Opiliones

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Opiliones
Opiliones harvestman.jpg
Leiobunum politum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Opiliones
Sundevall, 1833
Famiglie
  • vedi testo

Gli Opilionidi (Opiliones Sundevall, 1833) sono un ordine di Aracnidi.

Anche se appartengono alla classe degli aracnidi, gli opilionidi non sono ragni, che sono dell'ordine Araneae.

A partire dal 2006, oltre 6.400 specie di opilionidi sono state scoperte in tutto il mondo, anche se il numero reale delle specie esistenti può superare le 10.000.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio di un esemplare su un fiore

Questi aracnidi sono noti per le loro zampe eccezionalmente lunghe, rispetto alle dimensioni del corpo, anche se ci sono specie con gambe corte. La differenza tra gli opilionidi e i ragni è che negli opilionidi le due sezioni principali del corpo (l'addome, con dieci segmenti e il cefalotorace, e l'opistosoma) sono sostanzialmente unite in una struttura a forma ovale. Inoltre non dispongono di ghiandole della seta o velenifere.

Nella specie più avanzate, i primi cinque segmenti addominali sono spesso fusi in uno scudo dorsale chiamato scutum, che normalmente è fuso con il carapace. A volte questo scudo è presente solo nei maschi. I due segmenti addominali posteriori possono essere ridotti o separati al centro a formare due piastre poste una accanto all'altra. Il secondo paio di zampe è più lungo rispetto agli altri e sono utilizzate anche come antenne. Questo particolare può essere difficilmente osservabile nelle specie a zampe corte.

L'apparato di alimentazione (stomotheca) differisce dagli altri aracnidi: l'assunzione di cibo non si limita ai liquidi, ma può prevedere anche l'assunzione di cibi solidi.

Essi hanno una sola coppia di occhi al centro della testa, orientati lateralmente. Tuttavia, ci sono specie senza occhi, come la specie brasiliana Caecobunus termitarum (Grassatores), la specie Giupponia chagasi (Gonyleptidae) e tutte le specie di Guasiniidae. Di fianco agli occhi sono poste delle ghiandole che secernono sostanze odorose utilizzate come difesa.

La lunghezza del corpo di solito non supera i 7 millimetri, con alcune specie più piccole di un millimetro, anche se la più grande, la specie Trogulus torosus, (Trogulidae) può raggiungere una lunghezza di 22 millimetri. Tuttavia, la lunghezza eccezionale delle zampe può portarli a superare i 160 millimetri.[1] La maggior parte delle specie vive per circa un anno. Se vengono catturati, tendono a fuggire staccandosi dagli arti imprigionati che continuano a muoversi sempre più lentamente per circa mezz'ora.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

L'ordine degli opilionidi può essere suddiviso in quattro sottordini: Cyphophthalmi, Eupnoi, Dyspnoi e Laniatores. Alcuni fossili ben conservati, trovati in Scozia, nel deposito sedimentario di Rhynie chert, vecchio di 400 milioni di anni, sembrano sorprendentemente moderni, il che indica che la struttura di base degli opilionidi non è cambiata molto da allora.

La posizione nell'albero filogenetico è ancora oggetto di studio: i loro parenti più stretti potrebbero essere gli acari (Acarina) o i Novogenuata (scorpioni, pseudoscorpioni e Solifugae).[2]

L'ordine degli Opiliones comprende le seguenti famiglie:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Glauco Machado, Ricardo Pinto-da-Rocha & Gonzalo Giribet, What are harvestmen? in Ricardo Pinto-da-Rocha, Glauco Machado & Gonzalo Giribet (a cura di), Harvestmen: the Biology of Opiliones, Harvard University Press, 2007, pp. 1–13, ISBN 0-674-02343-9.
  2. ^ J. W. Shultz, Evolutionary morphology and phylogeny of Arachnida in Cladistics, vol. 6, 1990, pp. 1–38, DOI:10.1111/j.1096-0031.1990.tb00523.x.

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