Ombra della sera

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Ombra della sera
Ombra della sera
Autore sconosciuto
Data III secolo a.C.
Materiale bronzo
Dimensioni 57,5 cm
Ubicazione Museo etrusco Guarnacci, Volterra

L'Ombra della sera è una statuetta votiva etrusca, proveniente dall'antica Velathri, ovvero l'attuale Volterra, e ivi conservata al museo Guarnacci.

Si dice che sia stato il poeta Gabriele D'Annunzio a darle il nome "Ombra della sera", poiché nel guardarla gli venivano in mente le lunghe ombre del tramonto.

Indice

[modifica] Caratteristiche

Essa rappresenta una figura maschile nuda, con un'altezza di 57,5 cm, ma ciò che risalta maggiormente è la forma allungata del corpo, eccetto la testa, che mantiene le proporzioni esatte, e questo stile così moderno risulta sbalorditivo per una scultura etrusca; ricorda infatti l'artista contemporaneo Alberto Giacometti.

In questa figura viene sottolineata una bellezza che raggiunge quasi il soprannaturale, grazie ai tratti naturali del volto. I bronzisti di Volterra erano già noti nell'antichità per le grandi capacità manifatturiere e tecnologiche, che permettevano loro di fondere i minerali di rame delle Colline Metallifere con lo stagno, ottenendo il bronzo.

[modifica] Recupero

Inizialmente nel 1737 lo studioso fiorentino Anton Francesco Gori scoprì che la statuetta era custodita nella casa della famiglia Buonarroti a Firenze.

Pochi decenni più tardi, il nobile prelato Mario Guarnacci entrò in possesso della statuetta, anche se non è chiaro come ciò gli fu possibile e, insieme a tutta la sua collezione, la donò al museo che poi avrebbe preso il suo nome.

[modifica] Citazioni

L'Ombra della sera è stata utilizzata, nel 1974, come unico elemento, misterioso e vagamente inquietante nella fotografia, nella sigla iniziale dello sceneggiato televisivo Rai Ritratto di donna velata, la cui azione si svolge a Volterra.

L'ombra della sera è al centro di Chimaira, romanzo di Valerio Massimo Manfredi.

L'Ombra della sera viene citata nel romanzo "Il giardino delle erbe proibite" di Titania Hardie.

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