Omo Kibish

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Formazione rocciosa di Omo Kibish, nei pressi di Kibish, Etiopia, dove furono scoperti i resti umani

La formazione di Omo Kibish è uno dei numerosi siti di antiche formazioni rocciose (chiamate Kibish) situati all'interno dell'parco nazionale dell'Omo, in Etiopia sudoccidentale. Gli affioramenti dei Kibish sono dove gli scavi di Richard Leakey ed altri portarono alla luce i resti di homo sapiens risalenti a 125 000 anni fa. Omo Kibish-1, noto anche come Sito di ominidi di Kamoya (KHS), conteneva uno scheletro quasi completo di adulto maschio di homo sapiens.

Le formazioni note come kibish prendono il nome dal vicino villaggio di Kibish, uno dei villaggi abitati dai Nyangatom. Il villaggio si trova vicino alla riva orientale del fiume Omo, alle pendici della catena montuosa del Nkalabong, in Etiopia. La valle dell'Omo è particolarmente ricca di resti paleoantropologici. Secondo gli studi scientifici (svolti nel 1982 dalla Università della California, Berkeley), i resti di ominidi recuperati nella valle dell'Omo risalgono a oltre 4 milioni di anni fa.

Una più recente datazione al potassio-argon del tufo vulcanico di Omo Kibish-1 fa ipotizzare un'età di 104 000-196 000 anni fa (più probabile il secondo limite). Se questa datazione fosse corretta, Omo Kibish sarebbe il più antico sito di homo sapiens conosciuto sul pianeta.

Quando nel 1967 furono trovate ossa di due antichi uomini nei pressi di Kibish, in Etiopia, si pensò che risalissero a 130 000 anni fa. Alcuni anni dopo, i ricercatori trovarono ossa umane a Herto, sempre in Etiopia. Furono datate con tecniche più moderne a 154 000-160 000 anni fa. Questo diede il via ad un nuovo studio sul sito di fossili del 1967, con tecniche moderne. I risultati dello studio di Omo Kibish-1 indicarono che i più antichi membri di questa specie, homo sapiens, vagarono per l'Africa attorno a 195 000 anni fa.

"Questo sposta all'indietro la nascita di uomini anatomicamente moderni", disse il geologo Frank Brown, coautore dello studio e decano della University of Utah's College of Mines and Earth Sciences. La rivista Nature pubblicò lo studio nel numero del 17 febbraio 2005. Brown condusse le ricerche con il geologo e geocronologo Ian McDougall dell'Australian National University di Canberra, e con l'antropologo John Fleagle della New York state's Stony Brook University.

Questi ricercatori datarono i cristalli di minerale presenti negli strati di ceneri vulcaniche che circondavano i sedimenti del fiume contenenti i resti umani. "Conclusero che i fossili sono molto più antichi dello strato di ceneri di 104 000 anni fa, e molto vicini allo strato di 196 000 anni fa", disse Brown.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • The Emergence of Homo sapiens: The Origins of Modern Humans. Tuttle, Science, 17 maggio 1985: 868-869, doi 10.1126/science.228.4701.868