OpLePo

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L'OpLePo, acronimo di Opificio[1] di Letteratura Potenziale[2], è un'unione di studiosi di varie discipline, ispirata all'OuLiPo, che opera principalmente nel campo della sperimentazione linguistica applicata alla prosa e alla poesia italiana.

Indice

[modifica] La nascita dell'OpLePo

L'OpLePo nacque a Capri nel novembre 1990 ad "imitazione" del gruppo francese dell'OuLiPo; i fondatori furono Raffaele Aragona, Ruggero Campagnoli e Domenico D'Oria. Tra OuLiPo e OpLePo sono in atto rapporti culturali di ricerca e di miglioramento reciproco.

Ruggero Campagnoli, docente universitario di lingua e letteratura francese, è colui che più di tutti si era adoperato per far conoscere in Italia gli sconvolgimenti lessicali, i virtuosismi, gli esperimenti, le creazioni, le ri-creazioni e le ricreazioni del OuLiPo francese traducendo alcuni lavori (già raccolti in volume nel 1973 in Francia) e riunendoli in un saggio italiano a firma congiunta con Yves Hersant dal titolo OULIPO, La letteratura potenziale (Creazioni Ri-creazioni Ricreazioni), edito da Clueb nel 1985[3].

[modifica] Oplepiani

Tra i membri dell'OpLePo alcuni, dei più noti, sono: Edoardo Sanguineti, Domenico D'Oria, Raffaele Aragona, Piero Falchetta, Paolo Albani, Brunella Eruli, Alessandra Berardi, Maria Sebregondi, Màrius Serra, Ermanno Cavazzoni, Luca Chiti, Piergiorgio Odifreddi, Giorgio Weiss, Giulio Bizzarri, Furio Honsell, Lorenzo Enriques e Robert Viscusi.

[modifica] La scissione dell'OpLePo

A causa di alcune divergenze nei programmi di ricerche sperimentali uno dei tre fondatori del Laboratorio, Ruggero Campagnoli, decise di allontanarsene nel 1997 per fondare l'OPificio di ELaborazione POtenziale ovvero l'OPELPO, istituito il 14 luglio 1998. I fondatori di questo ulteriore Opificio, oltre al già citato Ruggero Campagnoli, furono Marco Maiocchi e Aldo Spinelli.

[modifica] Note

  1. ^ Il termine "Opificio" fu scelto da Ruggero Campagnoli, docente di Lingua e Letteratura francese all'Università di Bologna, come traduzione del termine francese Ouvroir (presente nell'acronimo dell'OuLiPo) al fine di evidenziare nell'Oplepo un connotato industriale in contrasto con la diversa connotazione che avrebbe assunto l'utilizzo del termine "Laboratorio" per la traduzione di Ouvroir.
  2. ^ Il termine "Potenziale" fu scelto dai fondatori per evidenziare come la produzione dell'OpLePo non sia reale ma ancora da farsi oppure da scoprire, oppure da ri-scoprire in opere già compiute o, addirittura, da inventare per mezzo di svariate sperimentazioni.
  3. ^ Analogamente a quanto fatto, ad esempio, da Umberto Eco per per la traduzione degli Esercizi di stile di Raymond Queneau, nell'impossibilità di tradurre fedelmente e nel contempo mantenere vivi alcuni degli esperimenti, Campagnoli dovette ri-crearli per poterne rendere il senso delle costruzioni in italiano.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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