisgiordani persi nel 1967 (anche se meno che nella proposta del Regno Unito Arabo) e sovvenzioni economiche da parte di Israele (se accettasse di occuparsi anche della questione del ritorno dei profughi palestinesi all'estero), mentre la Cisgiordania in cui si trovano gli insediamenti israeliani (Giudea e Samaria), diventerebbe parte legale di Israele.[3] La Striscia di Gaza potrebbe divenire stato indipendente o restituita all'Egitto (dato che non potrebbe più tornare a Israele dopo il disimpegno del 2005, anche se Hamas non avrebbe questo piano.[4][5] Secondo la visione Elon infatti, essendo quasi la metà dei giordani palestinese, essi sarebbero nel loro stato sovrano, posto anche che il futuro re di Giordania, presumibilmente il principe Hussein, figlio di Abd Allah e della palestinese Rania, sarà quindi un palestinese a metà. Inoltre, dopo la fine del mandato britannico, dal 1948 al 1967 i palestinesi di Cisgiordania erano giordani, solo dopo la guerra dei sei giorni cominciarono a richiedere l'indipendenza dei Territori.[6] Poiché il mandato britannico di Palestina comprendeva anche la Transgiordania, la Giordania, anche dal punto di vista delle antiche province romane, viene chiamata anche da molti israeliani "Palestina Orientale" mentre la Palestina classica occidentale è, in maggioranza, il territorio di Eretz Yisrael.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


guerra Portale Guerra: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di guerra