Opechancanough

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Opechancanough

Opechancanough o Opchanacanough (1554 circa – 1644) era un capotribù della Confederazione Powhatan.

Vissuto in quella che è l'attuale Virginia, fu leader della sua gente dal 1618 fino alla sua morte, avvenuta nel 1644. Il suo nome significa Colui che ha l'Anima Candida nella lingua degli Algonchini.[1]

Il guerriero[modifica | modifica wikitesto]

La Confederazione Powhatan fu fondata tra il XVI ed il XVII secolo sotto la leadership di Capo Wahunsunacock (più comunemente conosciuto come Capo Powhatan, dal nome della sua tribù che guidò nei territori vicino l'odierna Richmond). Per un lungo periodo di anni, attraverso negoziazioni e/o coercizioni, Capo Powhatan unì molte delle tribù di Nativi Americani del Sud-Est Virginia.

All'epoca dell'insediamento Inglese a Jamestown (maggio 1607), Opechancanough era un guerriero temuto ed un leader carismatico dei Powhatan. Come fratello minore (più probabilmente fratellastro) di Capo Powhatan, guidò una tribù situata lungo il fiume Pamunkey vicino all'odierna West Point. Conosciuto per la sua strenua opposizione ai colonizzatori Inglesi, catturò John Smith lungo il fiume Chickahominy e lo condusse da Capo Powhatan a Werowocomoco, uno dei due centri principali della tribù. Situato lungo la riva Nord dell'attuale fiume York, Werowocomoco è il sito dove avvenne il famoso episodio con protagonista Pocahontas, figlia di Capo Powhatan, intervenuta durante una cerimonia per salvare John Smith, stando al resoconto dell'Inglese.

Resoconti scritti da altri coloni confermarono che Pocahontas dopo quell'episodio fece da intermediaria tra i nativi ed i coloni. Durante l'inverno del 1607-08 intervenne anche portando loro del cibo, quando il forte dei coloni bruciò in un incendio accidentale nel gennaio del 1608. Le sue nozze con il colono John Rolfe portarono nel 1614 un periodo di pace, che finì poco dopo la sua morte avvenuta durante un viaggio in Inghilterra e dopo la morte del padre, Wahunsonacock, nel 1618. Poco tempo dopo questi avvenimenti, Opechancanough divenne capo della Confederazione Powhatan.

Il Capo[modifica | modifica wikitesto]

Tra nativi e coloni crebbero dei conflitti inconciliabili, una volta che l'esportazione del tabacco (vero e proprio "mangia-terra") divenne coltura per la vendita immediata della colonia. Le relazioni divennero sempre più tese con l'avvento di un numero sempre maggiore di Europei, che iniziarono a fondare centene e piantagioni lungo le sponde navigabili dei fiumi.

Ad iniziare dal Massacro indiano del 1622, Capo Opechancanough rinunciò ad usare la diplomazia coi coloni Inglesi della Virginia e tentò di costringerli con la forza ad abbandonare la regione. Nella mattina di Venerdì Santo, il 22 marzo 1622, all'incirca un terzo dei coloni furono trucidati durante una serie di attacchi a sorpresa coordinati lungo entrambe le sponde del fiume James. Tuttavia, la colonia passò al contrattacco, e centinaia di nativi furono uccisi per rappresaglia, molti avvelenati con l'inganno dal Dr. John Potts a Jamestown.

Capo Opechancanough compì un ennesimo sforzo per sbarazzarsi dei coloni il 18 aprile del 1644 ma fu catturato dagli uomini guidati dal Governatore Reale William Berkeley, all'epoca doveva avere tra i 90 ed i 100 anni. Mentre era prigioniero, Opechancanough fu ucciso da un soldato, che aveva il compito di fargli da guardia, con un colpo alla schiena.

Gli succedettero al potere prima Nectowance e poi Totopotomoi, in seguito prese il suo posto sua figlia Cockacoeske. Quest'ultima fu la concubina del colonnello John West, figlio del Governatore della Virginia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John M. Murrin, et al. Liberty Equality Power: A History of the American People, Volume I: To 1877, third edition (Florence, Kentucky: Wadsworth-Thomson Learning, 1996, 2002), page 36-37.)

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