Omnia mea mecum porto
Omnia mea mecum porto è una locuzione in lingua latina - che Cicerone (Paradoxa 1, 1, 8) attribuisce a Biante di Priene, uno dei Sette Savi vissuto nel VI secolo a.C. Nella traduzione in lingua italiana significa "Tutto ciò che (di buono) è mio, lo porto con me!".
"Nec non saepe laudabo sapientem illum, Biantem, ut opinor, qui numeratur in septem; cuius quom patriam Prienam cepisset hostis ceterique ita fugerent, ut multa de suis rebus asportarent, cum esset admonitus a quodam, ut idem ipse faceret, 'Ego vero', inquit, 'facio; nam omnia bona mea mecum porto.' (Cicero: Paradoxa 1, 1, 8)
Questa frase è stata attribuita anche:
- al filosofo Stilpone, che quando Demetrio il Poliorcete, conquistata Megara, gli chiese se avesse perso qualche cosa, rispose "Nulla, ho tutto con me!"; (Seneca, Epistulae Morales, 9 18-19)
- a san Paolo che, dando un senso morale alla frase, spiega che la santità si costruisce sul bagaglio umano che ciascuno porta con sé.
A pieno diritto la può dire la chiocciola, che lemme lemme viaggia da milioni di anni con la casa sulle spalle.
In senso traslato, il significato può essere dato così: le uniche cose che veramente ci appartengono sono la nostra intelligenza e la nostra dignità; sono questi due valori - fra i più importanti e in possesso di ogni essere umano - ad essere veramente indispensabili per vivere una vita giusta e onesta, sia con il prossimo che in rapporto alla propria coscienza.
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