Ongenþeow
Ongenþeow, Ongentheow, Ongendþeow, Egil, Egill, Eigil, o Angantyr (?-ca. 515) è il nome di uno o due semi-leggendari re svedesi della casata di Scylfing che compaiono nelle fonti anglosassoni e scandinave. I nomi sono diverse e hanno ben poche connessioni etimologiche. Nel proto-norvegese Ongenþeow potrebbe essere stato *Anganaþewaz, mentre Egil sarebbe stato *Agilaz. Il motivo per cui si pensa che si tratterebbe della stessa persona è perché i due occupavano la stessa posizione nella linea dei sovrani svedesi e sono descritti come padri di Ohthere e nonni di Eadgils. Si è quindi ipotizzato che sarebbero basati sulla stessa persona e i medesimi eventi, ma potrebbe essere notato che non tutti gli studiosi optano per la storicità dei personaggi nel Beowulf e nelle saghe norvegesi.
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Il poema Íslendingabók di Ari Þorgilsson e nella Historia Norwegiae viene chiamato Egil Vendelcrow (Vendilcraca/Vendilkráka, nome dato tradizionalmente a chi viveva nello stato reale di Vendel in Svezia). Tuttavia Snorri Sturluson, attribuisce il nome di Vendelcrow al figlio di Egil, Ottar (Ohthere). In queste fonti Egil è figlio di Aun il Vecchio, e come lui non era guerrafondaio. Fece dello schiavo Tunni (o Tonne) responsabile del tesoro, ma Tunni si ribellò contro Egil: combatterono otto battaglie al termine delle quali Egil si recò in Danimarca, secondo la Saga di Ynglinga, che non fornisce date, mentre la Historia Norwegiae non fa menzione di questa fuga. Snorri scrive che Fróði, re danese, aiutò Egil a sconfiggere Tunni e che Egil divenne suo tributario.
Egil fu ucciso da un toro durante i sacrifici al tempio di Uppsala.
Secondo l'Íslendingabók Egil successe ad Aunn e fu preceduto da Óttarr.
Fonti anglosassoni [modifica]
Nel poema epico anglosassone Beowulf Ongenþeow è descritto come un guerriero terribile per abbattere il quale ci volero due guerrieri: Eofor e Wulf Wonreding. L'epica narra che il re dei geti, Hæþcyn, catturò la regina svedese che fu salvata dal vecchio sovrano Ongenþeow nella fortezza collinare di Hrefnesholt, sebbene lei perdette il suo oro. Ongenþeow uccise Hæþcyn e assediò i geti a Hrefnesholt che furono liberati da Hygelac, fratello di Hæþcyn, che giunse il giorno dopo con i rinforzi. Sebbene avesse perso la battaglia, Ongenþeow era riuscito a salvare la sua regina, dopodiché tornò in patria.
Tuttavia la guerra non era finita. Hygelac, nuovo sovrano dei geti, attaccò i svedesi. I guerrieri geti Eofor e Wulf combatterono insieme contro il vecchio re Ongenþeow che alla fine fu ucciso. Anche nel poema Widsith Ongenþeow viene menzionato come re svedese.
Le due versioni sembrano contrastare, ma è stato mostrato che le due storie potrebbero davvero descrivere uno stesso evento (Schück H. 1907, Nerman B. 1925) e che ci sarebbero state solo cattive interpretazioni di termini.
Fonti primarie [modifica]
- Ynglingatal
- Saga degli Ynglingar (parte dell'Heimskringla)
- Historia Norvegiae
- Beowulf
- Widsith
- Íslendingabók
Bibliografia [modifica]
- Nerman, B. Det svenska rikets uppkomst. Stockholm, 1925.
- Sundquist, O. "Freyr"s offspring. Rulers and religion in ancient Svea society". (2004)
| Predecessore | Casata degli Ynglingar Re mitologici di Svezia |
Successore |
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