Omosessualità e paganesimo
Il cosiddetto "paganesimo" (termine di ampio uso, ma improprio nel suo trattare come una sola realtà tutte le religioni non monoteiste) ha avuto spesso nei confronti dell'amore fra persone dello stesso sesso un atteggiamento di tipo decisamente diverso da quello che ha caratterizzato le religioni monoteiste nate dal giudaismo.
Indice |
Religioni mediorientali [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia dell'omosessualità nel mondo antico. |
In buona parte dei culti della Mezzaluna fertile esiste un atteggiamento ambiguo nei confronti del comportamento omosessuale (inteso in termini più vicini al nostro concetto di transessualità), tipico del concetto contenuto nel termine latino sacer, che vuol dire contemporaneamente sia "sacro" che "maledetto". Diversi documenti, che attendono comunque ancora uno studio attento, attestano la presenza di sacerdoti o persone addette al culto che sono di sesso maschile ma vestono da donne e vengono in qualche modo assimilati alle donne, pur rimanendo in una categoria ben distinta da quella delle donne.
La persona che appartiene a questo gruppo è descritta con vari nomi, come assinnu, ed è presente anche nella Bibbia ebraica come "keleb", termine tradotto (Deuteronomio 23,19) come "cane" (ma la definizione, nella Bibbia inequivocabilmente spregiativa, ha forse in origine la sfumatura di "cane da guardia" della divinità, dato che la si ritrova in senso non dispregiativo in un'iscrizione semitica cipriota).
La Bibbia ebraica contiene anche il termine kadesh/kodesh (trascritto anche come qedes/qodesh, plurale: kedeshim o qedeshim), che significa "consacrato, santo", ma che la Bibbia usa in questo caso in un senso che viene normalmente tradotto come "prostituto", o "prostituto sacro" (1Re 14,24;15,12;22,47). Da notare il fatto che il testo biblico dice espressamente che questo tipo di persone "consacrate" s'era installato nel Tempio stesso di Gerusalemme (2Re 23,7), esaltando l'azione dei re ebrei che provvedettero a cacciarlo via da lì.
I miti mesopotamici da parte loro danno una testimonianza bifronte di queste figure, da un lato disprezzate (in un mito, l'assinnu viene creato in origine usando la sporcizia accumulato sotto le unghie di Inanna), dall'altro presentate come sacre e intimamente legate al culto delle divinità (specie Inanna e Ishtar).
Più che a prostituti sacri, comunque, si dovrà forse pensare a castrati, sul tipo di quelli descritti in epoca classica da Luciano di Samosata nel De dea Syria, che praticavano l'autocastrazione come forma di estremo ascetismo e definitiva consacrazione alla divinità (il mondo classico li conobbe come "galloi" o "galli" [1]). L'eunuco era in effetti profondamente disprezzato nel mondo antico, tuttavia il supremo sacrificio volontario della propria virilità costituiva indubbiamente un titolo di merito, e una prova inequivocabile della propria dedizione alla divinità.
A ciò si aggiunga che i testi antichi ci presentano anche il caso di "assinnu" sposati, cosa che rende poco probabile la (pur frequente) traduzione di questo termine con "prostituto sacro", cioè tenuto ad avere rapporti sessuali con i fedeli come vicario della divinità. Benché una pratica di questo tipo sia attestata oltre ogni dubbio per le donne (le ierodule), perfino nello stesso mondo greco, la pratica della prostituzione sacra maschile è stata per ora soltanto dedotta dagli studiosi moderni sulla base di una simmetria astratta con la prostituzione sacra femminile, mentre mancano per ora documenti antichi che attestino l'esistenza effettiva di tale pratica.
Religione grecoromana [modifica]
Omosessualità maschile [modifica]
| Per approfondire, vedi Pederastia greca. |
Nella religione grecoromana l'amore fra persone dello stesso sesso era integrato nei miti e nei rituali molto più di quanto non sia avvenuto in qualsiasi altra religione occidentale successiva.
Alcuni miti greci e latini presentano esplicitamente relazioni omosessuali, di solito di tipo pederastico, fra una divinità di sesso maschile e un mortale di sesso maschile. Tali miti contengono un substrato iniziatico che ha fatto ipotizzare ad alcuni indoeuropeisti (massimamente Bernard Sérgent, anche se l'ipotesi parte da un saggio di Jan Bremmer del 1980) che in origine il rapporto sessuale fosse la rappresentazione, simbolica e teologica, di un effettivo atto omosessuale a cui erano sottoposti i ragazzi nei riti di iniziazione, come rito di passaggio dall'adolescenza all'età adulta, per renderli fertili attraverso la trasmissione del seme.
Perso, già in epoca preistorica, questo rito, ne rimase solo il ricordo mitico, che non essendo più compreso, in epoca classica venne reinterpretato secondo le concezioni dei contemporanei relative all'omosessualità, attribuendo agli dèi amori carnali, fini a sé stessi.
Tale rilettura (facilmente messa in ridicolo già da autori pagani come Luciano di Samosata) provocò una reazione, che puntò a rileggere in chiave mistica le relazioni omosessuali, ad esempio interpretando il rapimento di Ganimede da parte di Giove come una rappresentazione mistica del rapimento dell'anima umana verso le altezze del Divino. Questa lettura fu cara alle correnti mistiche del paganesimo tardo, come il neoplatonismo, ed appare quindi con molta frequenza nell'arte ellenistica, ed anche neoclassica.
Lesbismo [modifica]
Il solo mito grecoromano che descriva un rapporto sessuale fra una divinità femminile e un essere umano di sesso femminile è quello di Diana e Callisto [2], che dovette essere anch'esso in origine un mito legato all'iniziazione (anche sessuale, ma non solo) delle giovani, nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta.
Esso però ci è giunto contaminato da altri miti, di tipo astrale (nei quali Callisto è l'Orsa maggiore), e oltre tutto riletto e modificato attraverso un'ottica patriarcale, in modo tale che il rapporto sessuale avviene non più (come dovette essere in origine) fra una dea e una donna, bensì fra un dio (Zeus) che ha assunto il corpo di Diana per ingannare e sedurre una donna.
Il mito di Ifi e Iante, proposto da Ovidio nelle Metamorfosi (IX, 666-797), è invece tardo, ed ha carattere più letterario che religioso.
Altre religioni [modifica]
L'omosessualità è presente in varie religioni del Nuovo Mondo, come quella azteca e nelle religioni sciamaniche.
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In generale, dagli scritti norreni, si evince la tendenza ad interpretare l'omosessualità in modo negativo. Le leggi secolari dell'Islanda nell'epoca vichinga non menzionano l'omosessualità. Saghe e leggi operano però una distinzione tra il ruolo attivo e quello passivo assunti dagli uomini durante il sesso anale. Nessuna vergogna o disonore attendevano chi assumeva il ruolo attivo. Tuttavia, il ruolo passivo era visto come disonorevole dalla società (ergi). Il partner passivo era considerato un codardo che si era fatto "conquistare" dal partner attivo. Comunque non si può escludere che in età più arcaica la situazione non fosse differente, e più in linea con altre religioni indoeuropee, come dimostrato da reminescenze di omosessualità nelle figure mitiche di Odino e Loki.
Nella Sturlunga saga, Guðmundr fa prigionieri un uomo e sua moglie, e progetta di violentare entrambi per umiliarli sessualmente (Sørenson 82, 111; Sturlunga saga, I, 201).
Il termine klámhogg "schiaffo della vergogna" inflitto ai nemici sconfitti era considerato alla pari di una castrazione o di una ferita alla testa, all'addome o al midollo, e Sørenson (68) ipotizza che il termine si riferisca allo stupro (penetrazione anale forzata). La documentazione sulla pratica della cosiddetta omosessualità come suprema offesa è molto vasta. L'islandese Grágás ha condonato la violenza come vendetta dell'abuso di questo tipo di omosessualità.
Il termine argaskattr, nel XIV secolo Moðruvallabók, "pagamento ad un uomo argr (effiminato)", pare confermare l'esistenza di una prostituzione omosessuale maschile (Sørenson, 34-35).
Gli sciamani erano considerati "effeminati" dalla società norrena, sia perché combattevano con la magia piuttosto che con le armi, sia perché i rituali sciamanici erano presumibilmente presieduti dalla dea Freyja, alla quale gli sciamani erano devoti. Tuttavia, a sua volta lo sciamanesimo ha fornito la possibilità agli uomini omosessuali di essere relativamente liberi nel vivere la loro sessualità senza il timore di incorrere nelle stesse sanzioni destinate ai guerrieri.
Omosessualità nella Mitologia norrena [modifica]
Accusare un uomo di praticare il seiðr, implicava accusarlo di effeminatezza o perversione sessuale. Odino stesso fu deriso per aver praticato il seiðr, da Loki nel Lokasenna. Da molti Loki è visto come una figura bisessuale, che ha assunto il ruolo femminile nell'incontro con lo stallone del gigante nel Gylfaginning. Durante quell'incontro, Loki è stato talmente simile ad una giumenta da avere una prole dallo stallone, e paragonare un uomo ad una giumenta sembra essere stato uno dei peggiori insulti per accusare qualcuno di essere ergi.
Personaggi mitologici coinvolti in vicende d'amore omosessuale [modifica]
Mitologia greco-romana [modifica]
- Achille e Patroclo
- Achille e Antiloco
- Achille e Troilo (amore non corrisposto)
- Agamennone e Argynnus
- Apollo e Ciparisso
- Apollo e Giacinto
- Apollo e Imene
- Artemide e Callisto
- Ati e Licabas
- Cicno e Fetonte
- Cidone e Clizio
- Crisippo e Laio
- Crisippo e Pelope
- Dioniso e Ampelo
- Dioniso e Polimno
- Eracle e Abdero
- Eracle e Ila
- Eracle e Iolao
- Eurialo e Niso
- Hermes e Krokus
- Falanto e Agathaidas
- Ifi e Iante
- Ipno e Endimione
- Narciso e Aminia (amore non corrisposto)
- Orfeo e Calaide
- Pan e Dafni
- Polido e Glauco
- Poseidone e Pelope
- Silvano e Ciparisso
- Storia di Teseo e Piritoo
- Zeus e Ganimede
Altre mitologie [modifica]
Altri miti e divinità correlati a temi LGBT [modifica]
- Acala
- Adone
- Agdistis
- Afrodito
- Aizen Myo-o
- Amazzoni
- Anteros
- Ermafrodito
- Guan Yin
- Hapy
- Hu Tianbao, antico dio cinese dell'omosessualità.
- Kṣitigarbha
- Manjusri
- Phanes
- Shiva Ardhanārīśvara, il Signore metà donna
- Tiresia
Bibliografia [modifica]
- Angelo Brelich, Paides e parthenoi, Edizioni dell'Ateneo, Roma 1969.
- (EN) Jan Bremmer, An enigmatic indo-european rite: pederasty, "Arethusa", XIII 1980, pp. 279-298.
- (EN) Andrew Calimach, Lovers' legends: the gay Greek myths, Haiduk Press, 2002, ISBN 0-9714686-0-5.
- (EN) Randy P. Conner, David Sparks, Mariya Sparks (a cura di), Cassell's encyclopedia of queer myth, symbol and spirit: gay, lesbian, bisexual and transgender Lore, Cassell, 1998, ISBN 0-304-70423-7.
- (FR) Bernard Sérgent, L'homosexualité initiatique dans l'Europe ancienne, Payot, Paris 1986, ISBN 2-228-14130-5.
- Bernard Sérgent, L'omosessualità nella mitologia greca 1984, Laterza, Bari 1986.
- (EN) Sørenson, Preben M., Joan Turville-Petre, The unmanly man: concepts of sexual defamation in Early Northern Society, The Viking Collection, Studies in Northern Civilization 1. Odense University Press (1983).
Voci correlate [modifica]
- Androgino
- Neopaganesimo
- Omosessualità e religioni
- Omosessualità e Wicca
- Paganesimo
- Storia di Teseo e Piritoo
Collegamenti esterni [modifica]
- Valerio Bartolucci, Il popolo dei due spiriti, "Pride", n. 61, luglio 2004. Sull'omosessualità nella concezione sciamanica dei nativi nordamericani.
- (EN) Sacred texts: testi classici e omosessualità.
- (EN) Maetreum of Cybele, Magna Mater. Sui sacerdoti "invertiti" dei culti mesopotamici.
- (EN) GLBT mythology.
- (EN) Greek Mythology. I miti greci a tematica omosessuale.
- (EN) The two-spirit tradition sull'amore e il matrimonio fra persone dello stesso sesso nelle religioni sciamaniche indigene nordamericane.
- (EN) Viking Answer Lady