Olghina Di Robilant

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Olga Nicolis di Robilant e di Cereaglio, meglio conosciuta come Olghina di Robilant (Venezia, 3 novembre 1934), è una giornalista e scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlia del conte Carlo Nicolis di Robilant (primogenito dei cinque figli del conte Edmondo Nicolis di Robilant e di Valentina Mocenigo) e di Caroline Kent (americana di Ashville, Nord Carolina). La coppia aveva già un figlio, Federico Nicolis di Robilant (1930-1968).

Cresciuta a Venezia con residenza a Palazzo Mocenigo, nel settembre 1943 si trasferì a Roma con la famiglia (il padre era nella Resistenza come ufficiale dell’aeronautica e ufficiale di collegamento con gli alleati), dove rimase fino alla fine del conflitto mondiale. Nel 1945 intraprese un viaggio con la madre e il fratello negli Stati Uniti ed al rientro nel 1946 si fermò in Portogallo presso la zia, sorella del padre, Olga Nicolis di Robilant, marchesa di Cadaval, che in quel periodo riceveva ed ospitava a Sintra, nella villa “Bela Vista”, Umberto II di Savoia in esilio con la famiglia. Olghina conobbe così in modo informale la famiglia Reale italiana, che avrebbe ritrovato al suo rientro in Portogallo negli anni successivi (esperienza che ha poi narrato in articoli e libri).

A 14 anni, nel 1948, venne iscritta alla scuola svizzera La Combe, oggi integrata con il collegio Le Rosey, e, in seguito, al collegio Riante Rive, a Losanna, dove prese la maturità. Al rientro in Italia, seguì i corsi dell’Accademia d’Arte di Venezia, con il maestro Bruno Saetti. Nel 1950 moriva la nonna Valentina in Portogallo e poco dopo la cugina, anch’essa di nome Olga, figlia primogenita di Olga Cadaval. In quella data Olghina si trasferì in Portogallo presso la zia insieme a suo padre Carlo, il quale poco prima aveva lasciato Venezia essendosi separato dalla moglie ed avendo scelto a sua volta di vivere a Sintra. Il Portogallo rimase residenza fissa di Olghina di Robilant nell’arco di un decennio; tuttavia essa si spostava sovente a Roma dove, dal 1956, iniziò a lavorare occasionalmente nel mondo del cinema, con brevi assaggi di giornalismo ed altro, sempre però rientrando nella sede portoghese (benché al compiere 21 anni si raggiungesse allora la maggiore età). Nel 1958 si trasferì definitivamente a Roma, diventando autonoma e giornalista pubblicista. In questo anno (nel giorno del suo compleanno) si ebbe anche il famoso scandalo del Rugantino, che non le favorì i rapporti con la famiglia e nemmeno la carriera appena iniziata[1][2][3][4].

Incinta di 4 mesi si trasferì in Francia dove, in modo avventuroso, nacque nel 1959 la sua prima figlia, Paola. Al rientro a Roma iniziò a collaborare con un quotidiano della sera e una rubrica di gossip anonimo (La contessa azzurra) e nel 1960 passò poi al settimanale Lo Specchio, con il quale collaborò per circa 10 anni spaziando come free-lance in molti e diversi settimanali, mensili e riviste specializzate italiane ma anche straniere come People magazine ed Esquire. Nel 1970 lasciò Lo Specchio e sottoscrisse un contratto con Momento Sera, nel quale curava la pagina La Capitale, collaborava sia alle pagine dedicate alle donne che a quelle sportive, si dedicava a lunghe inchieste di cronaca ed assunse in pratica il ruolo di capo-redattrice.

Nel mentre, si era sposata a Venezia nel 1966 con il pittore Antonello Aglioti, che seguiva sostenendo le sue mostre di pittura. Nel 1972 nacque la figlia Valentina; la nascita, però, coincise con la separazione dal marito. Iniziò quindi a collaborare con Il Giornale d'Italia negli anni settanta, e con molti giornali diversi, anche sportivi, racimolando interviste e ottenendo rubriche d’opinione. Negli anni ottanta scrisse circa 11 libretti rosa firmandoli con pseudonimi, e nel 1985 firmò il suo primo romanzo con la casa editrice Arnoldo Mondadori Editore, Alvise e Alessandra. Nel 1991 uscì il libro autobiografico Sangue Blu, sempre per la Mondadori, e negli anni più recenti due libri con la casa editrice Mursia: Nobiltà[5] e Snob. Dal 2001 al 2006 ha collaborato con il sito internet Dagospia, curando la rubrica L'occhio di Olghina. Da anni non vive più a Roma ma in Toscana, e dal 2006 cura il suo blog personale Olgopinions[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È ancora duello sul celebre spogliarello della "Dolce Vita"
  2. ^ «Era la mia festa, lo strip mi rovinò la reputazione»
  3. ^ Rugantino: la verità
  4. ^ The Roman 'orgy' that kicked off La Dolce Vita
  5. ^ Le nobili memorie di Olghina
  6. ^ Olgopinions