Omicidio di Giuseppe Di Matteo
| « Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l'auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento. » | |
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(Giovanni Brusca, dichiarazione tratta dal libro Ho ucciso Giovanni Falcone, di Saverio Lodato, Mondadori)
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Giuseppe Di Matteo (1981-11 gennaio 1996) figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, ex-mafioso, divenne vittima di una vendetta trasversale nel tentativo di far tacere il padre. La sua morte ha avuto grande risalto su tutti i giornali anche perché il cadavere del ragazzo non fu mai trovato, essendo stato disciolto in una vasca di acido nitrico[1].
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[modifica] Rapimento e uccisione
Fu rapito il 23 novembre 1993, quando aveva 13 anni, al maneggio di Altofonte da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato.
Secondo le deposizioni di Gaspare Spatuzza, che prese parte al rapimento, i sequestratori si travestirono da poliziotti ingannando facilmente il bambino, che credeva di poter rivedere il padre in quel periodo sotto protezione lontano dalla Sicilia. Dice Spatuzza: "Agli occhi del bambino siamo apparsi degli angeli, ma in realtà eravamo dei lupi. (...) Lui era felice, diceva 'Papà mio, amore mio' ". Il piccolo fu legato e lasciato nel cassone di un furgoncino Fiat Fiorino, prima di essere consegnato ai suoi carcerieri [2].
La famiglia cercò presso tutti gli ospedali cittadini notizie del figlio, ma quando, il 1º dicembre 1993, un messaggio su un biglietto giunse alla famiglia con scritto «Tappaci la bocca» e due foto del bambino che teneva in mano un quotidiano del 29 novembre 1993, fu subito chiaro che il rapimento era finalizzato a spingere Santino Di Matteo a ritrattare le sue rivelazioni sulla strage di Capaci [3] e sull'uccisione dell'esattore Ignazio Salvo.
Il 14 dicembre 1993, Francesca Castellese, moglie di Di Matteo, denunciò la scomparsa del figlio. In serata fu recapitato un nuovo messaggio a casa del suocero (Giuseppe Di Matteo, padre di Santino) con scritto «Il bambino lo abbiamo noi e tuo figlio non deve fare tragedie». Dopo un iniziale cedimento psicologico il pentito non si piegò al ricatto, sebbene fosse angosciato dalle sorti del figlio, e decise di proseguire la collaborazione con la giustizia.
Brusca decise così l'uccisione del ragazzo, ormai fortemente dimagrito e indebolito per la prolungata e dura prigionia, e che venne strangolato e successivamente sciolto nell'acido l'11 gennaio 1996, all'età di 15 anni, dopo 779 giorni di prigionia [4].
Per l'omicidio del piccolo Giuseppe, oltre che Giovanni Brusca, sono stati condannati all'ergastolo i boss Leoluca Bagarella e Gaspare Spatuzza[5].
[modifica] Note
- ^ http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_10/di_matteo_mafia_b457bb48-af0c-11dd-bbcd-00144f02aabc.shtml.
- ^ http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/12/02/visualizza_new.html_1674473935.html
- ^ http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=88633
- ^ http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_10/di_matteo_mafia_b457bb48-af0c-11dd-bbcd-00144f02aabc.shtml
- ^ http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=24114
[modifica] Bibliografia
- Saverio Lodato, Ho ucciso Giovanni Falcone. 1999, Mondadori
- Vincenzo Vasile, Era il figlio di un pentito. 2007, Bompiani, pag. 203, ISBN 9788845259289, ISBN 8845259285
- Pino Nazio, "Il bambino che sognava i cavalli" 2010, Sovera edizioni
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Fonte: La Repubblica, 15.09.1998, "Di Matteo assale Brusca: «Animale, ti stacco la testa»"
- Fonte: Il Vallone, "Libero carceriere di Giuseppe Di Matteo"
- Fonte: Corriere della Sera, 10.11.2008, "La madre del bimbo sciolto nell'acido: «Giuseppe ha vinto, la mafia ha perso»"
- "Cap. VIII - Come ho sequestrato e mandato a morte il piccolo Di Matteo" tratto dal libro Ho ucciso Giovanni Falcone (1999) di Saverio Lodato