Oplontis

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Coordinate: 40°45′26″N 14°27′09″E / 40.757192, 14.452580

Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
Archaeological Areas of Pompeii, Herculaneum and Torre Annunziata
Tipologia Architettonico, artistico
Criterio C (iii) (iv) (v)
Pericolo Nessuna indicazione
Anno 1997
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

Oplontis (talora indicata come Oplonti) è una città romana in Campania, corrispondente all'attuale Torre Annunziata, nota per gli scavi archeologici che hanno riportato alla luce la villa di Poppea Sabina, seconda moglie dell'imperatore romano Nerone.

Gli scavi di Oplontis, con quelli di Pompei ed Ercolano, sono riportate nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[1].


Indice

[modifica] La villa di Poppea

Oplontis, villa di Poppea - Calidarium
Oplontis, villa di Poppea - Calidarium
Scavi di Oplontis - Affresco
Scavi di Oplontis - Affresco
Per approfondire, vedi la voce Villa di Poppea ad Oplontis.

Gli scavi di Oplontis, iniziati nel 1964, hanno portato alla luce una lussuosa villa, considerata dagli archeologi come la residenza estiva dell'imperatrice Poppea Sabina. Costruita a partire dal I sec. a.C., è ornata da splendide pitture e affreschi. Fu sepolta, come Pompei ed Ercolano, dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Gli scavi suggeriscono che, all'epoca dell'eruzione del Vesuvio, la villa fosse vuota, perché in fase di ristrutturazione, probabilmente a seguito dei danni subiti dal terremoto del 62 d.C.

Oplontis, villa di Poppea - Peristilio
Oplontis, villa di Poppea - Peristilio

La villa presenta numerosi ambienti con portici, terrazze, sale residenziali e locali adibiti a terme. In molte stanze sono presenti decorazioni ad affresco in secondo stile pompeiano in ottimo stato di conservazione che rappresentano animali, tra i quali magnifici pavoni, maschere teatrali e nature morte. La tecnica del trompe l'oeil è stata utilizzata per raffigurare ambientazioni architettoniche e colonnati di pregevolissima fattura. Il giardino si integrava con le parti della villa prospicienti grazie a decorazioni ad affresco che raffiguravano piante, fontane ed uccelli. Una grande piscina che misura 61 per 17 metri è presente nel complesso, e risultava adornata ai bordi con statue di marmo, copie di epoca romana di originali greci.

[modifica] Origine del toponimo Oplontis

Il toponimo è conosciuto dalla sola Tabula Peutingeriana, dove l'insediamento viene collocato a sei miglia da Herculaneum, a tre da Pompeis e ancora a tre da Stabios.

Il significato della denominazione è stato riferito ai termini latino:

  • "opulentia" (quindi "luogo opulento"),
  • "opla" (attrezzo da pesca, quindi "luogo di pescatori"),
  • "populus" (pioppio, ovvero "pioppeto" ove si lega la vite a spalliera).

In alternativa si è anche pensato a derivazioni dal greco:

  • "oplon" (luogo di posta degli opliti, guerrieri dalle lunghe lance),
  • "apopolotes" (città distrutta).

Infine, è stato anche ipotizzato un errore del cartografo nella trascrizione, per la locuzione latina ob fontis ("fonte", quindi "luogo termale"). Sulla Tabula Peutingeriana infatti la località è rappresentata con il simbolo di solito utilizzato per i luoghi termali e inoltre resti di edifici termali sono stati rinvenuti nella zona di Torre Annunziata.

[modifica] Bibliografia

  • Mario Prosperi, Oplontis, L'Eco della Provincia Editrice.

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

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