Diritti LGBT in Nuova Zelanda

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La storia del riconoscimento dei diritti LGBT in Nuova Zelanda è parte di successi lineari che hanno portato le persone omosessuali, bisessuali e transessuali ad avere le stesse opportunità e prerogative degli altri cittadini del paese. La decriminalizzazione dell'omosessualità venne approvata nel 1986. Nel 2004 vennero approvate le unioni civili in luogo delle prime leggi anti-discriminazione del 1993. L'adozione da parte di coppie omosessuali è legale dal 2007.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Presso le popolazioni aborigene e i Māori, le relazioni omosessuali erano accettate.[1] Alcune storie, per esempio quella di Tutanekei e Tiki,[1] trattano di coppie formate da persone dello stesso sesso. Un missionario britannico, Richard Davis, ebbe riscontro di rapporti omosessuali tra uomini facenti parte della vita familiare dei Māori,[1] e anche se relazioni omosessuali tra donne non sono state ben documentate, non sono state di certo condannate. Nella Nuova Zelanda moderna, un marchio comune adottato dagli LGBT Māori è Takatāpui,[1] un termine in uso nel periodo pre-europeo e reso popolare dal momento che la legge sulla decriminalizzazione dell'omosessualità nel 1986.[1] Il termine si traduce approssimativamente in inglese come "parte del partner dello stesso sesso".

Alcuni dei primi coloni europei in Nuova Zelanda erano missionari cristiani giunti nel XIX secolo che convertirono la maggior parte della popolazione Māori al cristianesimo. Ciò portò alla considerazione dell'omosessualità come peccato, derivato dalla dottrina cristiana. Nonostante questo, un missionario, William Yate, fu rimandato in Inghilterra dopo essere stato sorpreso ad avere rapporti sessuali con giovani uomini Māori.[1]

Quando la Nuova Zelanda divenne una colonia britannica nel 1840, fu introdotta la legge britannica che considerava l'omosessualità un reato. Nel 1893, tutte le tipologie di attività sessuale tra uomini sono state criminalizzate, con pene che vanno dal carcere, ai lavori forzati, incluso la fustigazione. Gli atti sessuali tra donne non sono mai stati illegali, ciò potrebbe essere il risultato di molti fattori sociali del tempo.[1] L'omosessualità venne considerata una malattia mentale, fino a quando nel 1986 fu decriminalizzata, cioè resa legale.[2] Nel 1993 vennero adottate le prime leggi contro l'omofobia, e nel 2004 vennero istituite le unioni civili.[2] Nel 2004 le adozioni da parte di coppie omosessuali sono state legalizzate.

Nel 2013 il Parlamento neozelandese approva a maggioranza l'estensione dell'istituto matrimoniale anche alle coppie omosessuali.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g (EN) Clive Aspin, Hōkakatanga – Māori sexualities - Early Māori sexuality in Te Ara - the Encyclopedia of New Zealand, 12 luglio 2013, pp. 1-2-3-4. URL consultato il 17 gennaio 2014.
  2. ^ a b c Nuova Zelanda approva la legge per matrimoni gay in Huffington Post, 17 aprile 2013. URL consultato il 17 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Philip Richard Hilton Webb, Butterworths Family Law in New Zealand, 13ª ed., Wellington, LexisNexis, 2007. ISBN 978-1-877511-01-1.
  • (EN) Mark Henaghan, Bill Atkin e Dale Clarkson; John Caldwell, Butterworths Family Law in New Zealand, 15ª ed., LexisNexis, 2011. ISBN 978-1-927149-82-9.
  • (EN) New Zealand Law Commission, Adoption: Options for Reform, nº 38, Wellington, New Zealand Law Commission Preliminary Paper, 1999. ISBN 1-877187-44-5.
  • (EN) Solicitor General's opinion on the application of the Human Rights Act 1993 to transgendered people. [1]

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