Operazione Brevity

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Operazione Brevity
BattleaxeContestedArea.JPG

Data 15-16 maggio 1941
Luogo Libia
Esito Vittoria dell'Asse
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Elementi di numerosi battaglioni;
30-50 carri armati[1]
3 battaglioni[1];
53 carri armati[1]
Perdite
Più di 605 uomini[2]
3 carri armati
Più di 206 uomini[3]
5 carri armati distrutti[3]
6 aerei abbattuti[3]
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L'operazione Brevity fu un'offensiva militare condotta al confine tra Libia ed Egitto dall'esercito britannico nel maggio del 1941. Il piano, concepito dal comandante in capo Archibald Wavell, aveva come scopo quello di scacciare le forze dall'asse dell'area di Sollum, Forte Capuzzo e Bardia.

L'operazione ebbe un inizio promettente, anche perché colse le truppe dell'asse di sorpresa: tuttavia la riuscita di un contrattacco italo-tedesco e l'arrivo di rinforzi per l'esercito del Reich portarono praticamente alla sospensione del attacco, che teoricamente proseguì fino al 27 maggio ma che già giorno 16 poté dirsi fallito.

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Nel situazione di stallo che si era venuto a creare dopo il fallimento della conquista di Tobruk le forze britanniche iniziarono ad organizzare piani per rompere il blocco delle forze italo-tedesche intorno alla piazzaforte. Dopo una serie di insuccessi ed a causa delle carenze di rifornimento, il generale Erwin Rommel si trovava in difficoltà .

Friedrich Paulus era stato chiaro in proposito e non avrebbe tollerato di perdere altri uomini in modo incosciente, ordinando di formare un anello intorno alla città. L’obbiettivo era quello di costringere gli australiani a essere lentamente indeboliti dalla fame, impedendo loro ogni forma di rifornimento possibile. Eppure, nonostante la Luftwaffe incalzasse giorno dopo giorno i convogli della Royal Navy, c’era sempre qualche fortunato carico che approdava di notte. Ad ogni modo, grazie anche alle intercettazioni “Ultra”, i britannici vennero a conoscenza dei piani di guerra tedeschi e, spinti dai pressanti ordini di Churchill, organizzarono un’operazione chiamata appunto “Brevity” il cui scopo era usufruire di tutte le risorse corazzate disponibili per un attacco concentrato in direzione di Sollum, situato sulla costa e sulla frontiera libico-egiziana.

Questo in realtà era solo un assalto preliminare che aveva lo scopo di indebolire il nemico quanto più possibile per poter dar inizio, successivamente, all’operazione “Battleaxe” di cui Wavell aveva già ricevuto notizie positive riguardo al prossimo carico di rifornimenti, comprendenti un convoglio Tiger con carri armati e aerei Hurricane attraverso il Mediterraneo.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Il piano era semplice: avanzare lungo tre piste parallele fino a Sidi Azzeiz eliminando ogni ostacolo sul cammino. Il comandante in capo dell'operazione, William Gott, prese con sé il Gruppo della 7ª Brigata corazzata che comprendeva il 2º Reggimento Carri e tre colonne “Jock”. La prima era a sua volta composta di ventinove Cruiser mentre le seconde erano gruppi ad hoc muniti di ogni tipo di arma. Si sarebbe unita anche la 22ª Brigata Guardie con i suoi ventiquattro Matilda del 4º Reggimento Carri. Insieme avrebbero avanzato verso il Passo di Halfaya e verso la Ridotta Capuzzo, entrambe postazioni che i nazisti avevano conquistato nel tentativo di formare il suddetto anello, e si sarebbero poi dirette verso nord.

Una più complessa operazione invece era stata affidata alla fanteria inglese e australiana di supporto insieme all’8º Reggimento Artiglieria campale, ai quali era affidato il compito di martellare incessantemente le forze dell’asse intrappolate a Sollum non facendole scappare. Anche i tedeschi, però, ebbero una soffiata grazie al loro efficiente corpo di intercettazione, e riuscirono a limitare i danni quanto più possibile. I primi scontri salienti si datano verso il 15 maggio, quando la 7ª Brigata corazzata eseguì la sua missione di ripulire il fronte di Sidi Azzeiz. Sempre lo stesso giorno la tenace resistenza degli italiani venne messa a dura prova dopo aver distrutto ben sette carri Matilda della 22ª Brigata Guardie.

A parte queste vittorie, particolarmente sudate, le rimanenti unità vennero respinte altrove, stroncando così l’iniziale pressione alleata. I rinforzi tedeschi, il 1º Battaglione dell’8º Reggimento Panzer, permisero di scacciare le forze di Gott da Halfaya e da Sidi Azzeiz entro la fine del giorno successivo. L’arrivo della 15ª Divisione Panzer, a sua volta, permise la formazione di una linea difensiva ad arco che si piegava all’indietro fino a Sidi Azzeiz.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Playfair (1956), p. 160
  2. ^ Erskine, p. 79; Jentz, p. 142
  3. ^ a b c Erskine, p. 79; Howard, p. 388; Playfair (1956), p. 162; Ward, p. 485; The 11th Hussars, (Prince Albert's Own), 11 Hussar war diary entry for 15/05/1941.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jon Latimer, L’assedio di Tobruk, Osprey Publishing/RBA Italia, 2009, ISSN 1974-9414.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]