Operación Carlota

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Operación Carlota
Cuba (rosso), Angola (verde), Sudafrica (blu)
Cuba (rosso), Angola (verde), Sudafrica (blu)
Data novembre 1975 - 1991
Luogo Angola
Causa Invasione delle truppe sudafricane in Angola
Esito Ritirata delle truppe sudafricane
Schieramenti
Comandanti
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Con Operaciòn Carlota si intende un'operazione militare del novembre 1975, condotta dall'esercito cubano in Angola.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla fine del 1974 l'Unione Sovietica aveva intensificato i suoi aiuti al MPLA, contemporaneamente l'ammiraglio Antonio Rosa Coutinho, membro del Partito Comunista Portoghese era diventato governatore per conto del governo coloniale portoghese dell'Angola, iniziando a dare subito man forte all'MPLA a scapito degli altri movimenti di liberazione nazionale. Alla fine di aprile del 1975, come risultato delle pressioni di Moutinho e dell'MPLA, giunse in Angola sotto copertura un contingente cubano a sostegno dei rivoltosi. Nei mesi successivi sorsero numerosi campi di addestramento a Henrique de Carvalho, Salazar, Benguela e Capinda.

L'operazione[modifica | modifica wikitesto]

Le truppe cubane intervennero su richiesta del governo angolano guidato dall'MPLA di Agostinho Neto, quando le truppe sudafricane invasero da sud l'Angola.

Sia Cuba che l'Unione Sovietica avevano la ferma convinzione che le potenze occidentali non possedessero sul territorio un sufficiente dispiegamento militare che potesse contrastare l'operazione. Uno dei principali obiettivi dei cubani era sconfiggere ed eliminare militarmente l'FNLA e l'UNITA, in favore dell'MPLA.

Le forze dell'UNITA furono ben presto costrette a ritirarsi nella giungla, mentre i contingenti sudafricani e le milizie dell'FNLA furono costrette a una rapida ritirata strategica.

Parallelamente a questi successi militari diverse nazioni africane iniziarono a riconoscere politicamente l'MPLA. Alcuni governi furono addirittura di supporto tattico alle operazioni, come è il caso del presidente guineano Ahmed Sékou Touré.

Cuba fece sbarcare nel paese africano almeno 50.000 uomini in 15 giorni, grazie ai quali all'inizio del 1976 l'invasione dell'esercito sudafricano fu fermata. La presenza cubana andò riducendosi negli anni successivi, ma senza mai concludersi.

Nel 1987 i cubani si affiancarono nuovamente all'esercito governativo angolano, resistendo dal novembre 1987 al marzo 1988, allorché le truppe sudafricane, in appoggio alle formazioni ribelli del sud del paese, attaccarono a Cuito Cuanavale.

Alla fine i cubani si diressero verso la Namibia per tentare di accerchiare i sudafricani in ripiegamento.

Prima che le truppe cubane entrassero in Namibia e dopo il bombardamento da parte dei Mig 23 della diga di Calueque, il governo sudafricano chiese una tregua, che fu accolta.

Nel dicembre 1988 a New York si giunse ad un accordo in base al quale cubani e sudafricani sarebbero usciti dal territorio angolano nell'arco di due anni e la Namibia avrebbe ottenuto la propria indipendenza.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]