Open Gaming License

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La Open Gaming License (anche Open Game License o OGL) è una licenza open content progettata per i giochi di ruolo, valida in tutto il mondo. È stata pubblicata dalla Wizards of the Coast nel 2000 per rilasciare il suo gioco Dungeons & Dragons Terza Edizione come System Reference Document (SRD), con una mossa d'avanguardia di Ryan Dancey, vice presidente di Wizards of the Coast.[1] Comunemente è utilizzata con la d20 License per consentire a professionisti, aziende, editori o anche semplici appassionati di pubblicare la SRD e le opere derivate con il marchio d20 System, ma è anche usata per rilasciare contenuti non correlati al d20 System e/o alla SRD.

Qualche volta ci si riferisce all'insieme dei soggetti che rilasciano i propri lavori sotto OGL come "open gaming moviment".

Termini di licenza[modifica | modifica wikitesto]

Il testo completo della OGL è fornito da Wizards of the Coast[2]. La traduzione ufficiale in lingua italiana della licenza non avviene per motivi legali[3]. Da molti punti di vista, la OGL assomiglia alle altre licenze open source; questa sezione tratta principalmente delle differenze fra la OGL e le licenze open source standard.

La OGL descrive due forme di contenuti: l'Open Gaming Content (OGC), ovvero il contenuto che rappresenta le meccaniche di gioco, che viene distinto dal contenuto non-OGC, definito "closed content" (in opposizione all'"open content"), protetto invece dalle normali norme sul copyright. La OGL permette di includere in una singola opera sia OGC – open content – che closed content, a condizione che l'editore o il soggetto che rilascia il materiale indichi chiaramente quali parti dell'opera siano OGC (ad esempio, «This material is Open Game Content, and is licensed for public use under the terms of the Open Game License v1.0a»[4]).

Inoltre, la OGL definisce il concetto di Product Identity (PI), traducibile come "identità di prodotto". Il PI è definito come:

(EN)

« [...] product and product line names, logos and identifying marks including trade dress; artifacts; creatures characters; stories, storylines, plots, thematic elements, dialogue, incidents, language, artwork, symbols, designs, depictions, likenesses, formats, poses, concepts, themes and graphic, photographic and other visual or audio representations; names and descriptions of characters, spells, enchantments, personalities, teams, personas, likenesses and special abilities; places, locations, environments, creatures, equipment, magical or supernatural abilities or effects, logos, symbols, or graphic designs; and any other trademark or registered trademark clearly identified as Product identity by the owner of the Product Identity [...] »

(IT)

« [...] nomi di prodotti e linee di prodotti, loghi e marchi identificativi inclusi soggetti commerciabili quali abbigliamento; artefatti; personaggi, creature; storie, cronologie, trame, elementi tematici, dialoghi, avvenimenti, linguaggi, illustrazioni, simboli, motivi, raffigurazioni, rassomiglianze, formati, pose, concetti, temi e grafiche, fotografie e ogni altra rappresentazione visuale o sonora; nomi e descrizioni di personaggi, incantesimi, incantamenti, personalità, gruppi, persone, rassomiglianze e capacità speciali; luoghi, località, ambienti, creature, equipaggiamento, capacità o effetti magici o soprannaturali, loghi, simboli o disegni grafici; e ogni altro marchio o marchio registrato chiaramente identificabile come Product Identity dal detentore del Product Identity [...] »

(Open Game License Version 1.0a)

Il PI deve essere chiaramente definito dall'editore e, con la OGL, eventuali utilizzatori sono avvisati che la distribuzione, la copia, la modifica del PI o la dichiarazione di compatibilità o adattabilità con il materiale identificato da marchi del proprietario del PI è proibita, a meno che non venga concessa l'autorizzazione in seguito ad un accordo separato con il detentore del PI, che potrebbe portare a licenziare il materiale sotto una differente licenza d'uso.

Infine, la OGL richiede la presenza del testo della licenza; a differenza delle altre licenze open source, per mantenere l'attribuzione del materiale il testo deve essere alterato con la copia dell'avviso di copyright presente nel testo della licenza che accompagna il materiale originario. L'avviso di copyright è presente nella parte denominata COPYRIGHT NOTICE (sezione 15).

Utilizzo della licenza[modifica | modifica wikitesto]

La licenza autorizza l'utilizzazione libera, gratuita, perpetua e senza contropartita del materiale identificato come Open Game Content a fronte del rispetto dei termini di licenza. Per contro, l'utilizzazione del materiale identificato come Product Identity è sottomessa ad un accordo con la parte proprietaria del materiale rilasciato (la Wizards of the Coast nel caso di Dungeons & Dragons e di d20 Modern). Senza autorizzazione, un eventuale gioco non potrebbe fare riferimento o dichiararsi compatibile con il gioco i cui diritti d'autore sul Product Indentity appartengono ad altri; quindi è possibile fare riferimento solo al materiale sotto OGL identificato come OGC come, ad esempio, nel caso della SRD, un documento interamente costituito da materiale OGC. I prodotti che utilizzano materiale sotto OGL devono essere a loro volta rilasciati sotto OGL, cosicché ogni pubblicazione possa essere essa stessa una fonte del materiale OGC.

Concretamente, questa licenza autorizza gli editori di giochi di ruolo a utilizzare un sistema di gioco di ruolo senza dover pagare i diritti d'autore. Da notare che la Open Gaming License è di proprietà della Wizards of the Coast.

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

La OGL è stata criticata da vari giocatori e gruppi di gioco che dissentivano dal cosiddetto «Wotc-inspired open gaming movement» («movimento open game che si ispira a Wizards of the Coast») sulla base del fatto che la posizione predominante di Wizards of the Coast nel mercato dei giochi è negativa e che la OGL avrebbe continuato questa negatività espandendo l'influenza della compagnia sul mercato.

Le critiche iniziali non erano indirizzate contro la OGL, bensì contro la d20 License, che permette di usare il marchio d20 anche a chi non ne detiene la proprietà. Molti spesso confondono la d20 License con la OGL anche se sono due documenti legali differenti. Le critiche verso la OGL tendono a focalizzarsi su tre punti: la definizione della Product Identity, l'abilità di mischiare l'Open Gaming Content, o OGC, con il contenuto non-OGC, e la presenza di un requisito che rende obbligatorio tener traccia della fonte.

Il primo è probabilmente il più contestato. I critici considerano la PI, come definita nell'OGL, troppo onerosa e non fair use, incrementando la copertura legale delle tradizionali leggi sulla proprietà intellettuale, come marchi registrati e copyright.

I critici contestano la possibilità, anche se contro i termini di licenza, che il contenuto OGC e la PI possano essere combinati senza una chiara distinzione fra i due, cosa che impedirebbe il riutilizzo del materiale OGC, eliminando così lo scopo principale della OGL. Mentre la licenza impone che l'OGC e la PI debbano essere chiaramente distinti, non dà specifici meccanismi su come questo debba avvenire; i critici considerano i termini di licenza troppo vaghi su questa parte. Citano come esempio la pratica comune di molti editori che utilizzano la d20 License e la OGL di indicare quali parti del materiale sono OGC dichiarando semplicemente «tutte le regole sono Open Gaming Content, il resto è closed content», o qualcosa di simile. Questo genera una considerevole confusione nel capire quali parti dell'opera siano OGC e quali no, cosa che i critici additano come stratagemma per prevenire il riutilizzo del materiale. La Open Gaming License è spesso pubblicizzata come una forte licenza copyleft. Ma l'abilità di mischiare materiale OGC con quello non-OGC porta alla domanda se possa essere o no considerata una forte licenza copyleft, o se può essere anche solo considerata copyleft.

Il criticismo contesta infine la presenza nella OGL di un requisito che imponga di identificare la fonte del materiale; infatti, nella licenza, viene imposto che il creatore dei documenti utilizzati come fonte debba essere citato nel testo stesso della licenza che verrà poi distribuito con il materiale. Questo requisito potrebbe, ad esempio, prevenire la distribuzione di OGC in PDF criptati che rendono difficoltoso, se non illegale, estrarre il materiale OGC con lo scopo del riutilizzo. Questo tipo di strategia comunque è in disaccordo con l'opinione formale di Wizards of the Coast nei riguardi dello scopo della OGL, cioè la possibilità di consentire a terze parti di produrre prodotti pratici commercialmente per supportare i propri prodotti.

Vari suggerimenti sono stati dati dai critici per licenze alternative, incluse la GNU Free Documentation License (GFDL), la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike (cc-by-sa) ed anche la GNU General Public License (GPL), così come altre licenze per il contenuto libero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ryan Dancey, Open Gaming Interview with Ryan Dancey in The Most Dangerous Column in Gaming, Wizards of the Coast. URL consultato il 27 agosto 2013.
  2. ^ (EN) Open Game License Version 1.0a (RTF), Wizards of the Coast, 2000. URL consultato il 27 agosto 2013.
  3. ^ Notizie sulla licenza, d20.it. URL consultato il 27 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2008).
  4. ^ (EN) Revised (v.3.5) System Reference Document, Wizards of the Coast. URL consultato il 27 agosto 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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