Open Water

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Open Water
Open Water.jpg
Una scena del film
Titolo originale Open Water
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2003
Durata 79 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico, thriller
Regia Chris Kentis
Soggetto Chris Kentis
Sceneggiatura Chris Kentis
Produttore Laura Lau
Casa di produzione Plunge Pictures LLC
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Fotografia Chris Kentis, Laura Lau
Montaggio Chris Kentis
Musiche Graeme Revell
Interpreti e personaggi
Premi

Open Water è un film statunitense a basso costo del 2003 scritto e diretto dal regista Chris Kentis sulla base di fatti realmente accaduti.

Il film ha avuto un seguito nel 2006, Alla deriva - Adrift, per la regia di Hans Horn.

Sinossi[modifica | modifica sorgente]

Susan e Daniel, una giovane coppia con la passione per la subacquea, partono per i Caraibi per le loro vacanze. Un giorno salgono su una barca che li porta in mare aperto dove, insieme ad altre persone, faranno la loro immersione. A causa di un errore nel conteggio dei subacquei riemersi e saliti di nuovo a bordo, la barca riparte senza che nessuno si accorga che Susan e Daniel sono ancora sott'acqua. Quando i due riemergono si ritrovano, soli e impotenti, in mezzo all'oceano Atlantico. Meduse, barracuda e squali non tardano a farsi vivi, mentre i due vengono trascinati dalla corrente in preda alla disperazione. Daniel viene morso da uno squalo e, nonostante le attenzioni di Susan, muore durante la notte a causa di un secondo attacco da parte degli squali. All'alba Susan, ritrovandosi sola e accerchiata dagli squali, decide di annegarsi. A causa della superficialità dei controlli, la loro assenza viene scoperta il mattino dopo e solo allora iniziano le ricerche, ma ormai è troppo tardi.

La storia[modifica | modifica sorgente]

L'idea di base del film è stata tratta dalla storia vera occorsa nel 1998 a due subacquei statunitensi, Tom ed Eileen Lonergan[1], sulla grande barriera corallina australiana, dimenticati dall'imbarcazione di appoggio nel corso di un'immersione, i cui corpi non sono mai stati ritrovati. Poco tempo dopo, nella stessa zona, è stata ritrovata una macchina digitale subacquea nello stomaco di uno squalo pescato, e i due fatti sono stati collegati.

Gli eventi del film, dunque, sono solo una ricostruzione immaginaria dell'autore, che ha ipotizzato uno svolgimento dei fatti e ha messo in relazione i due eventi qui sopra citati. Le due vittime reali potrebbero infatti essere decedute per annegamento o disidratazione, piuttosto che per attacchi di squali.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Chris Kentis e la moglie Laura Lau, entrambi subacquei provetti, hanno ideato e finanziato il progetto con circa 130.000 dollari, per poi venderlo alla Lion's Gate per due milioni e mezzo dopo averlo presentato al Sundance Film Festival.

Le riprese, interamente in digitale, e con una qualità inferiore allo standard cinematografico usuale, sono state girate solitamente nei week-end o durante delle festività, da una troupe di al massimo due o tre persone, coadiuvate da un buon numero di esperti di squali addetti alla sicurezza (70.000 dollari sono stati spesi solo per questo). Il regista Chris Kentis è anche stato l'unico operatore di macchina per tutte le scene, che hanno portato lui e i due protagonisti in acqua per più di 120 ore. Il film è stato girato alle Bahamas.

Nessun effetto speciale è stato aggiunto in post-produzione, ma tutto ciò che è presente nel film è vero, e gli squali sono stati attirati sulla scena con impasti oleosi di pesce, sotto la supervisione dell'esperto Stuart Cove. Nessuno della troupe è comunque stato ferito da uno degli squali presenti sul set (squali caraibici di barriera), ma i due attori Blanchard Ryan e Daniel Travis indossavano un completo di ferro sotto la muta. La Ryan è stata comunque morsa da un barracuda il primo giorno di riprese.

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • I Drop Dead, Gorgeous hanno scritto una canzone il cui testo è ispirato al film, intitolata Daniel, Where's the Boat? (2006) da una frase di Susan nel film.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) A mystery resurfaces in theage.com.au, 7 agosto 2004. URL consultato il 30-3-2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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