Oliva Taggiasca
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L'Oliva Taggiasca è una varietà de oliva tipica della Riviera Ligure.
È così chiamata perché arrivò a Taggia, portata dai monaci di San Colombano provenienti dall'isola monastero di Lerins. Gli innesti di oliva taggiasca furono nei secoli portati in tutta Italia, sebbene la coltivazione maggiore sia sempre rimasta nella provincia di Imperia, ed oggi risulta essere una delle più rinomate olive per produzione di olio extravergine, ed una delle migliori olive da mensa, poiché il frutto, nonostante le ridotte dimensioni, è molto gustoso.
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[modifica] Caratteristiche
Il frutto, di forma ovoidale, produce un olio di colore giallo (giallo-verde nel Savonese), dal odore di fruttato maturo e sapore anche fruttato con sensazione decisa di dolce (acidità massima totale espressa in acido oleico, in peso, non superiore a grammi 0,5 per 100 grammi di olio). Dal gennaio 1997 è stato istituita, per questo cultivar di uliva, la denominazione di origine protetta legata ad un olio extravergine di oliva detto "Riviera Ligure DOP".
Si utilizza in gastronomia in molti dei piatti liguri a base sia di carne che di pesce, in particolare gli umidi. Tra questi, i più conosciuti: coniglio in umido alla ligure (o alla sanremese), agnello alle olive, roast-beef alla salsa di olive, baccalà alla levantina, cappunadda, olive in salamoia.
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Antico frantoio |
Una giara usata nel passato |
[modifica] Metodo di raccolta
Per raccogliere le olive della varietà Taggiasca attualmente vengono stese sotto le piante ampie stuoie di rete a maglia fitta; le stuoie vengono posizionate in periodi antecedenti la vera e propria raccolta al fine di consentire il recupero dei frutti che cadono anzitempo in modo naturale. Il periodo della raccolta sarà poi caratterizzato da manovalanze che, attrezzate con lunghi bastoni, scuotono fisicamente i rami degli ulivi al fine di far cadere più frutti possibili nelle stuoie sottostanti.
Il metodo tradizionale di raccolta praticato nell'Imperiese, tuttavia, prevede che le olive vengano sbattute e fatte cadere dall'albero e poi raccolte una ad una manualmente. Il compito della sbattitura spetta tradizionalmente agli uomini, mentre quello della raccolta a terra alle donne.

