Onfale

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Ercole sedotto da Onfale, olio su tela di François Lemoine, 1724, Parigi, Musée du Louvre.

Onfale (Ὀμφάλη, Omfale in greco) è un personaggio della mitologia greca. Era la regina della Lidia, figlia del fiume Iardano (o Iardane).

Eracle per tre anni fu schiavo di Onfale, che da lui generò alcuni figli: Ati,[1] Illo, Agelao, Lamo e Tirseno (o Tirreno a seconda dei mitografi).

La sottomissione di Eracle è sottolineata dal fatto che egli fu obbligato a vestirsi da donna e umiliato a filare la lana, mentre Onfale si vestiva della pelle di Leone di Eracle.

Onfale nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Pittura[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Eracle deriso dalle ancelle di Onfale, olio su tela di Lucas Cranach il Vecchio, 1537, Braunschweig, Herzog Anton Ulrich-Museum.
« ... lavorò con la leggera conocchia, torcendo con la sua mano tremenda l'umido stame. Egli, appunto, depose dalle spalle la spoglia della fiera nemea, la mitra strinse la sua chioma, e si ridusse a far lo schiavo, con gl'irti capelli bagnati di mirra Sabea »
(Seneca, Ercole sul Monte Oeta)
« Mirasi qui fra le meonie ancelle

favoleggiar con la conocchia Alcide. Se l'inferno espugnò, resse le stelle, or torce il fuso; Amor se li guarda e ride. Mirasi Iole con la destra imbelle per ischerno trattar l'armi omicide, e in dosso ha il cuoio del leon, che sembra ruvido troppo a sì tenere membra. »

(Torquato Tasso, Gerusalemme liberata)
« Posa giù del lione il fero spoglio

Ercole e veste di feminea gonna: colui che 'l mondo da grave cordoglio avea scampato, et or serve una donna: e può soffri d'Amor l'indegno orgoglio, chi con gli omer già fece al ciel colonna: e quella man, con che era a tener uso la clava poderosa, or torce un fuso. »

(Angelo Poliziano, Le Stanze)
« Tale già si ridea del fiero Alcide

Onfale allor che in femminili spoglie deposto del leon l'ispido vello, squarciava e manti e gonne, e colla mano troppo grave rompea cembali e fusi »

(Stazio, Tebaide)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Strabone, Geografia, V, 2,2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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