Oliva taggiasca

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Olivo taggiasco
Olive taggiasche
Olive taggiasche
Regione Liguria
Caratteri botanici e agronomici
Attitudine mensa e olio
Portamento pendulo
Foglia ellittico lanceolata, dimensioni medio grandi
Autofertilità parziale
Caratteristiche dei frutti
Peso medio circa 3 grammi
Forma ellittico cilindrica
Simmetria si
Colore a maturazione bruno - nero violaceo
Umbone no
Endocarpo ovoidale, rugoso, di peso medio
Resistenza
Alla mosca bassa
All'occhio di pavone medio bassa
Alla rogna bassa
Al freddo bassa
Alla siccità bassa

L'Oliva taggiasca è una cultivar di olivo tipica soprattutto del Ponente ligure e soprattutto della Provincia di Imperia.

È così chiamata perché arrivò a Taggia, qui portata dai monaci di San Colombano provenienti dall'isola monastero di Lerino. Gli innesti di oliva taggiasca furono nei secoli diffusi in tutta Italia, sebbene la coltivazione maggiore sia sempre rimasta nella provincia di Imperia, e oggi risulta essere una delle più rinomate olive per produzione di olio extravergine e una delle migliori olive da mensa, poiché il frutto, nonostante le ridotte dimensioni è molto gustoso.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

In generale[modifica | modifica sorgente]

Pianta che può raggiungere anche grandi dimensioni (15m d'altezza), coi rami ben aperti e portamento pundulo. Di buona vigoria; capacità rizogena non eccellente. Le mignole sono medie sia in lunghezza che quanto a numero di fiori, ed hanno un aborto ovarico basso.

Produzione e olio[modifica | modifica sorgente]

Benché sia molto suscettibile alla avversità principali ha produttività elevata e costante; matura tardivamente (gennaio). Il frutto di forma ellittico cilindrica e leggermente più grosso alla base, ha altissimo contenuto in olio (25-26%), che oltretutto è molto pregiato; questo è di colore giallo (giallo-verde nel savonese), dall'odore di fruttato maturo e sapore anche fruttato con sensazione decisa di dolce, sfumatura di piccante e sentori di mandorla e pinolo; l'acidità massima totale è inferiore allo 0,5%, a riprova delle alte qualità organolettiche del prodotto. Spesso è pure impiegato nelle miscele per "tagliare" altri olii e conferire un tocco elegante. Dal gennaio 1997 è stata istituita, per questa coltura, la denominazione di origine protetta legata a un olio extravergine di oliva detto "Riviera Ligure DOP".

Si utilizza in gastronomia in molti dei piatti liguri a base sia di carne sia di pesce, in particolare gli umidi. Tra questi i più conosciuti sono: coniglio in umido alla ligure (o alla sanremese), agnello alle olive, roast beef alla salsa di olive, baccalà alla levantina, cappunadda, olive in salamoia.

Infine anche le olive, essendo molto saporite, sono assai apprezzate e rinomate per il consumo da mensa.

Metodo di raccolta[modifica | modifica sorgente]

Oliveti sulla Riviera Ligure

Per raccogliere le olive della varietà taggiasca attualmente vengono stese sotto le piante ampie stuoie di rete a maglia fitta; le stuoie vengono posizionate in periodi antecedenti la vera e propria raccolta al fine di consentire il recupero dei frutti che cadono anzitempo in modo naturale. Il periodo della raccolta sarà poi caratterizzato da manovalanze che, attrezzate con lunghi bastoni, chiamati trappe, scuotono fisicamente i rami degli ulivi al fine di far cadere più frutti possibile nelle stuoie sottostanti. Oggi si sta rapidamente diffondendo il metodo più veloce e meno faticoso della raccolta meccanica per mezzo di bacchiatori elettrici o a motore a due tempi.

Il metodo tradizionale di raccolta praticato nell'imperiese, tuttavia, prevedeva che le olive cadute prima della bacchiatura venissero raccolte a mano e quelle ancora sull'albero venissero fatte cadere con le trappe dall'albero su teli e poi raccolte manualmente. Il compito della sbattitura spettava tradizionalmente agli uomini, mentre quello della raccolta a terra alle donne. Oggi i ruoli non sono più distinti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]