Olympia (Manet)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Olympia
Olympia
Autore Édouard Manet
Data 1863
Tecnica olio su tela
Dimensioni 130×190 cm
Ubicazione Musée d'Orsay, Parigi

Olympia è un dipinto di Édouard Manet ad olio su tela (130 x 190 cm), realizzato nel 1863. Oggi l'opera è conservata al Musée d'Orsay di Parigi.

Come aveva già fatto nella Colazione sull'erba, Manet reinterpretò un altro capolavoro dell'arte rinascimentale, la Venere di Urbino di Tiziano, in Olympia, un nudo che richiama anche le prime fotografie da studio. La donna raffigurata è magra, contro la moda del tempo che preferiva una donna "in carne", considerata più attraente.

Olympia, raffigurata in una posa classica, scioccò anche per il modo in cui il soggetto sembra guardare negli occhi l'osservatore (sguardo di sfida), mentre la cameriera di colore porge un mazzo di fiori da un presunto corteggiatore. Ma il motivo principale per cui il dipinto fece scalpore era la rappresentazione di una donna sul "posto di lavoro" in quanto prostituta (Olympia era infatti un nome molto diffuso tra le prostitute), aspetto sottolineato dal nastrino di raso nero al collo della donna, tipico delle prostitute del tempo. Anche se la mano sinistra copre il pube, il riferimento al pudore e alla tradizionale virtù femminile è ironico. La posa volutamente sprezzante, con la mano sinistra premuta sul ventre, ricorda alcune immagini pornografiche del tempo che, con lo sviluppo della fotografia, cominciavano a circolare clandestinamente nei salotti mondani.

Il pittore dipinse la donna di colore per creare uno spazio più "normale", in quanto la presenza di una donna bianca avrebbe conferito allo spazio una tonalità troppo "pulita, ideale", troppo chiara insomma. La figura in questione inoltre si può inscrivere in un triangolo simile a quello creato dalle piega del lenzuolo del letto sulla parte bassa a sinistra, in cui Olympia è l'asse che separa specularmente queste figure. Un gatto nero dipinto ai piedi del letto, quasi invisibile ad un colpo d'occhio superficiale, ha la funzione di dare equilibrio alla composizione.

La Olympia fu esposta al Salon (mostra di artisti contemporanei, presieduta da una giuria che decideva quali quadri esporre) del 1865. I giudici decisero di relegare il quadro in un angolo nascosto della sala, ma questo non impedì all’opera di essere sommersa dalle critiche. Accusato di immoralità (come quando espose Colazione sull’erba, nel 1863), Manet si difese sostenendo di aver attualizzato il dipinto di Tiziano, da lui copiato al Louvre nel 1853.

Émile Zola, il famoso scrittore naturalista francese, a sua difesa scrisse un pamphlet intitolato Manet sulla rivista La Revue du XXème siècle. Per ringraziarlo, il pittore dipinse nel 1868 il suo ritratto, che però non piacque allo scrittore: infatti Zola apprezzava la sua arte in quanto rivoluzionaria, ma aveva altri gusti.[senza fonte]

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue