Opacchiasella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Opacchiasella
insediamento
Opatje selo
Opacchiasella – Veduta
Dati amministrativi
Stato Slovenia Slovenia
Regione statistica Goriziano
Comune Merna-Castagnevizza
Territorio
Coordinate 45°51′04.32″N 13°34′59.16″E / 45.8512°N 13.5831°E45.8512; 13.5831 (Opacchiasella)Coordinate: 45°51′04.32″N 13°34′59.16″E / 45.8512°N 13.5831°E45.8512; 13.5831 (Opacchiasella)
Altitudine 170,4 m s.l.m.
Superficie 3,79[1] km²
Abitanti 377 (2002)
Densità 99,47 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 5291
Prefisso 05
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Slovenia
Opacchiasella

Opacchiasella[2], già Oppacchiasella[3][4][5][6] (in sloveno Opatje selo[4]) è un paese della Slovenia, frazione del comune di Merna-Castagnevizza.

La località, situata sul Carso a 170,4 metri s.l.m. ed a 500 metri dal confine italiano, è nota storicamente per essere stata teatro di aspri scontri fra italiani ed austriaci durante la prima guerra mondiale. Il villaggio dopo la prima guerra mondiale venne ricostruito secondo i dettami dell'architetto Max Fabiani. Il nome della località, che significa villaggio dell'abate, è dovuto al fatto che fu possedimento del monastero benedettino di San Giovanni in Tuba.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica (553) promossa dall'imperatore Giustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini bizantini.
Dopo la calata, nel 568, attraverso la Valle del Vipacco nell'Italia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, entrò a far parte del Ducato del Friuli.

In seguito alla caduta del regno longobardo e alla sua inclusione nei domini Franchi da parte di Carlo Magno, nel 781 entrò nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nel 803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Alla morte di Pipino nel 810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo[7].
Con la morte di Carlo Magno nel 814 la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario, il quale già nel 828 (dopo aver deposto Baldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna).

In seguito al Trattato di Verdun, nel 843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia[8] in mano a Lotario I e più specificatamente dal 846 della Marca del Friuli divenuta nel 951 Marca di Verona e Friuli.

Nel 952 l'imperatore Ottone I obbligò il re d'Italia Berengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al Impero romano-germanico e subordinandole al Ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro Enrico I a cui successe il figlio Enrico II. Nel 976 passò al Ducato di Carinzia[9] appena costituito dall'imperatore Ottone II.

Dal 1027 il suo territorio fece parte del Patriarcato di Aquileia, che da quell'anno venne proclamato da Corrado II, nella dieta di Verona, “feudo immediato dell’impero” , venendo così tolto dalla dipendenza dei duchi di Carinzia; nel 1077 il Patriarcato venne innalzato (e costituito dall'imperatore Enrico IV) a Principato ecclesiastico di Aquileia, che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno dall'imperatore, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell'Istria (quest'ultima già dal 1040 avente lo status di Marchia et Comitatus Histriae, e dal 1070 ceduta dall'imperatore a Marquardo III di Eppenstein; Marquardo III, aveva sposato Edvige o Haldemud, figlia di Wilpurga e Variento, duca del Friuli e signore di Gorizia[10], dal quale ereditò le signorie isontine).

Dal XI secolo comparvero sulle coste triestine i Duinati, una stirpe di guerrieri germanici, che si stabilirono nei resti della torre romana di Duino; vassalli del vescovo di Pola alla fine del XII secolo avevano terre e Castelli nel Carso tra i golfi di Trieste e di Fiume; inizialmente i rapporti tra i patriarchi e i cavalieri di Duino (vassalli dei primi) furono cordiali, ma successivamente i Duinati strinsero solidi rapporti con i potenti conti di Gorizia, divenendone capitani generali, che mal tolleravano l'influenza di Aquileia nella regione; specialmente Ugone II fu a fianco del conte Alberto di Gorizia in molte circostanze.
Il rapporto tra Duinati e i conti goriziani durò fino al 1337, quando i Duinati dopo essersi riavvicinati ai patriarchi, si allearono ai duchi d'Austria e cioè alla potente famiglia degli Asburgo; il passaggio di alleanza fu dovuto soprattutto all'esigenza di trovarsi un protettore più potente dalle insidie e dai pericoli rappresentati dalla forte ondata espansionista veneziana nell'Adriatico settentrionale che riprese vigore agli inizi del XIV secolo.
Nel 1366 gli Absurgo misero sotto la loro protezione i conti di Duino; la famiglia dei conti di Duino però si estinse nel 1395 con Ugo di Duino e la signoria passò all'Austria che ne investì i signori di Walsee. Duino, assieme ad altri feudi del Carso, fu ceduta alla Carniola nel 1524[3][11], a sua volta parte del Circolo austriaco del Sacro Romano Impero.

Con il trattato di Schönbrunn (1809) entrò a far parte delle Province Illiriche.

Col Congresso di Vienna nel 1815 rientrò in mano austriaca nel Regno d'Illiria nel Distretto di Duino del Circolo d'Istria[12]; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849 come comune autonomo[4] che comprendeva anche gli insediamenti (naselja) di Loquizza-Seghetti (Lokvica) e Novavilla (Nova Vas) dell'attuale comune di Merna-Castagnevizza, Vallone dell'attuale comune di Doberdò del Lago e di Monte San Michele dell'attuale comune di Savogna d'Isonzo.

Durante la prima guerra mondiale fu teatro della Sesta battaglia dell'Isonzo (il mattino del 12 agosto 1916 la Brigata Regina del Regio Esercito Italiano entrò nell'abitato) e a suo oriente della Settima, dell'Ottava e della Nona battaglia dell'Isonzo.

Dopo la prima guerra mondiale fu annesso al Regno d’Italia e venne congiunto alla Provincia di Gorizia sempre come comune autonomo.
In seguito all'abolizione della stessa Provincia nel 1923, passò alla Provincia di Udine[2]; nel 1927 passò alla ricostituita Provincia di Gorizia[13] ingrandendosi e assorbendo i comuni di Sella delle Trincee (Sela na Krasu) e Brestovizza in Valle (Brestovica pri Komnu).

Fu soggetto alla Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945 e tra il giugno 1945 e il 1947, pur trovandosi a ovest della Linea Morgan, fece parte dell'enclave della Zona B (in mano a 2000 soldati dell'armata jugoslava[14]) all'interno della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del Governo Militare Alleato (AMG); passò poi alla Jugoslavia e quindi alla Slovenia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Rappresentato nella carta IGM al 25.000: 40A-III-NE

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Geopedia.si
  2. ^ a b Regio Decreto 29 marzo 1923, G.U. 27 aprile 1923, n.99
  3. ^ a b Oppacchiasella, in: Innerkrain oder Adelsberger Kreis, Entworfen und Gezeichnet von Joseph Karl Kindermann, gestochen zu Wien von Chistoph Juncher – Verlegt bey Franz Xaver Miller – Buchhændlern zu Grætz, 1795
  4. ^ a b c indicazioni bilingui Oppacchiasella, Opatje selo in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906
  5. ^ Blatt 31-46 der Generalkarte von Mitteleuropa 1:200.000 der Franzisco-Josephinischen Landesaufnahme, Österreich-Ungarn, ab 1887
  6. ^ Görz und Gradisca 1911 - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 22 - KOL IX
  7. ^ Mappa dell’Impero carolingio all’ascesa di Ludovico I (814)
  8. ^ la Lotaringia (con l’Italia) (in verde) nell’impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell’anno 843
  9. ^ Mappa del ducato di Carinzia attorno all’anno 1000 - Allgemeiner historischer Handatlas , 1886
  10. ^ citato come Conte di Gorizia in “Notizie delle Cose del Friuli, scritte secondo i tempi, da Gian-Giuseppe Liruti, Signor di Villafredda ec., Accademico della Società Colombaria di Firenze, e dell'Accademia Udinese, Tomo Terzo, in Udine MDCCLXXVII
  11. ^ C. von Czoerning. Gorizia la Nizza austriaca, Milano 1969 (trad. italiana di E. Pocar della I edizione, Görz Oesterreichs Nizza, 1. Das Land Görz und Gradisca, Wien, 1873)
  12. ^ "Circolo d'Istria Distretto di Duino Oppacchiasella" in: "Mappa della Comune di Castagnavizza", anno 1822 - castasto austriaco franceschino
  13. ^ Archivio di Stato di Gorizia
  14. ^ The Cerje Monument - sito delle poste slovene (in lingua inglese)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]